La Bohème di Zeffirelli incanta nuovamente la Scala

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Al Teatro alla Scala è tornato in scena in questi giorni (dal 7 giugno al 14 luglio) uno degli spettacoli più longevi ed amati del Piermarini, ossia La Bohème di Puccini con la splendida regia di Franco Zeffirelli che debuttò nell’ormai lontano 1963, diretto da Herbert von Karajan. Lo spettacolo, che dal 1963 ad oggi è tornato sul palco scaligero per più di 20 stagioni, è stato diretto ed interpretato da alcuni dei più grandi artisti del recente passato e dei nostri giorni. Impossibile non ricordare la memorabile ripresa con Luciano Pavarotti e la grandissima Mirella Freni, diretta da Herbert von Karajan. Oggi come ieri lo spettacolo di Zeffirelli affascina gli spettatori e ci racconta di un modo di mettere in scena l’opera che oggi ammiriamo come qualcosa di “storico” e irripetibile. E’ questa in parte la bellezza di ritrovare in scena questo allestimento: staccare un attimo dagli allestimenti più contemporanei, per rilassarci guardando un allestimento dalla bellezza indiscussa. Si tratta da una parte ovviamente di un’operazione commerciale (tutte le recite sono fuori abbonamento e praticamente esaurite), ma rappresenta anche d’altro canto un modo per portare in scena un patrimonio di spettacoli storici appartenenti alla Scala che, vicino alle produzioni contemporanee, permettono anche al pubblico di oggi di godere di alcuni spettacoli dei tempi che furono. Allo stesso modo abbiamo infatti trovato in questa stagione la ripresa di Traviata nell’allestimento di Liliana Cavani e ritroveremo il prossimo anno l’Aida di Zeffirelli del 1963 in occasione dei 95 anni del regista fiorentino.

Debutto scaligero per il soprano bulgaro Sonya Yoncheva che ha cantato per la prima volta il ruolo di Mìmì nel 2014 al Metropolitan di New York. La Yoncheva ha riempito la sala del Piermarini con voce lirica suadente e di importante estensione. Ottimi il fraseggio e la dizione, nonché l’interpretazione genuina del delicato personaggio di Mimì con una tenerissima Donde lieta uscì. Al suo fianco stava il Rodolfo di Fabio Sartori, la cui prestazione non è stata ottimale. Abbiamo trovato la voce un po’ sfibrata rispetto al passato e un’interpretazione a tratti poco sentita e partecipata come invece richiederebbe il ruolo pucciniano. Simone Piazzola (Marcello) ha bella voce baritonale, ma di volume poco ampio e fatica a sentirsi a tratti nella grande sala della Scala. Bene invece la Musetta di Federica Lombardi con un’ottima voce squillante e una degna interpretazione. Buoni nel complesso tutti gli altri interpreti che completavano il cast: Carlo Colombara (Colline), Mattia Olivieri (Schaunard), Davide Pelissero (Benoît) e Luciano di Pasquale (Alcindoro). La direzione era affidata alla corretta bacchetta di Evelino Pidò che ha sapientemente condotto l’orchestra scaligera. Ottimo il coro scaligero diretto da Bruno Casoni.

Un pubblico, emozionato e partecipe, ha tributato a tutti gli interpreti calorosi applausi a fine spettacolo.



Teatro alla Scala

Milano 13 giugno 2017

La Bohème
Opera in quattro quadri

musica di Giacomo Puccini
libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

Rodolfo Fabio Sartori
Schaunard Mattia Olivieri
Benoît Davide Pelissero
Mimì Sonya Yoncheva
Marcello Simone Piazzola
Colline Carlo Colombara
Alcindoro Luciano Di Pasquale
Musetta Federica Lombardi
Parpignol Francesco Castoro
Sergente dei doganieri Gustavo Castillo
Un doganiere Rocco Cavalluzzi
Venditore ambulante Jeremy Schütz

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala

direttore Evelino Pidò
maestro del coro Bruno Casoni
regia e scene di Franco Zeffirelli
ripresa di Marco Gandini
costumi Piero Tosi
luci Marco Filibeck

 

teatroallascala.org

 

 

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