Il ritorno del Don Giovanni di Carsen al Teatro alla Scala

Don Giovanni, Teatro alla Scala, Roberto Carsen, Milano, Luca Pisaroni, Thomas Hampson, Mozart

Al Teatro alla Scala è tornato in scena il Don Giovanni che aveva inaugurato la stagione 2011-12 nell’elegante allestimento firmato da Robert Carsen. Sei anni fa il pubblico aveva contestato il lavoro del regista canadese, ma aveva riscontrato buone recensioni da parte dei critici. Dopo alcuni anni di riflessione fa bene rivedere questo spettacolo che non manca anche stavolta di intrattenere, divertire e far riflettere lo spettatore. Tutto lo spettacolo gira intorno ad un impianto metateatrale in cui è spesso la Scala stessa con i suoi meccanismi ad essere in scena, sia nella veste in cui siamo soliti vederla da spettatori, sia nel suo dietro le quinte. I personaggi sono così sia spettatori che attori della vicenda al tempo stesso, con un solo e grande deus ex machina, lo stesso Don Giovanni che per tutto il corso dell’opera decide il susseguirsi della vicenda e le sorti dei personaggi che la abitano, decidendo anche lo stesso finale dell’opera, capovolto rispetto a quello che solitamente conosciamo, con Don Giovanni che, spavaldo, vede sprofondare all’inferno tutti gli altri protagonisti. Tutto è pensato nei minimi dettagli, in modo elegante e affascinante, riuscendo a mantenere altissima l’attenzione dello spettatore, avvinto così dalle gag e dalla profonda drammaturgia che perfettamente si fonde a quella del dramma mozartiano. Gli appassionati di teatro non possono che rimanere avvinti da uno spettacolo che si svolge così immerso nel mondo teatrale, tanto da far diventare tutto il pubblico del Piermarini protagonista, grazie ad un grande specchio che ritorna più volte. Promosso quindi ancora una volta a pieni voti lo spettacolo di Robert Carsen, a cui va dato il merito anche di aver ben preparato tutti i cantanti che si sono dimostrati ottimi attori nell’interpretare i diversi e sfaccettati ruoli.

Il Don Giovanni di questa edizione era al suo debutto operistico al Teatro alla Scala, ossia l’americano Thomas Hampson che ha cantato innumerevoli volte il ruolo. Vista l’età, più che un giovane cavaliere estremamente licenzioso siamo davanti ad un affascinante uomo che sa come conquistare le donne di tutte le età (comprese le signore presenti nel palco di proscenio!). Baldanzoso e sicuro di se stesso, l’interpretazione risulta estremamente ammaliante. A livello vocale, Hampson fa registrare alcune imprecisioni, a cominciare dalla dizione, dovute probabilmente ad un progressivo deterioramento della voce. Le mancanze a livello vocale venivano però compensate a livello interpretativo. Al suo fianco stava Luca Pisaroni nel ruolo di Leporello, che dopo aver cantato il ruolo nei più importanti teatri internazionali finalmente debutta alla Scala. Ottima dizione, ottimo fraseggio e voce calda e suadente, nonché un’interpretazione del ruolo che ci permette di scoprirne i lati più reconditi. Buone anche le due interpreti femminili, da un lato la temperamentosa Donna Elvira di Anett Fritsch, pienamente espressiva perfetta nelle colorature, nonché nell’interpretazione della donna tradita, dall’altro Hanna Elisabeth Müller nel ruolo di Donna Anna, dalla bella voce drammatica che ha convinto nei momenti solistici, accolti da applausi a scena aperta. Al fianco di Donna Anna stava l’Ottavio di Bernard Richter che ha saputo offrire una buona performance. Ottima la coppia giovane formata dagli affiatati Giulia Semenzato e Mattia Olivieri. Completava il cast il Commendatore di Tomasz Konieczny, dalla voce tonante, ma con alcuni problemi di dizione.

Sul podio c’era il maestro estone Paavo Järvi, terzo importante debuttante di questa produzione scaligera. Järvi dirige in modo espressivo, peccando in alcuni momenti sui tempi scelti, costringendo a volte i cantanti ad assecondare tempi troppo dilatati o viceversa troppo veloci. Una prestazione che comunque rimane positiva e apprezzata dal pubblico.

A fine serata applausi per tutti, tranne per alcuni fischi arrivati dal loggione in direzione di Thomas Hampson. Lo spettacolo firmato da Carsen si conferma come uno dei più interessanti messi in scena dalla Scala negli ultimi anni; confermando come Robert Carsen, ad oggi sia uno dei più importanti registi d’opera in circolazione.


Teatro alla Scala
Milano 17 maggio 2017

Don Giovanni
Dramma giocoso in due atti

musica di Wolfgang Amadeus Mozart
libretto di Lorenzo da Ponte

Don Giovanni | Thomas Hampson
Il Commendatore | Tomasz Konieczny
Donna Anna | Hanna-Elisabeth Muller
Don Ottavio | Bernard Richter
Donna Elvira | Anett Fritsch
Leporello | Luca Pisaroni
Masetto | Mattia olivieri
Zerlina | Giulia Semenzato

Produzione del Teatro alla Scala
Coro e Orchestra del Teatro alla Scala

direttore Paavo Jarvi
maestro del coro Bruno Casoni
maestro al cembalo James Vaughan

regia Robert Carsen
scene Michael Levine
costumi Brigitte Reifeenstuel
luci Robert Carsen e Peter van Praet
teatroallascala.org

 
ph. Brescia&Amisano | Teatro alla Scala

1 commento su “Il ritorno del Don Giovanni di Carsen al Teatro alla Scala

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *