L’Olandese volante di Nézet-Séguin al MET di New York

Der Fliegende Hollander, Metropolitan Opera, Richard Wagner, New York, Yannick Nézet-Séguin, Michael Volle, Richard Termine

Nei giorni dei festeggiamenti per il Cinquantesimo anniversario dell’apertura del Lincoln Center di New York, il MET porta in scena l’ormai storica produzione del Der Fliegende Holländer di Richard Wagner, firmata da August Everding nel 1989. Due i grandi motivi di interesse di questa ripresa: la presenza sul podio del maestro canadese Yannick Nézet-Séguin e quella del baritono tedesco Michael Volle nel ruolo del titolo. Proprio Michael Volle è stato protagonista circa due mesi fa della produzione wagneriana di quest’anno del Teatro alla Scala Die Meistersinger von Nürnberg dove è stato acclamatissimo nel ruolo di Hans Sachs. Il maestro Nézet-Séguin invece rappresenta un punto focale della vita futura del MET, in quanto dal prossimo anno sarà il nuovo direttore musicale designato al posto dell’uscente è amatissimo James Levine, di cui prenderà il posto definitivamente a partire dalla stagione 2020-2021. Nézet-Séguin dirigeva in questa occasione per la prima volta al MET un’opera di Wagner e si trattava quindi di un’occasione importante per lui. Da questo cruciale appuntamento (si trattava anche della prima opera al Lincoln Center dopo la nomina ufficiale) il direttore canadese ne è uscito da vero trionfatore. Acclamato dal pubblico e dall’orchestra che in qualche modo quindi lo ha promosso, Nézet-Séguin ha diretto un Olandese imponente e solenne, dimostrandosi capace di metterne in luce gli aspetti più innovativi e romantici della partitura, così come invece gli aspetti che fanno dell’Olandese una piena opera di transizione della produzione wagneriana. Nella grande sala del MET è risuonata così la vera forza del dramma del mare, in quella storia senza tempo che da secoli affascina gli spettatori di tutto il mondo. Sul palco, Nézet-Séguin aveva a disposizione un cast di primo livello, a partire dal già citato Michael Volle che con la sua tonante voce baritonale ha ritratto alla perfezione l’Olandese in una performance estremamente calibrata e musicale, rappresentativa anche dal punto di vista interpretativo dell’immaginario dell’Holländer. Al suo fianco stava il soprano americano Ambra Wagner, che mancava da quattro anni dal palcoscenico del MET. Dotata di una voce lirica espressiva e potente, il soprano americano ha ridato vocalmente e interpretativamente la giovinezza di Senta. Bene anche gli altri cantanti coinvolti, dal Daland di Franz-Josef Selig al debuttante Steuermann del tenore Ben Bliss con l’Erik di AJ Glueckert e la Mary della inossidabile Dolora Zajick. Bene anche l’importante prova del coro del MET guidato da Donald Palumbo.

Come già detto, lo spettacolo era una (rara) ripresa di una produzione del 1989 di August Everding, ripresa per l’occasione da Stephen Pickover. Si tratta di una produzione piuttosto tradizionale, che non “dirige” veramente i cantanti, lasciati alla libera interpretazione del personaggio. Lo spettacolo non sorprende quindi, ma ha alcuni elementi affascinanti (come la scala da cui scende e risale poi l’Olandese), così come anche il piano luci. Si tratta di uno spettacolo che lascia sicuramente spazio alla musica, parte centrale della serata.

Grande trionfo alla fine delle 2h30min eseguiti senza intervallo. Per Yannick Nézet-Séguin un ottimo inizio è un augurio per una trionfale carriera al MET!


The Metropolitan Opera
New York – 4 maggio 2017


Der Fliegende Holl
änder

Opera in tre atti
musica e libretto di Richard Wagner

Daland | Franz-Josef Selig
Steersman | Ben Bliss
L’Olandese | Michael Volle
Mary | Dolora Zajick
Senta | Amber Wagner
Erik | AJ Glueckert

Coro e Orchestra del Metropolitan Opera

Yannick Nézet-Séguin, direttore
Donald Palumbo, maestro del coro
August Everding, regia
Hans Schavernoch, scene
Lore Haas, costumi
Gil Wechsler, luci
Stephen Pickover, ripresa regia

 

metopera.org

 

ph. Richard Termine/Metropolitan Opera

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