La storica Aida del 1913 torna a splendere all’Arena di Verona

Aida, Verona, Arena di Verona, Arena, Giuseppe Verdi, Maria José Siri

Di Aida in questa estate se ne è parlato tantissimo. L’opera di Giuseppe Verdi dedicata alla sorte avversa della schiava etiope ha catalizzato l’attenzione mediatica grazie alla produzione di Salisburgo con protagonista al debutto Anna Netrebko. Lontano però dall’occhio mediatico, a Verona l’Arena mette in scena la sua ormai rodata produzione del 2013 che riprende lo storico allestimento del 1913 che inaugurò il festival areniano, giunto quest’anno alla sua novantacinquesima edizione. Questa Aida rimane un’esperienza da vivere per gli appassionati d’opera. Non si tratta di Salisburgo e in Arena non ci sarà forse a disposizione un cast stellare come quello salisburghese, ma l’atmosfera rimane unica. Una sera d’estate, al tramonto, si entra in Arena e ci si ritrova catapultati sulle rive del Nilo, in questo caso nell’Egitto immaginato da Verdi, pronti per vivere un’esperienza magica che si ripete da ormai oltre cento anni. L’allestimento curato da Gianfranco de Bosio dipinge un Egitto oleografico, fatto di sfingi, colonne dipinte, e suggestivi obelischi, una scenografia scarna che dà giustamente posto all’Arena come vera protagonista. Lo spettacolo risulta quindi semplice e pulito, giustamente tradizionale nella recitazione. La scena del trionfo è risolta in modo lineare, ma risulta comunque molto efficace e d’impatto. L’allestimento si presta però molto bene anche ai momenti più intimi dell’opera, come l’intero terzo atto, reso suggestivamente con il palco riempito da palme e reso ancora più affascinante dagli efficaci effetti di luce.

La serata che ci troviamo a recensire vedeva la direzione del giovane e ormai rodato Andrea Battistoni alla testa dell’Orchestra dell’Arena di Verona. Tra il cast da segnalare sicuramente la presenza di Maria José Siri, autrice di un’ottima prova nei panni di Aida, vicino alla veterana Giovanna Casolla nei panni di Amneris che le faceva da degna rivale. Molto bene anche l’Amonasro di Carlos Almaguer. Vicino a loro il Radames di Walter Fraccaro, il Ramfis di Rafal Siwek e il re di Ugo Guagliardo. Insieme a loro il corpo di ballo dell’Arena con esclusiva solista per questa serata Petra Conti.

Una bella serata, molto applaudita, lontana dai riflettori mediatici, ma comunque emozionante.


Arena Opera Festival
Arena di Verona – 20 agosto 2017

Aida
Opera in quattro atti

musica Giuseppe Verdi
libretto Antonio Ghislanzoni

Il re | Ugo Guagliardo
Amneris | Giovanna Casolla
Aida | Maria José Siri
Radamès | Walter Fraccaro
Ramfis | Rafał Siwek
Amonasro | Carlos Almaguer
Un messaggero | Antonello Ceron
Sacerdotessa | Elena Borin

Coro, Orchestra, Corpo di ballo e Tecnici dell’Arena di Verona

direttore | Andrea Battistoni
maestro del coro | Vito Lombardi
regia | Gianfranco de Bosio

arena.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *