Il Macbeth di Emma Dante a Torino

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La stagione d’opera 2016/2017 del Teatro Regio di Torino si conclude con il Macbeth verdiano nel nuovo potente allestimento firmato da Emma Dante per il Regio e coprodotto dal Massimo di Palermo (dove ha debuttato lo scorso gennaio) e dallo Sferisterio di Macerata. Visto il successo avuto nel capoluogo siciliano, l’attesa per la produzione firmata dalla regista palermitana era alta. Le attese sono state mantenute e lo spettacolo conferma la Dante come una delle personalità più importanti del mondo teatrale italiano. Poco importa se l’ambientazione della vicenda non è prettamente scozzese, come il libretto imporrebbe, e se lo spettacolo ripresenta tutti gli stilemi che caratterizzano il suo teatro, perché comunque ne esce una visione forte e sanguigna di uno dei drammi più feroci di Shakespeare, una visione giocata sul forte contrasto tra l’estrema fertilità delle streghe (le cui predizioni vengono direttamente da loro partorite) e la sterilità di Lady Macbeth, senza figli, destinata a morire in solitudine come lo stesso Macbeth. L’impostazione scenica è molto semplice e in palcoscenico sono presenti solo alcuni elementi, per lo più simbolici, che vanno a ricreare di volta in volta le diverse ambientazioni. Molto interessante da questo punto di vista da un lato la serie di cancelli a forma di corona che scendono nel momento di entrata di Lady Macbeth, a significare la bramosia di potere e il percorso (di sangue) che dovranno percorrere i due spietati coniugi per arrivarci; e dall’altro il trono su cui si siederà Macbeth alla fine del secondo atto, molto alto e difficile da raggiungere, ma che lo lascerà solo e impossibilitato a scendere, come se volesse dirci quanto sia impossibile scappare dalle conseguenze delle azioni che compie. Sono solo due degli esempi delle immagini forti e simboliche che costellano lo spettacolo e che lo rendono estremamente interessante e pregnante, perché si ritrova a scavare nel profondo di un dramma già a lungo scandagliato. Molto suggestivo anche il finale, con Macbeth che muore circondato dalle spade dei nemici che ormai lo hanno finito.

La componente musicale non ha mancato di soddisfare il pubblico. Di qualche giorno fa la notizia che il Maestro Noseda per motivi di salute si è trovato costretto a rinunciare alle ultime recite della produzione verdiana. A succedergli sul podio è stato il Maestro Giulio Laguzzi che è riuscito ad imporre una visione precisa e dai tempi stringenti, senza dimenticare però di far risaltare i colori e le sfumature dei momenti più morbidi della partitura, come per esempio nell’emozionante scena del sonnambulismo di Lady Macbeth. Acclamatissima la meravigliosa Lady Macbeth di Anna Pirozzi, dalla bella voce brunita, sicura negli acuti e capace di piegare i suoi importanti mezzi vocali anche agli aspetti più introspettivi della partitura. Interpretativamente il soprano si dimostra perfettamente in parte, spavalda e crudele e soggiogatrice quanto basta. Una prova che ha entusiasmato il pubblico. Coprotagonista Dalibor Janis, baritono slovacco, in possesso di una bella voce baritonale che risolve sostanzialmente bene l’esecuzione, risultando però piatta e avulsa da una vera e propria interpretazione, in contrasto con l’interpretazione drammaturgica, molto convincente. Molto bene invece la prova del basso Marko Mimica (che sostituiva Vitalij Kowaljow), così come anche quella di Piero Pretti, tenore dalla voce precisa e squillante, a lungo applaudito dopo l’ottima esecuzione e interpretazione di Ah, la paterna mano. Da segnalare tra i comprimari l’ottima dama di Alexandra Zabala. Ottima la prova del coro del Teatro Regio di Torino diretto da Claudio Fenoglio, sia a livello musicale che interpretativo, visto l’importante impegno a cui era chiamato dalla regia proposta.

Un buon successo che corona una bella stagione con l’appuntamento ad ottobre per l’apertura con Tristan und Isolde di Wagner nella bella regia di Claus Guth proveniente da Zurigo.


 

Teatro Regio di Torino
2 luglio 2017

Macbeth

Melodramma in quattro atti

musica Giuseppe Verdi
libretto Francesco Maria Piave

Macbeth | Dalibor Jenis
Lady Macbeth | Anna Pirozzi
Banco | Marko Mimica
Macduff | Piero Pretti
La dama di Lady Macbeth | Alexandra Zabala
Malcolm | Sabino Gaita
Il medico | Nicolò Ceriani
Un domestico e l’araldo | Giuseppe Capoferri
Il sicario | Marco Sportelli
Prima apparizione | Lorenzo Battagion
Seconda apparizione | Francesca Idini
Terza apparizione | Anita Maiocco
Duncano | Francesco Cusumano
Fleanzio | Nunzia Lo Presti


Orchestra e Coro del Teatro Regio

Attori della Compagnia di Emma Dante
e allievi della Scuola dei mestieri dello spettacolo del Teatro Biondo di Palermo

direttore | Giulio Languzzi
regia | Emma Dante
scene | Carmine Maringola
costumi | Vanessa Sannino
coreografia | Manuela Lo Sicco
luci | Cristian Zucaro
maestro del coro | Claudio Fenoglio

 

teatroregio.torino.it

 

Foto Ramella&Giannese

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