L’ultima Norma di Mariella Devia alla Fenice

Fondazione Teatro La Fenice VINCENZO BELLINI, NORMA Direttore: Riccardo Frizza Regia, Scene e Costumi: Kara Walker Photo ©Michele Crosera, Mariella Devia, Norma Devia

Mariella Devia riprende Norma alla Fenice e con la recita del 19 maggio dà l’addio alle scene. Per i trentenni di oggi questa data segna la fine di un’epoca di ricordi indelebili. Quanti di noi, poco più che ragazzini, hanno infatti potuto assistere dal vivo a recite memorabili di Lucrezia Borgia (Arcimboldi 2002), Beatrice di Tenda (Arcimboldi 2004), i suoi debutti in Maria Stuarda (Roma 2006), Anna Bolena (Verona, Filarmonico 2007) e Roberto Devereux (Marsiglia 2011) non dimenticheranno mai cosa sono state quelle serate. Si tratta di rappresentazioni che si decantano con grande orgoglio, barattando i propri con live delle recite alle quali, fortunatamente, hanno assistito amici o loro conoscenti. E così Mariella Devia si ritira e chi scrive si rende conto che in effetti il tempo è passato ed il ragazzo che attaccava timidamente l’applauso di sortita alla Stuarda  del 2010 ormai è diventato un uomo, che si reca di nuovo alla Fenice ma questa volta per il suo addio alle scene.  Nonostante l’età, della Devia si continua ad ammirare la tecnica magistrale, che le consente di non temere alcuno scoglio. La respirazione è esemplare così come l’emissione ancora perfettamente a fuoco. Laddove la tessitura insiste sul registro grave, il soprano vi supplisce con un fraseggio di intimo ed incisivo. 

Riccardo Frizza propende per la riapertura dei tagli che nel corso degli anni hanno caratterizzato la prassi esecutiva di quest’opera in modo da valorizzare la protagonista. Buona la prova offerta dai complessi della Fenice il cui coro è diretto da Claudio Marino Moretti. Per il ruolo di Adalgisa felice si rivela la scelta di proporre Carmela Remigio, solista dalla consolidata carriera nel repertorio classico. Il bravo Stefan Pop (Pollione) ha una voce di natura più lirica che drammatica e tende spesso a scurire per simulare un tonnellaggio che probabilmente non possiede. La dinamica non è particolarmente varia ma il fraseggio è curato e la presenza scenica lodevole, considerata soprattutto la carenza di indicazioni da parte della regista. Bravissimo è Luca Tittoto, basso di ottima caratura, che conduce da anni una carriera di molto inferiore rispetto alle sue ottime possibilità. Speriamo gli siano presto concesse le possibilità che senza dubbio merita. Corretti infine Anna Bordignon (Clotilde) ed Emanuele Giannino (Flavio). 

Venendo all’allestimento, come già anticipato, poco si può dire della regia di Kara Walker (che firma anche le scene e i costumi). In assenza di una visione chiara e definitiva, i gesti e i movimenti sono lasciati al libero arbitrio degli interpreti. Belle sono le scene che però poco hanno a che fare con la natura druidica di Norma. Per giustificare una visione, oltre alla caratterizzazione scenica è fondamentale una traduzione “gestuale” delle proprie idee. Viceversa si resta confinati ad un esperimento autoreferenziale e poco incisivo. 

Davide Marchetti


Teatro La Fenice
Venezia 19 maggio 2018

Norma
tragedia lirica in due atti

libretto | Felice Romani
musica | Vicenzo Bellini

Pollione | Stefan Pop
Oroveso | Luca Tittoto
Norma | Mariella Devia
Adalgisa | Carmela Remigio
Clotilde | Anna Bordignon
Flavio | Emanuele Giannino

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

direttore | Riccardo Frizza
maestro del coro | Claudio Marino Moretti
regia, scene e costumi | Kara Walker

teatrolafenice.it

 

 

ph © Michele Crosera

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