Una partita a carte con Giulio Cesare

Giulio Cesare

Altro teatro, altra celebrazione in occasione dell’anniversario della morte di William Shakespeare. Al Teatro Litta per la stagione delle Manifatture Teatrali Milanesi è andato in scena Giulio Cesare nella personalissima versione di Alberto Oliva e Mino Manni per la giovane compagnia teatrale I demoni. Casualità o meno, la prima rappresentazione di questa produzione avviene nel giorno della vittoria delle elezioni americane da parte di Donald Trump e, vista la realizzazione di alcune scene dello spettacolo, questa coincidenza è risultata pregnante, aiutando forse ad aggiungere allo spettacolo un ulteriore livello di significato. Tragedia giocata sul patriottismo, l’onore, l’amicizia e il senso di giustizia e di democrazia, il Giulio Cesare è un altro grande testo del Bardo di Stradford-upon-Avon. Oliva e Manni attingono al testo originale, tagliando e componendo un nuovo testo, mantenendo i momenti più importanti della tragedia (come per esempio il discorso di Marco Antonio al popolo romano) e tagliandone soprattutto molti altri fino a ridurre il testo ad un intricato gioco tra i tre principali personaggi, Antonio, Bruto e Cassio, gioco a cui non partecipa neppure Giulio Cesare, grande assente. Cesare viene evocato, osannato, ma mai lo si vede davvero, anche se la sua presenza è pregnante ogni momento della tragedia. Alberto Oliva decide di usare una grande metafora per portare in scena lo spettacolo: una grande partita a carte. Sulle note della sigla della nota serie televisiva americana House of Cards (ben nota per usare la metafora della partita a poker per indicare i giochi di potere di Frank Underwood), comincia una partita a carte che segna tutto lo svolgimento dello spettacolo. E’ da carte da poker che è composta la scenografia, è una carta simboleggiante il Re che rappresenta Giulio Cesare sia nel momento in cui viene acclamato, sia nel momento della sua uccisione ed è per esempio una partita a carte che prende il posto delle battaglie presenti nella tragedia. Come già detto, sono pochi i personaggi che si muovono su questo “tavolo da gioco” rendendo al meglio gli aspetti più intimi di questa pièce, come per esempio il forte dilemma interiore di Bruto.
La metafora calza a pennello e gli abiti contemporanei aiutano a calare la situazione nella nostra attualità. Peccato che la realizzazione risulti in alcuni momenti forzata e mancante di quella verve e di quello spessore che servirebbero per interpretare una pièce come il Giulio Cesare. Gli attori, tutti molto giovani e  impegnati spesso in più ruoli, recitano in modo distaccato, con il risultato che per lo spettatore è difficile essere coinvolti.

Per la giovane compagnia teatrale si tratta di un importante punto di partenza e di un interessante punto di vista sulla drammaturgia di un capolavoro del teatro mondiale che merita di essere scandagliato e approfondito.


 

Teatro Litta
Milano – 9 – 15 novembre 2016
Produzione Teatro de Gli Incamminati in collaborazione con I Demoni


Giulio Cesare

di William Shakespeare – adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni
regia Alberto Oliva
con Mino Manni, Alessandro Castellucci, Angelo Colombo, Simone Severgnini

scene e costumi Lucia Giorgio
disegno luci Marco Meola
assistente alla regia Serena Piazza

mtmteatro.it

 

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