La Salome di Strauss al Teatro Regio di Torino

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Al Teatro Regio di Torino è tornata in scena, dopo un’assenza di 10 anni, la Salome di Richard Strauss. Inizialmente prevista nell’allestimento firmato da Robert Carsen nel 2008 per il Regio di Torino e il Teatro Real di Madrid, dopo l’incidente avvenuto durante la recita di Turandot dello scorso gennaio, si è optato per una versione semiscenica firmata da Laurie Feldman (assistente regista di Carsen, che aveva collaborato anche alla messa in scena del 2008). Questa è stata inoltre l’ultima occasione, per questa stagione, di vedere sul podio del teatro torinese il Maestro Noseda impegnato nella terza produzione operistica di questa stagione.

Lo spettacolo ideato da Laurie Feldman è (per forza di cose) estremamente semplice; la scena si presenta al pubblico con una serie di sedie disseminate lungo il proscenio e con un fondale nero. I personaggi sono vestiti con abiti altrettanto neri e tutti molto simili tra di loro. A parte le sedie, nessun altro elemento scenico era presente in palcoscenico, ad eccezion fatta per la testa di Jochanaan esibita su un tavolino nelle ultime scene dell’opera. Si è trattata di una scelta obbligata, visti i problemi tecnici avuti durante la precedente produzione operistica, ma questa soluzione ha tolto in parte il fascino che Salome porta con sé. I personaggi sono difficilmente distinguibili e poco caratterizzati a livello interpretativo. Giusto le luci in alcuni momenti aiutano a dare una lettura drammaturgica della scena che si sta svolgendo. Il risultato quindi di Laurie Feldman non è purtroppo risultato ottimale.

Con uno spettacolo così minimalista, spazio totale è stato lasciato alla musica di Strauss, vera e propria protagonista. Ottima l’orchestrazione precisa, calibrata e sofferta di Gianandrea Noseda, capace di dipanare al meglio la matassa di temi che formano Salome, riuscendo, grazie all’apporto dell’Orchestra del Regio, a far trasparire in ogni momento il colore orchestrale adatto. E’ grazie alla sua vivida orchestrazione che “vediamo” veramente Salome ballare la famosa danza dei sette veli (nella versione semiscenica di Laurie Feldman Salome non danza, ma si limita a stare in piedi senza muoversi, illuminata da un faro di luce). Buono il cast vocale radunato per questa produzione (culmine del Festival Richard Strauss che si è svolto nel mese di febbraio a Torino). La protagonista era il soprano svedese Erika Sunnegårdh. La sua voce è adatta al ruolo e potenzialmente capace di piegarsi alle seduzioni di Salome, ma la voce non riesce spesso a sovrastare l’orchestra, rendendola quindi difficile da sentire. La sua performance ha peccato però soprattutto dal lato interpretativo, dove mancava coinvolgimento e passionalità in un ruolo che si gioca sul fascino e sulla seduzione. Meglio di lei la veterana Doris Soffel nel ruolo di Erodiade, dalla voce sicura e brunita, imperiosa e capace interpretativamente di offrirci una principessa autoritaria e determinata. Ottimo il baritono Tommi Hakala nel cantare in modo preciso e giustamente estatico il ruolo del profeta Jochanaan. Buona la prova vocale di Robert Brubaker nella difficile parte di Erode. La stessa cosa però forse non la diremmo dal punto di vista interpretativo, dove ha mancato di comunicare il desiderio e la passione nei confronti di Salome, senza essere molto partecipe di quanto stava accadendo. Completavano il cast numerose parti comprimarie che hanno ben svolto i propri ruoli.

Successo per tutti al termine di una recita che ci ha lasciati un po’ orfani della magia e della seduzione che solitamente caratterizza Salome. Auspichiamo che il Regio colga questa occasione per rimetterla in scena presto, magari nella prevista e sfortunata regia di Robert Carsen.


Teatro Regio | Torino 25 febbraio 2018

Salome

dramma in un atto
libretto di Hedwig Lachmann
dall’omonimo dramma di Oscar Wilde
musica di Richard Strauss


Salome | Erika
Sunnegårdh
Erode | Robert Brubaker
Erodiade | Doris Soffel
Jochanaan | Tommi Hakala
Narraboth | Enrico Casari
Un paggio di Erodiade | Michaela Kapustová
Primo giudeo | Gregory Bonfatti
Secondo giudeo | Matthias Stier
Terzo giudeo | Saverio Pugliese
Quarto Giudeo | Yaroslav Abaimov
Quinto Giudeo | Horst Lamnek
Primo nazareno | Roberto Abbondanza
Secondo nazareno | Joshua Sanders
Primo soldato | Andrea Comelli
Secondo soldato Federico Benetti
Un uomo di Cappadocia | Desaret Lika
Uno schiavo | Daniela Valdenassi

direttore d’orchestra | Gianandrea Noseda
versione in forma semiscenica di | Laurie Feldman
costumi a cura di | Laura Viglione
luci | Andrea Anfossi

Orchestra del Teatro Regio


teatroregio.torino.it

 

 

 

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