I capolavori del MoMA in trasferta alla FLV di Parigi

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La Fondation Louis Vuitton di Parigi ospita in questi mesi una delle mostre più interessanti del panorama europeo. Con una grandiosa operazione la FLV sta infatti omaggiando il MoMA di New York attraverso la mostra Etre moderne: Le MoMA à Paris.
La grande mostra presenta al pubblico parigino una selezione di più di 200 straordinari capolavori provenienti direttamente dalle collezioni del museo newyorkese e occupa tutti gli spazi espositivi della Fondation, progettata da Gehry alle porte della capitale francese.

La mostra si apre catapultando il visitatore nel cuore dell’esposizione, lo spazio sotterraneo (dove ha inizio la mostra) raccoglie infatti il meglio delle opere in mostra, il vero nucleo fondativo del Museum of Modern Arts; basterà ricordare tra le opere esposte Le Baigneur (1885) di Paul Cézanne; il fantastico Ritratto di Félix Fénéon (1890) di Paul Signac o La speranza II (1907-1908) di Gustav Klimt. Accanto a questi sono esposti molti altri capolavori dei primi decenni del Novecento che concludono questa prima sezione come: Gare de Montparnasse (1914) di Giorgio de Chirico, Lo studio (1927-1928) di Pablo Picasso o La persistència de la memòria (1931) di Salvador Dalì e alcuni iconici film che sono a tutti gli effetti entrati far parte dell’immaginario collettivo come: Steamboat Willie (1928) di Walt Disney.
Una grande (e molto interessante) sezione è dedicata alla storia del MoMA; sono qui esposti documenti, lettere, fotografie e progetti riguardanti le prime mostre e l’edificio che andò ad ospitare il Museo nei primi anni. Una sorta di mostra dentro la mostra che si snoda attraverso tutti i piani espositivi occupati che ci racconta la nascita del museo, gli intenti e che non manca di offrirci uno sguardo di quello che il MoMA sarà nel futuro. La prima parte della mostra si conclude con una sala dedicata ai maestri dell’espressionismo astratto americano, troviamo qui esposti alcuni iconici capolavori dell’arte americana come: N°10 (1950) di Mark Rothko, Onement III (1949) di Barnett Newman, Woman I (1950-1952) di Willem de Kooning ed Echo: number 25 1951 (1951) di Jackson Pollock.

Il livello successivo ospita una ricca selezione di opere dei maestri della pop-art americana come: Map (1961) di Jasper Johns; Drowning girl (1963) di Roy Lichtenstein; Double Elvis (1963) di Andy Warhol o la celeberrima serie della Campbell’s Soup (1962) sempre di Warhol.
Gli ultimi due livelli sono dedicati all’arte contemporanea più vicina a noi come il lightbox di Jeff Wall After « Invisible Man » by Ralph Ellison, the Prologue (1999-2000) o il potente dipinto di Gerhard Richter September (2005) o come la sorprendente e coinvolgente installazione audio di Janet Cardiff The 40 part Motet (2001).
Una straordinaria mostra (come ci ha abituato negli ultimi anni la Fondation Louis Vuitton di Parigi) che è soprattutto un’occasione imperdibile di poter ammirare in Europa un preziosissimo nucleo di capolavori del MoMA di New York e non ultimo un omaggio di Parigi ad una delle più importanti istituzioni culturali del mondo. La mostra è anche un’occasione per fare una deviazione dai normali itinerari turistici, per ammirare un luogo della nuova Parigi all’interno di una gemma come il meraviglioso Jardin d’Acclimatation.


 

Fondation Louis Vuitton
Parigi | 11 ottobre 2017 – 5 marzo 2018

Being Modern:
MoMA in Paris

a cura di
Quentin Bajac, Katerina Stathopoulou,
Michelle Elligott e Olivier Michelon

 

fondationlouisvuitton.fr

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