Teatro alla Scala | Un bilancio della stagione 16/17

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Come tutti gli anni l’arrivo di novembre segna la conclusione della stagione del Teatro alla Scala di Milano (e il conseguente avvicinamento alla nuova stagione che come di consueto si aprirà il prossimo 7 dicembre) arriva quindi il momento di fare un bilancio della stagione e come anche l’anno scorso noi di The.blogartpost vi proponiamo il nostro commento (e il nostro bilancio) della stagione lirica appena trascorsa del principale teatro lirico d’Italia (che è anche quello che seguiamo più da vicino).

La maggior delusione della stagione scaligera si è senza dubbio rivelata la Anna Bolena di Donizetti: un allestimento poco incisivo accompagnato alla direzione manchevole di Ion Marin hanno decretato una produzione che verrà presto dimenticata. Di certo non è stato l’importante ritorno che ci si aspettava da un titolo belcantistico così importante. Vicino alla Bolena dobbiamo purtroppo annoverare anche il Don Carlo (ripreso nella versione italiana in 5 atti) diretto da Myung-whun Chung: l’allestimento di Peter Stein è risultato deludente e poco efficace, mentre il cast si è dimostrato a tratti discontinuo, anche se per fortuna sostenuto dall’ottima direzione del maestro coreano che conquista di opera in opera, di concerto in concerto, il cuore degli spettatori scaligeri. Molto attesa era la nuova produzione de La Gazza Ladra rossiniana diretta da Riccardo Chailly con la regia di Salvatores. Forse le aspettative erano molto alte, ma questa Gazza ha deluso un po’, soprattutto per quanto riguarda la regia del Premio Oscar che non è sembrata troppo entusiasmante ed originale.

Tra i titoli più interessanti e che maggiormente ci hanno catturati e sorpresi dobbiamo invece annoverare Hansel e Gretel, firmato da Sven-Eric Bechtolf per il Progetto Accademia. Il regista austriaco è riuscito a creare uno spettacolo magico e fiabesco al punto giusto, ma dando allo stesso tempo uno spunto di riflessione sulla contemporaneità (cosa che non nuoce). Altrettanto interessante è stato il Falstaff di Giuseppe Verdi o meglio dovremmo dire di Damiano Michieletto. Al di là dell’ottima interpretazione di Ambrogio Maestri (accompagnato da un altrettanto ottimo cast), ricorderemo questa ripresa proveniente dal Festival di Salisburgo soprattutto per lo spettacolo del regista veneziano che ha a nostro parere magnificamente compreso lo spirito più malinconico dell’ultima opera verdiana. Altro titolo verdiano, altra produzione da ricordare: quella de La Traviata nella splendida versione firmata da Liliana Cavani che ha avuto come interprete d’eccezione Anna Netrebko (tornata a vestire i panni di Violetta dopo diversi anni), purtroppo penalizzata dalla direzione eccessivamente lenta di Nello Santi. Da ricordare anche la bella produzione di Die Meistersinger von Nürnberg di Richard Wagner, diretta da Daniele Gatti e con la collaudata regia firmata da Harry Kupfer e dominata dalla “magistrale” prova di Michael Volle nel ruolo di Hans Sachs. La produzione ha dato anche l’opportunità al pubblico milanese di risentire Wagner alla Scala che mancava dalla stagione del bicentenario Verdi/Wagner del 2013. Se con i Meistersinger il pubblico ha fatto un salto nel cuore del romanticismo tedesco, con Der Freischütz ha avuto l’opportunità di scoprirne le radici, grazie soprattutto alla attenta direzione di Myung-whun Chung.
Ma a nostro parere il miglior spettacolo della stagione è la Madama Butterfly che ha aperto la stagione lo scorso 7 dicembre, diretta da Riccardo Chailly e firmata da Alvis Hermanis che ha proposto un emozionante allestimento estremamente evocativo. Molto interessante l’idea di proiettare le tipiche stampe di Hokusai e di altri maestri giapponesi per ricreare gli ambienti della vicenda e per ridarne l’autentico “colore”. Ottime le prove di Maria José Siri (che debuttava il ruolo) e di Annalisa Stroppa (che rivedremo anche quest’anno nell’opera inaugurale).

In attesa della prima dell’Andrea Chénier, che sarà diretta da Riccardo Chailly con la regia di Mario Martone e che vedrà protagonisti i due coniugi Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, vi proponiamo qui sotto la nostra classifica (con i relativi rimandi diretti alle nostre recensioni) e non ci resta che augurare alla Scala e voi (e anche a noi) una grande nuova stagione.


 

  1. Madama Butterfly
  2. Hansel e Gretel
  3. Falstaff
  4. La Traviata
  5. Franco Cacciatore
  6. Die Meistersinger von Nürnberg
  7. Don Giovanni
  8. La bohème
  9. La Gazza ladra
  10. Ratto del serraglio
  11. Don Carlo
  12. Anna Bolena

 

 

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