Revolution alla Fabbrica del Vapore

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Alla Fabbrica del Vapore di Milano fino al prossimo 4 aprile sarà visitabile la mostra Revolution Musica e Ribelli 1966-1970 Dai Beatles a Woodstock proveniente direttamente dal Victoria & Albert Museum di Londra (dove ha conquistato il pubblico londinese tra il settembre 2016 e il febbraio 2017). La mostra prende in considerazione solamente quattro anni tra gli anni Sessanta e Settanta, ma questi quattro anni furono  fondamentali perché contribuirono a modellare la società in cui oggi viviamo. Cambiarono i gusti, cambiarono le mode, cambiò la musica. Diventò un momento unico e irripetibile per la nostra società che proprio per questo motivo viene ancora considerato mitico.
La mostra ci porta alla scoperta di questi quattro anni, raccontandoci attraverso sei intense e ricche sezioni i cambiamenti nel mondo della musica, in quello dei consumi, nella partecipazione politica, nel modo di ascoltare la musica.

Si parte con un tuffo nella Swinging London caratterizzata dalla moda eccentrica e colorata. In mostra ci si ritrova nel centro di Londra, a Carnaby street tra boutique e gallerie dove vediamo i vestiti dei negozi più celebri dell’epoca (come Biba e Bazaar), opere d’arte, copertine dei dischi più in voga e iconiche fotografie. Nella capitale inglese di quegli anni nel mondo della musica si scontrano tra gli altri i Beatles, i Rolling Stones e gli Who, il cui successo accompagna il visitatore anche nella successiva sezione dedicata a Musica e contro-cultura. Nel 1968 i Beatles intrapresero un viaggio nel nord dell’India per partecipare ad un corso di meditazione trascendentale. Questo viaggio illustra bene una delle mode di quegli anni, vissuti alla riscoperta di religioni esotiche ed esoteriche, fondate spesso sulla meditazione, aiutate anche e soprattutto dagli allucinogeni, inizialmente legali e poi solo successivamente dichiarati fuorilegge. In mostra veniamo quindi in contatto con le mode di questo periodo, con i poster dei locali psichedelici, dei concerti di Frank Zappa e Jimi Hendrix per arrivare ai famosissimi ritratti psichedelici dei Beatles, mentre nelle orecchie sentiamo la loro celeberrima Revolution, scritta proprio durante il soggiorno indiano e poi pubblicata nel White Album. Gli anni Sessanta non sono però solo dedicati alla psichedelia e alle religioni esotiche, ma anche alle contestazioni e ai movimenti di ribellione, a cui è dedicata la terza sezione della mostra Power to all people – Voci del dissenso. Libertà, uguaglianza, combattere per un mondo più giusto, più consapevole, senza guerre, senza segregazioni: questi sono solo alcuni dei motivi che spinsero i giovani di tutto il mondo a ribellarsi contro il sistema, a cominciare dalle università (dalla Sorbonne a Berkeley, California) in nome di un mondo di pace e di uguaglianza. In mostra tra fotografie, manifesti di opposizione e propagandistici, lettere dal fronte o di chi aveva paura di essere richiamato (come il futuro presidente americano Bill Clinton) ci ritroviamo al centro di un momento politico infuocato, le cui battaglie hanno definito la nostra società attuale. La sezione è molto ricca e ci mostra cosa successe in tutti i principali paesi, dall’Italia alla Gran Bretagna, passando per gli Stati Uniti, gli stati del Sud America e la Cina. Mentre per le strade comunque si combatteva per le libertà, i consumi si adeguavano alle nuove e crescenti esigenze di una società progressivamente sempre più tecnologica e avanzata. A questi cambiamenti è dedicata la sezione Costumi e consumi che ci mostra il lato più pop di quegli anni, grazie agli arredi avvenieristici, ai giocattoli ispirati alla conquista della luna, alle affascinanti divise delle hostess della Pan Am con i modellini di aerei che per la prima volta offrivano la possibilità al grande pubblico di assaporare luoghi e climi diversi. Si tratta della parte della mostra più rassicurante, che molto si scontra con le proteste di strada dei giovani arrabbiati. Le ultime due sezioni della mostra sono dedicate a due degli aspetti più noti di quegli anni: The summer of love – Comuni e West Coast e Woodstock e la cultura dei festival. Insieme alle lotte per le libertà civili, razziali e contro le guerre, i giovani di quegli anni, soprattutto nella West Coast americana combattevano per uno stile di vita sessualmente libero, consapevole nei confronti dell’ambiente e delle terra e soprattutto indipendente dall’autorità precostituita. Ecco perché nascono l’amore libero, il movimento hippie e le comuni, dove tanti giovani si ritrovano a vivere in quegli anni, nel segno della natura, dell’ambiente, sostenendo le nuove nascenti tecnologie (è in questi anni proprio in California che il giovane Steve Jobs comincia a lavorare a quello che poi sarà l’Apple 1). Strettamente collegata, è l’ultima emozionante sezione, dedicata a Woodstock e ai grandi festival musicali di quegli anni. Woodstock è nell’immaginario collettivo un momento unico della storia della musica live che ha generato e segnato per sempre il modo di ascoltare musica dal vivo, di organizzare festival di così grandi dimensioni. In mostra tanti documenti di quella grandiosa manifestazione, dai progetti per l’organizzazione degli spazi, alle scalette con i compensi dei molti numerosi celebri artisti presenti. E’ emozionante scoprire come sono nati festival come Woodstock o il Festival dell’Isola di Wight di quegli stessi anni e vederne i cimeli, prima di tuffarsi nella Woodstock Experience: una sala dove ci si può sdraiare sul prato a vedere l’intero documentario Woodstock che ripercorre i tre giorni del grande festival. La mostra non poteva che terminare con un omaggio alla canzone forse più iconica di quei magici anni, Imagine di John Lennon, da sempre inno alla pace e alla fratellanza.

Una mostra veramente immersiva che, grazie alle musiche di quegli anni (che accompagnano il visitatore dall’inizio alla fine della mostra, grazie ad un sistema audio sincronizzato in ogni sala) e ai vari oggetti (come abiti, fotografie e le copertine di storici album) ci fa viaggiare in quattro anni che hanno cambiato fortemente il nostro mondo e la nostra storia. Per chi c’era e vuole ricordarsi com’era, per chi ama la musica di quel periodo, per chi crede nei valori di quegli anni, una mostra da non perdere.


Revolution
Musica e Ribelli 1966-1970
Dai Beatles a Woodstock

Fabbrica del Vapore
Milano | 2 dicembre 2017 – 4 aprile 2018

a cura di
​Victoria Broackes | ​Geoffrey Marsh | ​Fran Tomasi
Clara Tosi Pamphili | ​Alberto Tonti

una mostra prodotta da
AVATAR – Gruppo MondoMostre Skira
con il Victoria & Albert Museum di Londra

catalogo
Skira

 

mostrarevolution.it

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