Petrenko: Der Rosenkavalier a Monaco per prepararsi alla tournée americana

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Passeggiando per i foyer del Nationaltheater di Monaco il 17 marzo tutti sembrano concordi nel sostenere che questa produzione di Otto Schenk sia quella di riferimento. Non si tratta di un qualsiasi Rosenkavalier ma del Rosenkavalier per eccellenza. La ragione di questa ripresa è dovuta alla prossima tournée statunitense nel corso della quale i complessi dell’opera di stato bavarese diretti dal grande Kirill Petrenko ne presenteranno un’esecuzione concertante alla Carnagie Hall di New York.

I quarantasei anni che separano il debutto di questo allestimento dalla ripresa odierna non ne hanno alterato affatto l’efficacia. La perizia dei registi collaboratori ne preserva inalterati fascino, eleganza e suggestione. Moltissimi melomani vi hanno assistito almeno una volta nella vita e ogni qual volta vi ritornano ne scoprono e ammirano nuovi gustosi particolari. È come se nella scenografia di un solo spettacolo siano racchiusi gli elementi che per circa quattro ora consentono allo spettatore di estraniarsi dalla realtà. L’essenza didascalica che la caratterizza non si rivela un difetto poiché nulla è mai pacchiano. Tutto è ricreato, persino la vegetazione che si scorge attraverso la porta finestra del salone del secondo atto (riccamente stuccato). Gli affreschi che decorano la camera da letto della Marschallin sono splendidi, in pendant con la biancheria da letto, il rivestimento delle sedute e i costumi del nutrito stuolo di gregari che giungono al mattino come di consueto a pregare l’aristocratica di migliorare le loro sorti. Se i toni chiari dominano i primi due atti, il terzo è giustamente tutto sul marrone dato il dominare delle travi a vista che fan da soffitto alla taverna dove il barone Ochs ha invitato a cena quella che erroneamente credere Mariandel. La fanciulla è in realtà Octavian, il cavaliere della rosa, che si finge una cameriera per comprovare l’infedeltà del barone e sposare così Sophie, colei che contro la sua volontà proprio al barone è stata promessa in moglie. Tutto si risolve per il meglio e la Marschallin, che di Octavian è stata l’amante, intercede a favore della giovane coppia così da convincere il padre di Sophie, il nouveau riche Faninal a benedire l’unione tra i due innamorati.

Chi meglio di Petrenko può mettere in luce tutta la malinconia che, a dispetto del carattere apparentemente giocoso, permea la commedia in musica che Richard Strauss ha composto su testo di Hugo Von Hofmannsthal. La società muta, la Marschallin non riesce ad accettare il trascorrere del tempo e la vecchia e un tempo gloriosa aristocrazia non è ridotta che a mendicare fidanzamenti con ricche fanciulle dell’alta borghesia che favorisce queste unioni pur di vedere riconosciuto il proprio valore sociale. Al di là della grande abilità tecnica direttoriale, messa in luce senza dubbio con la fuga che apre il terzo atto, Petrenko, che del teatro è direttore musicale, dimostra un encomiabile sensibilità verso il canto. L’orchestra e i solisti seguono un unico respiro senza che mai una parte prevalga sull’altra. Un’esecuzione finanche migliorata rispetto a quella del febbraio 2017. All’altezza delle aspettative si conferma anche il cast capitano dallo splendido Octavian di Angela Brower. Adrianne Pieczonka è eccellente per ciò che concerne il fraseggio e il gusto di porgere la parola. Vocalmente è un po’ debole anche se sempre migliore di Anna Prohaska, la cui voce appare sempre più stimbrata. Al di là della gratitudine per aver sostituito all’ultimo minuto l’indisposta Hanna-Elizabeth Müller, non si può continuare a indulgere su un’artista il cui unico merito è di annoverare collaborazioni discografiche con eminenti direttori. Le promesse in disco vanno confermate live in teatro. Ottimo l’ormai collaudato Peter Rose (Ochs) ed eccellente il nutrito stuolo di comprimari.

Coloro che fossero interessati ad assistere alla concertante del prossimo giovedì 29 marzo alle 19 alla Carnagie Hall di New York possono acquistare gli ultimi biglietti disponibili qui.


BAYERISCHE STAATSOPER
Monaco di Baviera | 17 marzo 2018

Der Rosenkavalier
musica di Richard Strauss
Libretto by Hugo von Hofmannsthal

Die Feldmarschallin | Adrianne Pieczonka
Der Baron Ochs auf Lerchenau |Peter Rose
Octavian | Angela Brower
Herr von Faninal | Markus Eiche
Sophie | Anna Prohaska
Jungfer Marianne Leitmetzerin | Miranda Keys
Valzacchi | Ulrich Reß
Annina | Heike Grötzinger
Ein Polizeikommissar | Peter Lobert
Der Haushofmeister bei der Feldmarschallin | Manuel Günther

Bayerisches Staatsorchester
Chor der Bayerischen Staatsoper Statisterie und Kinderstatisterie der Bayerischen Staatsoper

direttore | Kirill Petrenko
regia | vonJürgen Rose e Otto Schenk
maestro del coro Sören Eckhoff

ph. Wilfried Hösl/Bayerische Staatsoper

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