L’Albertina di Vienna celebra Raffaello

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L’Albertina di Vienna ospita (fino al prossimo 7 gennaio) una strepitosa mostra dedicata a Raffaello che attraverso un prezioso nucleo di ben 150 opere (tra dipinti e disegni del maestro di Urbino) provenienti dai maggiori musei del mondo come gli Uffizi, il Louvre, la National Gallery di Londra, la National Gallery di Washington, il British Museum di Londra, l’Ashmolean di Oxford e i Musei Vaticani.

Grazie anche al corposo nucleo di disegni conservato proprio all’Albertina, il museo viennese ha potuto impaginare una straordinaria mostra proponendo alcuni confronti tra disegni preparatori e dipinti fino ad ora visti solo sui libri. Attraverso le 16 sezioni la mostra approfondisce l’intera (breve) carriera del maestro urbinate con un percorso cronologico e tematico punteggiato da numerosi capolavori (oltre agli innumerevoli disegni si contano anche una ventina di dipinti).

La mostra, che si apre con l’Autoritratto (1506) conservato agli Uffizi, nella prima sezione approfondisce i primi anni di attività del giovane Raffaello esponendo alcuni splendidi disegni preparatori e studi come il bellissimo disegno per la Pala di San Nicola da Tolentino (conservato a Francoforte) o come le tre tavole della Predella della Pala degli Oddi (dai Musei Vaticani) esposte accanto a due stupefacenti disegni preparatori corrispondenti (l’Annunciazione del Louvre e la Presentazione al Tempio di Oxford) che mostrano come il giovane Raffaello avesse attentamente studiato la predella della Pala di Fano del Perugino.

Se gli anni fiorentini di Raffaello (tra il 1504 e il 1508) non furono ricchi di grandi e prestigiose commissioni, furono invece anni di formazione e studio e di commissioni di devozione privata che diedero vita ad alcune delle più famose Madonne dell’urbinate; in mostra sono esposte la Madonna Esterhàzy del Museo di Budapest e la Madonna Colonna della Gemäldegalerie di Berlino, ma il vero pezzo forte di questa seconda sezione sono senza dubbio gli stupefacenti studi sulla Madonna, tra i quali spicca il disegno acquarellato di Oxford relativo alla Madonna del Belvedere (conservata al Kunsthistorische Museum di Vienna). Nel 1507 Raffaello dipinse per la famiglia Baglioni di Perugia quello che è uno dei più alti esiti della pittura del giovane maestro di Urbino ossia la Deposizione di Cristo (conservata alla Galleria Borghese di Roma), in mostra è esposto il disegno preparatorio della deposizione (proveniente dagli Uffizi) e soprattutto la predella monocroma (proveniente dai Musei Vaticani) confrontata anche in questo caso con i disegni preparatori tra i quali non possiamo non citare il bellissimo studio per la Carità (della stessa Albertina).

Nel 1508 Raffaello si trasferisce a Roma (dove resterà fino alla prematura morte avvenuta nel 1520) al servizio dei Papi (Giulio II prima e Leone X poi) e dei banchieri più influenti della città come Agostino Chigi (che commissionerà a Raffaello nel corso degli anni la decorazione delle due cappelle di famiglia in Santa Maria della Pace e in Santa Maria del Popolo e della villa sulla Lungara). In mostra sono presenti alcuni splendidi disegni preparatori per i grandi affreschi delle Stanze vaticane (come lo Studio per Diogene, proveniente da Francoforte e il disegno acquarellato per la Disputa del Sacramento proveniente da Oxford). Tra i capolavori realizzati negli anni romani per committenze private in mostra sono esposti due straordinari capolavori realizzati da Raffaello (e dalla sua bottega) per il banchiere Bindo Altoviti ossia la bellissima (ma purtroppo poco conosciuta) Madonna dell’Impannata, della Galleria Palatina di Palazzo Pitti giunta in mostra direttamente dai laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, (straordinaria dimostrazione della perfezione raggiunta dalla bottega di Raffaello) e l’altrettanto straordinario Ritratto giovanile di Bindo Altoviti della National Gallery di Washington.
La mostra prosegue seguendo l’attività di Raffaello e della sua bottega nei numerosi cantieri in cui era impegnato (le Stanze Vaticane, gli arazzi della Sistina, Le logge vaticane) fino a giungere all’ultima opera che l’urbinate non riuscirà a terminare, ossia la pala della Trasfigurazione (realizzata su commissione del futuro Clemente VII e terminata da Giulio Romano) di cui sono esposti in mostra una serie di vibranti studi preparatori riguardanti le teste degli apostoli e uno stupendo cartonetto (ma ascrivibile interamente alla bottega di Raffaello).

Una mostra eccezionale ed assolutamente imperdibile che grazie ai numerosi capolavori esposti assieme e grazie ai continui confronti riesce a raccontare in maniera sorprendentemente chiara ed esaustiva la strabiliante attività di Raffaello; parte integrante della mostra è il poderoso ed esaustivo catalogo (edito in inglese e tedesco) che presenta al suo interno tra i vari saggi (e le schede di tutte le opere in mostra) anche la presentazione del restauro della Madonna dell’impannata eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.


 

Raffaello

Albertina | Vienna
29 settembre 2017 – 7 gennaio 2018

a cura di
Achim Gnann

albertina.at

 

ph. 1 Raffaello, Madonna Esterhàzy, © Szépművészeti Múzeum / Museum of Fine Arts Budapest | 2 Raffaello, Ritratto di Bindo Altoviti, National Gallery of Art, Washington | 3 Raffaello, Madonna dell’Impannata, © Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze

 

 

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