Alle origini della Pop Art Italiana con le Ninfee di Monet

A pochi chilometri da Parma, in mezzo alla campagna emiliana, a Mamiano di Traversetolo ha sede la Fondazione Magnani Rocca, creata per volontà di Luigi Magnani nel 1977.
La villa di Mamiano (chiamata La Villa dei Capolavori) comprata dalla famiglia Magnani nel 1941 è stata trasformata in sede museale nel 1990 adeguandola ai moderni standard museali in modo da poter accogliere nella maniera più adeguata i grandi capolavori provenienti dalla collezione d’arte di Luigi Magnani che sono stati conferiti alla Fondazione. Questo scrigno circondato da un grande parco all’inglese ospita numerosi capolavori di grandi artisti di ogni epoca, basta ricordare la stupenda Sacra Conversazione di Tiziano del 1513, o le Stimmate di San Francesco di Gentile da Fabriano del 1415 o la Madonna col Bambino di Albrecht Dürer del 1495 o l’Enigma della partenza di Giorgio de Chirico del 1914 o ancora il Sacco di Alberto Burri del 1954; ma soprattutto la Villa conserva un nucleo di ben 50 opere di Giorgio Morandi (intimo amico di Luigi Magnani).
Nelle sale della Villa di sovente vengono organizzate importanti mostre temporanee; ed è infatti per una di queste occasioni che abbiamo avuto la possibilità (e il privilegio) di visitare la Fondazione Magnani Rocca. Dallo scorso settembre e fino al prossimo 11 dicembre, nelle sale della Villa sono in corso due importanti eventi, il primo frutto di una partnership con il Denver Art Museum che in cambio del prestito della già citata Sacra Conversazione del Tiziano in occasione della mostra Glory of Venice (aperta fino al prossimo febbraio) ha inviato il capolavoro del 1904 di Claude Monet, Le Bassin des Nympheas; le Ninfee sono in diretto dialogo con Falaises à Pourville, soleil levant, opera di Monet del 1897 e con l’opera, di medesimo tema, della collezione Tanzi (sempre di Monet) Falaise du Petit Ailly à Varengeville del 1896. Questo dialogo (per usare un termine caro al direttore della Pinacoteca di Brera James Bradburne) tra le opere di Monet con la loro primitiva ricerca di una serialità fa da ideale prologo al secondo evento  alla grande mostra dedicata alla Pop Art italiana, dal titolo: Italia Pop. L’arte negli anni del Boom.

La mostra, che ha letteralmente invaso le sale della Villa, creando inediti e sorprendenti dialoghi tra le opere pop (di artisti come Lucio del Pezzo, Franco Angeli, Mario Ceroli e Gino Marotta) e i capolavori della collezione vuole indagare le radici e la successiva diffusione della pop art italiana in 6 sezioni tematiche (non sempre continue); tra le più interessanti sezioni senza dubbio ci sono: la prima che approfondisce le radici della pop art italiana (
Prima della Pop Art); la seconda (Michelangelo pop) che cerca di mettere in luce i modelli della Pop Art italiana, ossia i maestri antichi: da Botticelli a Michelangelo a De Chirico e i Futuristi e in più in generale l’arte antica diffusa nelle città italiane e la terza sezione dedicata al mito della modernità (Pittori della vita moderna) che indaga il filone più fedele alla Pop Art americana.
Tra le opere che abbiamo maggiormente apprezzato vi segnaliamo: le due opere di Lucio Del Pezzo: Fabbrica geometrica (1963) e I giochi del piccolo principe (1963); I souvenir di Roma (1964) di Franco Angeli (al centro del dialogo più interessante con le opere della collezione); Il Futurismo rivisitato (1965) di Mario Schifano; Escambray Monumento (1968) di Giangiacomo Spadari e Intervallo (1965) di Gianni Ruffi. La mostra è accompagnata da un bel catalogo, edito da Silvana Editoriale, che riporta testi di: Stefano Roffi, Walter Gudagnini, Gaspare Luigi Marcone, Antonio Carnevale e Mauro Carrera.

Non lasciatevi scappare l’occasione di approfondire le origini della Pop art italiana e nel contempo di ammirare un capolavoro assoluto di Monet all’interno dell’incantevole cornice della Villa di Mamiano, scoprendo così la stupefacente collezione della Fondazione Magnani Rocca.


Monet, le Ninfee

Italia Pop
L’arte negli anni del Boom

Fondazione Magnani Rocca
Mamiano di Traversetolo – Parma
10 settembre – 11 dicembre 2016

a cura di Walter Guadagnini e Stefano Roffi

catalogo Silvana Editoriale

magnanirocca.it

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