Toulouse-Lautrec e la Parigi bohémien a Milano

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Palazzo Reale di Milano in questi ultimi mesi del 2017 non ospita solo la grandiosa mostra di Caravaggio, infatti dallo scorso 17 ottobre nelle sale al pian terreno ospita anche la grande mostra dedicata a Henri de Toulouse-Lautrec dal titolo Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec.

La mostra nata in collaborazione con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi (e grazie a prestigiosi prestiti da musei di tutto il mondo) presenta al pubblico milanese più di 250 opere dell’artista simbolo della Parigi bohémien di fine Ottocento, tra queste spiccano sicuramente i 35 splendidi dipinti di Toulouse-Lautrec.

La mostra inizia con una sala fotografica che ci introduce alla figura di Henri Toulouse-Lautrec, qui troviamo esposto anche l’unico autoritratto conosciuto dell’artista, accanto ad una serie di irriverenti ritratti fotografici che ne immortalano l’eccentrico animo ribelle (memorabili i suoi ritratti fotografici travestito da donna, fotografie che anticipano i travestimenti di Duchamp di qualche anno).
Dalla seconda sala inizia la mostra vera e propria che ci propone un’interessante lettura della produzione di Toulouse-Lautrec, affiancando alle opere dell’artista francese una serie di stampe dei maestri giapponesi (come Hokusai e Utamaro) che sicuramente Toulouse-Lautrec conosceva e aveva bene in mente. Questa diretto confronto con l’arte giapponese trova il suo pieno compimento verso la fine della mostra quando accanto alla serie Elles di Lautrec del 1896 (che documenta attraverso una serie di delicatissime immagini, la vita di una casa di tolleranza parigina e delle ragazze che vi esercitavano colte, nei loro momenti più intimi) è esposta la serie de Le dodici ore delle case verdi di Utamaro, dove il maestro giapponese immortalò la vita delle cortigiane del quartiere del piacere e del divertimento di Edo. Sicuramente la sala più impressionante della mostra è quella che raccoglie i manifesti, (con relativi bozzetti e disegni preparatori) dei locali notturni di Montmartre realizzati da Lautrec e divenuti simboli immortali di Lautrec e della vita bohémien di Parigi (basta ricordare quelli del Moulin-Rouge o del Divan Japonais). Ma tra le cose che più ci hanno colpito non possiamo non segnalarvi la piccola sala interamente dedicata a Loïe Fuller, celebre danzatrice parigina, resa famosa dalla sua Danse Serpentine. Lautrec la ritrasse più volte nel corso della sua carriera e in mostra è esposta (proprio accanto al celeberrimo commovente video dipinto dei Fratelli Lumière) una sorprendente serie in cui Lautrec immortalò Loïe Fuller in vari momenti della sua celebre danza serpentina, questi piccoli dipinti (poco più di semplici chiazze di colore informi) posti in sequenza ridanno vita alla danza de La Loïe, forse anche con più forza dei numerosi video dell’epoca.

Una grande mostra da non perdere prima di tutto per (ri)scoprire e per approfondire la figura di uno dei più iconici artisti (ma ingiustamente sottovalutati) della Parigi bohémien di fine Ottocento e in secondo luogo per poter rivivere (almeno attraverso le immagini) la vita spensierata e fuggevole della Montmartre fin de siècle.


 

Palazzo Reale
Milano | 17 ottobre 2017 – 18 febbraio 2018

Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec

a cura di
Danièle Devynck e Claudia Beltramo Ceppi Zevi

prodotta da
Comune di Milano, Giunti Arte Mostre Musei ed Electa

in collaborazione con
Musée Toulouse-Lautrec di Albi

catalogo
GAmm Giunti | Electa

 

www.toulouselautrecmilano.it

#ToulouseLautrecMilano

 

ph. 1. Maurice Guibert, Henri de Toulouse-Lautrec in abiti giapponesi che si finge strabico, 1892 circa, fotografia, Musée Toulouse-Lautrec, Albi | 2. Henri de Toulouse-Lautrec, La clownesse assise, Mademoiselle Cha-U-Kao, 1896, litografia, tavola 1 della serie Elles, Bibliothèque Nationale de France, Parigi

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