Il ritorno a Hogwarts (a teatro) di Harry Potter

Al Palace Theatre di Londra a partire dal 30 luglio (ma in realtà con le anteprime aperte al pubblico lo spettacolo ha debuttato il 7 giugno scorso) è in scena Harry Potter and the Cursed Child. L’ottava storia (in due parti), scritta da J.K. Rowling, della avventure di Harry Potter, ambientata 19 anni dopo la Battaglia di Hogwarts e gli altri avvenimenti narrati nel settimo libro della saga.

La storia inizia esattamente da dove si interrompe il settimo libro (Harry Potter e i Doni della Morte): Harry, Ginny, Hermione e Ron, ormai maghi adulti, accompagnano al binario 9 e ¾ di King’s Cross a Londra i loro figli in partenza per Hogwarts. Harry e Ginny hanno tre figli: James, Lily ed Albus Severus, mentre Ron ed Hermione accompagnano la figlia Rose. Quest’ultima è in partenza per la prima volta per Hogwarts, esattamente come il piccolo Albus e questo comporta emozione e allo stesso tempo preoccupazione per la casa a cui il Cappello Parlante destinerà i nuovi alunni. Da questo punto in avanti nella narrazione per gli spettatori ricomincia la magia

Per chi come noi è cresciuto insieme anno dopo anno con il maghetto Harry Potter, trovarsi ad assistere ad una nuova avventura all’interno di quel mondo è un’emozione già di per sé unica e impensabile. Tutti noi ci siamo infatti sentiti un po’ orfani quando abbiamo chiuso quell’ultima pagina o quando l’ultimo film si è concluso, portando a compimento una storia lunga 14 anni, dal 1997, anno di pubblicazione di  Harry Potter e la pietra filosofale, al 2011, anno di uscita del film Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2. Difficilmente avremmo immaginato che J. K. Rowling avrebbe ripreso in mano la penna per regalarci una nuova avventura del nostro eroe preferito e dei suoi amici e men che meno avremmo immaginato di poter vedere i personaggi dal vivo in una pièce teatrale, per una volta in carne ed ossa, davanti a noi, lontani dalle pagine dei libri dove li abbiamo immaginati o dallo schermo cinematografico che ce li ha mostrati per la prima volta.

Seguendo quello che la stessa Rowling richiede al pubblico di Harry Potter and the Cursed Child, manterremo il segreto sulla trama dello spettacolo, ma vogliamo parlarvi dello spettacolo e dell’esperienza teatrale. Scrivere per il teatro e creare una trama che sia teatralmente e drammaturgicamente efficace è un’ardua impresa. La Rowling si è sempre dimostrata una scrittrice formidabile, imprevedibile ed arguta, ma scrivere per il teatro è una cosa completamente differente. Ecco perché al suo fianco compaiono Jack Thorne e John Tiffany, due dei più celebrati e importanti drammaturghi e registi della scena britannica contemporanea. E’ facile immaginarsi i tre a lavorare a sei mani cercando di tradurre in linguaggio teatrale la trama complessa e stupefacente concepita dalla mente di J.K. Rowling. Questo è probabilmente il primo punto a favore dello spettacolo: non è un testo trasposto in una pièce teatrale, ma nasce in teatro, pensato per il palcoscenico, con tutte le sue caratteristiche e peculiarità. Questo aspetto si rispecchia in una regia spettacolare, ma allo stesso tempo pratica e semplice. I vari e numerosi ambienti in cui si svolge la vicenda sono ricreati con pochi elementi mobili, inseriti all’interno di una scenografia pressoché sempre fissa, rendendo lo spettacolo estremamente scorrevole ed efficace. I movimenti scenici sono studiati e calibrati al millimetro e permettono di creare situazioni che paiono realmente magiche. Una delle sfide infatti di portare a teatro una storia che coinvolge incantesimi e personaggi soprannaturali è quella di ricreare la magia vera e propria davanti agli occhi dello spettatore, mostrando realmente quelle particolarità che caratterizzano il mondo di Harry Potter. Tutto ciò è ricreato con sapientissima maestria teatrale, tanto che tutto sembra estremamente vero e realistico, con momenti capaci di stupire e lasciare senza fiato lo spettatore. E così capita di vedere gli effetti della pozione polisucco proprio davanti agli occhi, chiedendosi come sia possibile che sia accaduto davvero, oppure capita di vedersi volare sopra alla testa i famosi dissennatori o di veder apparire davvero come per magia un patronus. Lo spettacolo è inoltre scandito da alcuni momenti musicali che servono a dare il ritmo alle scene successive e soprattutto a ricreare l’atmosfera del mondo magico in cui si svolgono le vicende narrate. Particolarmente significativa pare quindi per esempio la scena iniziale della seconda parte dello spettacolo che ci introduce nel mondo intravisto alla fine della prima parte.

Come già detto, senza voler svelare nulla della trama, possiamo dire che chiunque abbia amato Harry Potter e le sue vicende non potrà che amare questo spettacolo e rimanere avvinto dalla nuova vicenda e dai nuovi personaggi, ma soprattutto non potrà che commuoversi ed emozionarsi all’inverosimile in alcuni punti di questa fantastica storia che lascia letteralmente senza parole. Per certi versi rappresenta forse la vera fine, il vero tassello di chiusura ad alcuni punti rimasti in sospeso nella vicenda descritta nei setti capitoli letterari della saga. E sono forse proprio questi momenti di chiusura che rappresentano i vertici emozionali dell’intera pièce, insieme a colpi di scena che mantengono altissima la tensione e l’attenzione dello spettatore, nonostante la lunghezza dello spettacolo. Harry Potter and the Cursed Child infatti non è solo uno spettacolo teatrale, ma è un’esperienza o una sorta di rito. Comincia con il ritiro dei biglietti, tra gente sorridente ed emozionata e continua con l’entrata in teatro. Allo spettatore sembra realmente di entrare nel mondo di Harry Potter, perché il vittoriano Palace Theatre si presenta ben mantenuto e riccamente decorato e perfettamente si adatta agli ambienti in cui sono ambientate le vicende della saga. L’esperienza continua con la prima parte dello spettacolo che si conclude con un cliffhanger da togliere il fiato. Lo spettacolo viene “messo in pausa” per un paio d’ore nelle quali lo spettatore ha il tempo di assaporare Londra, con il pensiero sempre fisso alla conclusione della prima parte. Poi si ritorna in teatro per la seconda parte dove la vicenda arriva alla sua conclusione. Alla fine, commossi e toccati, tutti i presenti non riuscivano a smettere di applaudire e di festeggiare questo momento unico.

Lo spettacolo è reso magico dalla storia originale scritta da J. K. Rowling, ma anche grazie alla magnifica interpretazione di tutto il cast. Gli attori avevano (e hanno) a che fare con un’eredità difficile, quella del cast cinematografico che ha permesso a tutti noi di vedere i personaggi della saga in carne ed ossa per la prima volta.

All’annuncio del cast teatrale, si è discusso infatti a causa della scelta di un’attrice di colore per il ruolo di Hermione. Il cast è stato però all’altezza delle aspettative ed è riuscito a caratterizzare i personaggi e la loro psicologia. Nelle caratterizzazioni di Jamie Parker (Harry Potter), Noma Dumezweni (Hermione) e Paul Thornley (Ron) ritroviamo in versione adulta i personaggi che abbiamo amato nei libri e nei film. Un particolare plauso va a Sam Clammett (Albus Severus Potter) e ad Anthony Boyle (Scorpius Malfoy) che hanno saputo creare due personaggi pienamente delineati e hanno imparato a farceli già amare. Particolarmente importante anche la prova di Alex Price (Draco Malfoy) che ci ha fatto conoscere un Draco molto diverso da quello che abbiamo conosciuto finora nei libri.

Per noi, fortunati ad aver assistito a questo evento, quest’avventura teatrale è stato un vero e proprio sogno: ci siamo immersi di nuovo tra le onde di una storia che ci ha affascinato da sempre e che abbiamo profondamente amato; siamo forse tornati un po’ bambini come la prima volta che abbiamo letto di Harry Potter; abbiamo riso e abbiamo pianto. E’ stata una giornata che di certo porteremo con noi.. fino alla prossima volta che J. K. Rowling deciderà di parlarci ancora del nostro Harry Potter.


Harry Potter
and The Cursed Child

di J.K. Rowling,
Jack Thorne e John Tiffany

regia di
John Tiffany

scene di
Christine Jones

costumi di
Katrina Lindsay


Harry Potter
Jamie Parker

Ron Weasley
Paul Thornley

Hermione Granger
Noma Dumezweni

Ginny Weasley
Poppy Miller

Draco Malfoy
Alex Price

Albus Severus Potter
Sam Clemmett

Scorpius Malfoy
Anthony Boyle

Rose Weasley-Granger
Cherrelle Skeete

 

harrypottertheplay.com

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3 commenti su “Il ritorno a Hogwarts (a teatro) di Harry Potter

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