Un “disastro di commedia” conquista il Carcano

Teatro Carano, Milano, Che Disastro di Commedia, The play That goes Wrong, Gabriele Pignotta

Al Teatro Carcano di Milano è arrivata dal 3 al 13 maggio Che disastro di commedia, la versione italiana del fortunatissimo spettacolo inglese prodotto da J.J. Abrams The play that goes wrong, che dopo il successo nel West-End londinese è ormai stabile da più di un anno anche a Broadway.

Spettacolo nello spettacolo, ispirato alla pièce di Michael Frayn Rumori fuori scena, Che disastro di commedia porta in scena le sgangherate vicissitudini di una compagnia teatrale amatoriale che riesce a mettere finalmente in scena uno spettacolo che sembra costruito proprio per loro: Delitto a Villa Haversham, un giallo inglese di cui ben presto si perderanno le fila della storia. Questo perché, sin dall’arrivo del pubblico in sala, si percepisce che qualcosa non va: i tecnici si avvicendano senza sosta sul palcoscenico, cercando di ultimare la preparazione dello spettacolo, ma gli effetti sono comici e i due tecnici sembrano tutto fuorché professionisti, tanto che non mancano di rincorrersi e chiamarsi urlando per la sala. Una volta iniziato lo spettacolo, comincia una vera e propria girandola di risate. Sin dalla presentazione dello spettacolo a cura del regista/protagonista, si capisce che le cose non andranno come previsto. Gli attori della compagnia si dimostrano totalmente incapaci di tenere la scena, si dimenticano o storpiano le battute, si dimostrano maldestri e sconclusionati, come la scenografia che li circonda che poco per volta crollerà davanti agli occhi del pubblico. E non si tratta di un crollo metaforico, ma crollerà nel vero senso della parola, lasciando gli attori inermi a fine spettacolo sulla scena praticamente vuota. E’ uno spettacolo surreale, dai ritmi serratissimi che toglie il fiato allo spettatore dalle risate. Questa edizione italiana ripropone in maniera davvero puntigliosa la versione originale britannica, riuscendo a mantenere i ritmi comici, aggiungendo un pizzico di italianità che nella traduzione di Enrico Luttmann cerca così di avvicinare di più il pubblico italiano alla commedia, così inglese nel modo di far scaturire la risata del pubblico. Ottimo il cast radunato sul palcoscenico, capace di tenere perfettamente i tempi di una commedia che non prevede possibilità di errore. Alessandro Marverti (il maggiordomo Perkins), Yaser Mohamed (Thomas Colleymoore), Marco Zordan (regista e ispettore Carter), Luca Basile (Cecil Haversham e giardiniere Arthur), Viviana Colais (Florence), Stefania Autuori (tecnico di palcoscenico), Valerio Di Benedetto (tecnico di palcoscenico) e il morto-non morto Gabriele Pignotta (Charles Haversham) sono stati i protagonisti dello spettacolo che ha saputo davvero catapultare il pubblico in un mare di risate.

Ottima la ripresa della scenografia da parte di Giulia De Mari, un lavoro importante perché è la scenografia che cadendo in pezzi a poco a poco ha uno dei ruoli fondamentali nello spettacolo. Come già detto, la ripresa è parsa ottimamente curata e molto vicina all’originale, con un risultato davvero divertente. Buoni i costumi di Roberto Surace ripresi da Francesca Brunori e le luci di Marco Palmieri. La regia di questo allestimento italiano era curato dal regista inglese Mark Bell, regista anche di The Play That Goes Wrong.

Due ore di risate senza fine per un adattamento italiano che non ha nulla da invidiare all’originale britannico.


Teatro CarcanoMilano | 10 maggio 2018


Che disastro di commedia

di Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields
traduzione | Enrico Luttman

Con Alessandro Marverti, Yaser Mohamed, Marco Zordan, Luca Basile,
Viviana Colais, Stefania Autuori, Valerio Di Benedetto
e la partecipazione di Gabriele Pignotta


progetto artistico | Gianluca Ramazzotti
scene | Nigel Hook riprese da Giulia De Mari
costumi | Roberto Surace ripresi da Francesca Brunoli
musiche | Rob Falconer
disegno luci | Marco Palmieri
regia | Mark Bell

Produzione AB Management e Opera Prima

chedisastrodicommedia.it

 

ph | Teatro Carcano

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