Il Don Giovanni di Fornasetti

Teatro della Pergola

Il Don Giovanni di Mozart a Milano. Al Teatro alla Scala? Stavolta no. In questa occasione la celebre opera mozartiana è andata in scena al Teatro dell’Arte della Triennale in una versione davvero speciale, sia dal punto di vista musicale che da quello progettuale e scenico. Motore del progetto è stato Barnaba Fornasetti, l’artista, figlio del celebre Piero, che oggi segue il lavoro dell’atelier creato dal padre. In scena una versione speciale e raramente ascoltabile del Don Giovanni, la versione di Praga del 1787, ossia la primissima pensata da Mozart per il debutto dell’opera avvenuto il 29 ottobre di quell’anno al Teatro degli Stati della capitale ceca. Mozart stesso si trova a rimaneggiare la partitura prima di poter debuttare a Vienna nel maggio del 1788. E’ così che nasce la versione più frequentemente ascoltata oggi del Dissoluto Punito, una versione spesso ibrida che nasce dall’accostamento di elementi della versione praghese e della versione viennese. In questa particolare circostanza abbiamo avuto la fortuna di poter sentire per intero e senza commistioni la versione di Praga del Don Giovanni, suonata da un ensemble d’eccezione, l’orchestra Silete Venti! che da anni si dedica alla valorizzazione del repertorio musicale barocco e classico; tanto che in anche buca l’orchestra (diretta dal suo fondatore Simone Toni) era disposta, come nella prassi settecentesca, con fiati e archi contrapposti uno di fronte all’altro e gli orchestrali avevano il piacere di imbracciare strumenti originali dell’epoca, senza contare che in buca era presente una riproduzione del fortepiano Walter 1782 di Mozart conservato oggi a Salisburgo che accompagnava i recitativi. La composizione dell’orchestra era numericamente quella della prima di Praga del 1787 e questo ha permesso agli spettatori di provare per una sera una sonorità che con molta probabilità si avvicinava a quella ascoltata originariamente. Interessante da questo punto di vista anche la scelta dei tempi staccati dall’orchestra, piuttosto sostenuti alle nostre orecchie, ma probabilmente adatti ad una rappresentazione che voleva essere il più vicino possibile all’originale, soprattutto se contiamo che le cronache dell’epoca parlano di un Don Giovanni della durata di due ore e mezza circa, mentre solitamente oggi la durata varia tra le 3 e le 4 ore.

Buono il cast vocale, formato da specialisti del repertorio barocco e classico, che anche a livello interpretativo hanno saputo ben calarsi nelle complessità dei ruoli dell’opera mozartiana. Per la parte maschile abbiamo ascoltato Riccardo Novaro come Don Giovanni, Krystian Adam come Don Ottavio, Mauro Borgioni come Commendatore e Masetto (come anche successe nella versione praghese dell’opera) e soprattutto l’ottimo Leporello di Renato Dolcini, sfavillante sia a livello vocale che a livello attoriale. Ben rappresentato anche la parte femminile del cast che comprendeva la Donna Elvira di Emanuela Galli, la Zerlina di Lucia Martin-Carton e l’eccellente Donna Anna di Raffaella Milanesi.

Lo spettacolo, la cui regia è stata affidata a Davide Montagna, risulta rispettoso delle indicazioni del libretto, pur essendo ambientato in un mondo onirico, popolato (e decorato) con le meravigliose (e magiche) immagini provenienti dall’archivio Fornasetti, scelte e adattate per l’occasione da Barnaba Fornasetti (che ha curato il progetto scenografico). La scena, estremamente essenziale è dominata dal grande schermo di fondo dove sono proiettate di volta in volta le immagini che caratterizzano la scena, il tutto è movimentato da una serie di 5 o 6 elementi mobili (sempre decorati con le stampe di Fornasetti), spostati di volta in volta da alcune comparse, che completano la caratterizzazione dei vari passaggi dell’opera; a tratti eccentrici risultano i curatissimi costumi di Romeo Gigli (responsabile anche della direzione creativa).

Uno spettacolo sorprendente e di innegabile interesse e valore, in un periodo come questo inizio dicembre milanese caratterizzato dal punto di vista musicale da riprese di “prime versioni”. L’appuntamento con questo spettacolo è a Firenze, al Teatro della Pergola ad inizio gennaio.


 

Teatro dell’Arte di Milano

1 – 3 dicembre 2016

Il dissoluto punito
ossia il Don Giovanni

Dramma giocoso in due atti di Lorenzo Da Ponte
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Don Giovanni: Riccardo Novaro
Leporello: Renato Dolcini
Donna Elvira: Emanuela Galli
Donna Anna: Raffaella Milanesi
Zerlina: Lucia Martin-Carton
Don Ottavio: Krystian Adam
Commendatore e Masetto: Mauro Borgioni

orchestra Silete Venti!
direttore Simone Toni

Progetto e scenografia: Barnaba Fornasetti
Direzione creativa e costumi: Romeo Gigli
Regia: Davide Montagna
Luci: Gigi Saccomandi
Direzione artistica: Valeria Manzi & Roberto Coppolecchia

 

fornasetti.com/it/dongiovanni

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