I capolavori di de Chirico in mostra al Castello di Rivoli

Castello di Rivoli, Giorgio de Chirico, Collezione Francesco Federico Cerruti, Rivoli, Cerruti

Il Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, ha ricevuto (nel luglio del 2017) in deposito la collezione di Francesco Federico Cerruti, imprenditore ed illuminato collezionista scomparso nel 2015. In attesa che nel gennaio 2019 la Collezione Cerruti apra al pubblico negli spazi della Villa di Rivoli, ampliando così con i suoi quasi 300 capolavori (dai fondi oro medievali a importanti capolavori novecenteschi) la collezione trasformando l’identità del Museo del Castello di Rivoli; una mostra dedicata a Giorgio de Chirico presenta per la prima volta al pubblico i capolavori del padre della metafisica provenienti dalla villa Cerutti e raramente esposti al pubblico.

La mostra, che si sviluppa in alcune delle sale auliche del primo piano della reggia, presenta al pubblico il nucleo di 8 opere di Giorgio de Chirico (realizzate tutte tra il 1916 e il 1927) provenienti dalla Collezione Cerruti, poste in diretto dialogo con 6 opere (e installazioni) delle collezioni di Rivoli. La mostra si apre con un diretto dialogo, che riflette sul tema della doppia identità e degli enigmi poetici, tra la Casa di Lucrezio del 1981 di Giulio Paolini e le Muse metafisiche del 1918 di de Chirico, la riflessione sugli stessi temi prosegue nelle due sale successive con Il Trovatore del 1922 (direttamente ispirato all’opera verdiana) e con Il Saluto degli argonauti partenti (1920) entrambi di de Chirico.
Il tema dell’autoritratto (tanto importante per de Chirico) è approfondito dal dialogo di Autoritratto con la propria ombra (del 1920 ca.) con l’imponente opera di Michelangelo Pistoletto del 1990 L’architettura dello specchio che con il suo riflesso moltiplica all’infinito la rappresentazione dell’io dell’artista. L’interno metafisico (con faro) del 1918 si confronta invece con le architetture immaginifiche dipinte dal tedesco Franz Ackermann. La mostra prosegue con la Composizione metafisica del 1916 in rapporto a due grandi opere di Fabio Mauri (probabilmente il dialogo meno riuscito della mostra) e nella Sala degli Stemmi dove Interno metafisico del 1917 è relazionato con tre opere del 1966 di Alighiero Boetti (Catasta, Mancorrente e Sedia) che sottolineano il comune interesse dei due artisti per gli oggetti quotidiani estrapolati dal loro contesto. La mostra si chiude con uno straordinario e scenografico dialogo con una delle opere del più importante e irriverente artista italiano dei nostri giorni: Maurizio Cattelan. Nella sala degli stucchi dell’appartamento del re i Due cavalli del 1927 di de Chirico si confrontano con un’opera di grande impatto emotivo dell’artista padovano il celebre cavallo appeso di Novecento (1997).

La mostra propone al visitatore un vertiginoso gioco di rimandi, assonanze, contraddizioni e (spesso) sorprendenti corrispondenze che aiutano a dare una lettura più completa alle  opere e alla figura di de Chirico. Una splendida occasione per riscoprire il Castello di Rivoli e le sue collezioni e per scoprire in anticipo una piccola parte della Collezione Cerruti!


Castello di Rivoli
6 marzo – 27 maggio 2018

Giorgio de Chirico.
Capolavori dalla Collezione di
Francesco Federico Cerruti

a cura di
Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria

castellodirivoli.org

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