Il Barbiere di Siviglia in riva al Lago di Lugano!

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A tre anni dalla sua apertura il LAC di Lugano ha riportato in riva al lago Ceresio l’opera lirica.

Per un’occasione tanto speciale è stato scelto uno dei titoli più amati del repertorio operistico italiano ossia Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, andando così a inserirsi nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dalla morte del compositore pesarese. Il Barbiere di Siviglia andato in scena a Lugano è il frutto di una virtuosa collaborazione che ha visto impegnati la Radiotelevisione svizzera, LuganoInScena e LuganoMusica. La parte musicale è stata affidata al M° Diego Fasolis che insieme al suo ensemble dei Barocchisti è stato coinvolto nel progetto sin dall’inizio. Non è mancato per quest’occasione il sostegno della Fondazione Rossini di Pesaro che ha messo a disposizione del M° Fasolis gli spartiti originali del Barbiere perché si potesse mettere al meglio in scena una versione storicamente informata dell’opera. E’ la direzione in cui sii è mossa la concertazione del maestro ticinese, a cominciare dalla scelta di utilizzare strumenti di inizio Ottocento, nonché  un diapason a 430 Hz, anziché quello comunemente usato a 440 Hz. Questa scelta deriva dall’intenzione di portare in palcoscenico una versione dell’opera rossiniana che fosse il più vicino possibile a quanto si faceva all’epoca della sua composizione, con un lavoro che ha cercato di superare le tradizionali pratiche esecutive per ripartire dallo spartito e donarci così una produzione musicale che forse potrebbe sembrare “strana”, ma che nella realtà è quanto di più vicino al vero oggi possiamo ascoltare. La sfida non era certamente facile, anche perché il pubblico è abituato e si aspetta di sentire il Barbiere tradizionale, così come anche i cantanti coinvolti sono normalmente abituati a cantarlo. Possiamo però dire con certezza che la sfida è stata vinta. Questa versione del Barbiere ha aiutato a rinfrescare un capolavoro spesso bistrattato e a donarci nuovi spunti di lettura. Promossa quindi la direzione del M° Fasolis con i suoi Barocchisti e anche il cast coinvolto, a partire da Giorgio Caoduro nei panni di Figaro. La voce è ben estesa e dal caldo colore baritonale, le agilità sono sicure ed è bello vedere un Figaro giovane e coetaneo degli altri protagonisti, così come la storia vorrebbe. Altrettanto ottima la prova di Edgardo Rocha nei panni del Conte d’Almaviva. Tagliate le fioriture e gli acuti finali di tradizione, l’Almaviva del tenore uruguayano risulta lirico-leggero, riuscendo così a dare un taglio più introspettivo al personaggio e a farcene apprezzare anche grazie alla sua precisione vocale la serietà di intenzione. Lucia Cirillo era una Rosina precisa e dalla bella voce brunita, più a suo agio nella zona acuta della tessitura. Il mezzosoprano cremasco ha offerto un’ottima interpretazione di Rosina, tutta innocenza con un pizzico di civetteria. Divertente e preciso dal punto di vista musicale il Don Bartolo di Riccardo Novaro e giustamente tonante il Don Basilio di Ugo Guagliardo. Alessandra Palomba era Berta, forse un pochino in difficoltà in alcuni passaggi della partitura, ma assolutamente esilarante. Completavano il cast Yiannis Vassilakis (Fiorello), Matteo Bellotto (un ufficiale) e Alfonso De Vreese (Ambrogio).

La regia è stata affidata a Carmelo Rifici (direttore artistico di LuganoInScena, nonché oggi uno dei registi più interessanti della scena italiana) che grazie anche alle bellissime scene di Guido Buganza è riuscito a proporre uno spettacolo veramente interessante, che ha saputo coniugare il rispetto del libretto con una regia innovativa e divertente, senza però cadere in effetti macchiettistici. La vicenda è inserita all’interno di un ambiente con pareti coperte da affascinanti azulejos, le tipiche mattonelline dipinte bianche e blu che spesso si trovano in Spagna. Questo elemento è più che sufficiente per collocare idealmente la vicenda a Siviglia. I diversi spazi in cui l’opera si svolge sono poi ricreati in modo molto efficace grazie solamente a elementi scenici mobili (che a volte hanno la forma di grandi strumenti musicali). Spesso di questi elementi se ne percepisce (grazie a luci al neon) solo il contorno, ma è sufficiente per darci l’idea del luogo dove la storia si dipana. I neon vengono usati inoltre anche come grandi scritte per sottolineare alcuni momenti importanti della vicenda. Non mancano alcuni vecchi trucchi registici per scatenare la risata del pubblico, ma per lo più il Barbiere di Rifici è misurato ed equilibrato, con un lavoro scrupoloso sulla recitazione dei cantanti che si dimostrano tutti ottimi attori. In scena insieme ai cantanti ci sono anche nove attori che aiutano lo svolgersi dell’azione drammaturgica e la accompagnano. Belli i costumi di Margherita Baldoni, mentre le luci di Alessandro Verazzi si sono dimostrate molto efficaci per ricreare il mondo sospeso in cui questo Barbiere di Rifici è ambientato.

Grandissimo successo di pubblico per questo Barbiere che domenica 9 settembre ha salutato il LAC di Lugano con addirittura il bis del finaletto Di sì felice innesto. Come dicevamo, la sfida di riportare l’opera a Lugano è stata vinta, realizzando un’operazione che non ci può che far sperare che sia solo l’inizio.

Andrea Cantore


LAC | Lugano Arte e Cultura
9 settembre 2018

Il Barbiere di Siviglia
Almaviva o sia L’inutile precauzione

melodramma buffo in due atti
musica di Gioachino Rossini
libretto di Cesare Sterbini

Edgardo Rocha | Il Conte d’Almaviva
Riccardo Novaro | Bartolo
Lucia Cirillo | Rosina
Giorgio Caoduro | Figaro
Ugo Guagliardo | Basilio
Alessandra Palomba | Berta
Yiannis Vassilakis | Fiorello
Matteo Bellotto | Un ufficiale
Alfonso De Vreese | Ambrogio

I Barocchisti
Coro della Radiotelevisione svizzera

direttore | Diego Fasolis
regia | Carmelo Rifici
preparatore del coro e maestro al clavicembalo | Andrea Marchiol
scene | Guido Buganza
costumi | Margherita Baldoni
luci | Alessandro Verazzi

Una coproduzione:
RSI Radiotelevisione svizzera
Lac | Lugano Arte e Cultura
LuganoInScena
LuganoMusica

 

luganolac.ch

 

ph. M. Pasquali

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