Alla scoperta di Gent

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Gent è il capoluogo della provincia delle Fiandre Orientali, e con i suoi 260.000 abitanti è oggi la seconda città più popolata del Belgio dopo Anversa. Gent può vantare un nobile e glorioso passato. Per lungo tempo fu infatti la capitale delle Fiandre (spesso in contrasto con Bruges) e il 24 febbraio del 1500 diede i natali a quello che sarebbe stato il suo più celebre figlio: Carlo d’Asburgo il futuro imperatore del Sacro Romano Impero e sovrano del Regno di Spagna, noto ai più come Carlo V.
La città conserva ancora fieramente i segni di questo suo illustre passato e il centro storico è disseminato di monumenti ed edifici storici a partire dal cosiddetto Gravensteen, il Castello dei conti di Fiandra, fatto costruire da Filippo d’Alsazia attorno al 1180 sui resti di una precedente fortezza seguendo i modelli delle fortezze crociate in Terra Santa. Oggi è uno dei castelli medievali meglio conservati del Belgio, e consente ai visitatori (grazie alle merlate ai passaggi elevati e ai grandi saloni interni e alle segrete) di fare un vero e proprio tuffo nel medioevo; assolutamente da non perdere la spettacolare vista sulla città che si può godere dalla sommità del torrione centrale!

Se il Gravensteen per lungo tempo fu il simbolo del potere del Conti di Fiandra, nel centro della città sorge il Belfort di Gand, l’imponente torre civica (alta ben 95 metri!) costruita a partire dal 1313 che da sempre simboleggia con fierezza l’autonomia e l’indipendenza della città e che dal 1999 è stato inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità. Proprio di fronte al Belfort sorge l’altrettanto imponente Cattedrale di San Bavone iniziata attorno al primo ventennio del XII Secolo (ma terminata solo attorno a 1628) è uno dei più interessanti esempi di gotico brabantino, tuttavia oggi la cattedrale di Gand è nota ai più soprattutto per custodire lo spettacolare Polittico dell’Agnello Mistico, realizzato tra 1426 e il 1432 da Jan van Eyck e dal fratello Hubert van Eyck (scomparso proprio nel 1426). Lo strabiliante ed enigmatico polittico, che normalmente è conservato all’interno della prima cappella a sinistra dell’ingresso è attualmente sottoposto ad un complesso restauro, sono quindi visibili solo i pannelli già restaurati accostati a delle copie in altissima risoluzione dei pannelli attualmente in restauro; tuttavia se avrete la pazienza di visitare lo splendido museo di Belle Arti di Gent (di cui vi parleremo tra poco) potrete assistere al restauro del polittico in presa diretta; la sala 4 del museo dal 2012 ospita un laboratorio di restauro “trasparente” che permette a tutti i visitatori di osservare i restauratori all’opera sulla preziosa tavola.

A breve distanza dal Belfort e dalla Cattedrale di San Bavone, accanto alla Chiesa di San Nicola e al Korenmarkt (la piazza centrale della città), sorge il Ponte di San Michele, da questo ponte si può godere di due delle più belle viste della città, quella delle tre torri cittadine (Il Belfort, la torre campanaria della Chiesa di San Nicola e quella della Cattedrale di San Bavone); ma soprattutto si può godere della splendida vista del tratto centrale del fiume Leie e delle due rive le cosiddette Graslei e Korenlei (letteralmente la riva del grano e la Riva delle erbe e la Riva del grano), l’antico cuore commerciale della città dove si affacciano le sedi delle corporazioni locali (come accade sulla Grand Place di Bruxelles) e che formano oggi uno degli scorci urbani più incantevoli di tutte le Fiandre.

A sud del centro storico al limitare del Citadel Park sorge il Museum voor Schone Kunsten, ossia il Museo di belle arti, comunemente abbreviato in MSK e che sorge proprio accanto allo SMAK, il Museo d’Arte Contemporanea di Gent. Il museo conserva un’importante collezione d’arte che va dai capolavori medievali fino alle opere della prima metà del Novecento; tra le tante opere del museo cui spiccano alcuni capolavori di alcuni dei più importanti maestri fiamminghi come il San Girolamo Penitente e la strepitosa Salita al Calvario, entrambe di Hieronymus Bosch. Il percorso si chiude con un gioiello poco noto (e tutto italiano) come la ipnotica Bambina che gioca su tappeto rosso di Felice Casorati.

Prima di lasciare la città non perdetevi una rapida visita al pittoresco Klein Begijnhof, con le sue casette bianche e rosse vi farà definitivamente innamorare di Gent.


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