Il mondo dell’Opera in mostra a Londra

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Il Victoria & Albert Museum di Londra ospita nella sua nuovissima Sainsbury Gallery, fino al prossimo 25 febbraio, una grande e innovativa mostra dedicata all’opera lirica e alla sua storia.

La mostra propone ai visitatori un percorso immersivo che unendo oggetti, documenti, dipinti e costumi (e un accompagnamento musicale dedicato) scandaglia la storia dell’opera lirica dalle origini al Novecento attraverso sette tappe (e un’appendice finale); ogni sezione della mostra è dedicata ad una città e ad un’opera simbolo per la storia della lirica; inoltre di volta in volta ogni sezione approfondisce alcuni aspetti legati al teatro d’opera. Non si tratta però solamente di una mostra sull’opera, ma è anche un importante excursus storico che ci mostra quanto il teatro d’opera e potremmo dire il teatro in generale si faccia voce della propria contemporaneità.

Dopo una breve introduzione audio (direttamente dalla voce di Antonio Pappano, direttore musicale della Royal Opera House) il visitatore è trasportato a Venezia, alle origini dell’opera lirica con L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi che debuttò al Teatro Santi Giovanni e Paolo in occasione del carnevale del 1643; opera fondamentale del passaggio dallo spettacolo musicale di corte a quello più popolare nei teatri. Così il visitatore è immerso nel mondo veneziano che ha visto nascere l’opera come oggi la intendiamo e sente il primo emozionante duetto d’amore Pur ti miro, pur ti godo. Il viaggio prosegue a Londra, a cui è stato associato il Rinaldo di Händel, che debuttò al Queen’s Theatre nel 1711 e fu la prima opera di Händel composta appositamente per Londra. Cuore della parte londinese della mostra, è la ricostruzione di un teatrino barocco che mostra al visitatore come funzionavano i primi effetti speciali nel mondo del teatro, nello specifico, un mare in tempesta con tanto di temporale all’orizzonte utilizzati per la prima del Rinaldo handeliano. E’ negli anni della permanenza londinese del compositore tedesco che avviene proprio la primissima costruzione di quella che poi diventerà la Royal Opera House a Covent Garden. La terza tappa di questo viaggio è la Vienna illuminista di Mozart e il titolo associato alla capitale austriaca altri non poteva essere che Le nozze di Figaro che debuttò al Burgtheater nel maggio 1786, portando con sé una ventata di novità. Per immergersi nell’atmosfera giusta, il visitatore si trova ad entrare in una parte della scenografia delle Nozze della produzione di David McVicar della Royal Opera House. In mostra mentre si ascoltano alcuni dei brani più famosi dell’opera, si possono ammirare alcuni reperti molto interessanti, come per esempio l’autografo della porzione di partitura con l’aria di Cherubino Voi che sapete oppure la primissima locandina dell’opera direttamente da Vienna. Se si è appassionati di Mozart, non si può che rimanere affascinati da questa parte di mostra. Cuore della mostra è la sezione dedicata a Milano (e in particolare alla Scala), a cui è stato legato il Nabucco di Giuseppe Verdi. Viene così presentato al pubblico londinese il Risorgimento italiano come forza propulsiva del melodramma ottocentesco italiano e lo fa  attraverso una spettacolare installazione audio/fotografica che unisce una registrazione delle prove del coro del Va Pensiero alla splendida serie fotografica Fratelli d’Italia di Matthias Schaller (che raccoglie le fotografie di 150 teatri sparsi per tutta l’Italia). L’Italia è un paese fatto di piccoli e grandi teatri con grandi tradizioni operistiche. Fermarsi per un momento ad ammirare la varietà di questi piccoli e grandi gioielli ascoltando un brano così evocativo come il Va pensiero rappresenta sicuramente uno dei momenti più alti della mostra, emozionante e toccante al tempo stesso. Vicino a questa installazione si trovano poi numerosi cimeli verdiani e risorgimentali. La quinta sezione della mostra è dedicata al Tannhäuser di Wagner che debuttò nel 1861 all’Opéra di Parigi nella versione in francese. Parigi era in gran fermento in quegli anni e così come si stava trasformando la città, allo stesso modo si trasformava l’opera lirica per mano del compositore bavarese. Il Tannhäuser portò sicuramente molto scompiglio nel mondo dell’opera francese, creando vere e proprie fazioni tra gli intellettuali e i compositori dell’epoca. Non a caso è presentata in mostra la copertina di un celebre numero della rivista L’Eclipse che ritrae un caricaturale Wagner mentre si accinge a martellare un grande orecchio. La sezione è elegante e affascinante, così come doveva essere la Parigi di quegli anni. Alle pareti non mancano quadri di celebri pittori come Degas, Gonzalès e Manet che si trovarono a ritrarre i parigini in uno dei loro passatempi preferiti, ossia proprio andare a teatro. Da Parigi ci si trasferisce alla Dresda di inizio Novecento, dove debuttò la Salome di Richard Strauss. La mostra ci guida alla genesi dell’opera straussiana mostrandoci la copia della Salome di Oscar Wilde illustrata da Aubrey Beardsley con le annotazioni dello stesso Strauss. Periodo di grandi cambiamenti, nel mondo politico, nel mondo dell’arte, nel ruolo della donna nella società. Attraverso i quadri espressionisti di Kirchner, il visitatore è guidato alla scoperta di un mondo in evoluzione, molto ben rappresentato da un’opera quale Salome, così innovativa rispetto al passato, sia per la forma operistica utilizzata (totalmente di rottura rispetto alle opere precedenti) che per il modo esotico ed erotico in cui la protagonista è rappresentata. Ultima tappa di questo viaggio nella storia dell’opera lirica è la Leningrado dove nel 1934 debuttò la Lady Macbeth del Distretto di Mcensk di Dimitri Šostakovič. Due anni dopo il debutto, l’opera sarà censurata dal regime sovietico e il compositore russo non comporrà più opera per il resto della sua carriera. È quindi evidente il rapporto strettissimo tra l’opera di Šostakovič e il suo periodo storico. Il visitatore è così immerso nel mondo sovietico con poster che ci mostrano il nuovo ruolo della donna per l’ideale socialista e allo stesso tempo immagini e quadri raffiguranti le Mogli che ci ricordano che il mondo russo che esisteva prima della rivoluzione non era ancora del tutto scomparso. Presenti anche la ricostruzione dello studio del compositore e un video che ci mostra Šostakovič al lavoro.
Come si conclude la mostra? Con uno spazio circolare ed immersivo dove il visitatore è circondato da alcune immagini da premiere di opere avvenute nel XX e nel XXI secolo, tra cui per esempio l’opera di Philip Glass, Einstein on the beach. L’opera in fondo non ha mai smesso di evolversi e di raccontare la sua contemporaneità.

Per tutti gli amanti dell’opera, per chi ancora non la conosce bene, ma ha voglia di scoprire questo mondo, una mostra che si fa vera e propria esperienza immersiva, che ci mostra la bellezza di un genere che non finisce ancora di appassionare il pubblico di tutto il mondo.


Victoria & Albert Museum
Londra | 30 settembre 2017 – 25 febbraio 2018

 

Opera: Passion, Power and Politics

 

in collaborazione con
The Royal Opera House | Londra

 

#OperaPassion

vam.ac.uk/opera

 

ph. “Fratelli d’Italia” – Matthias Schaller

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