“Croce e delizia” ossia il paese delle Traviate

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Secondo le statistiche del sito Operabase, La Traviata di Giuseppe Verdi è ormai da qualche anno saldamente in testa alla speciale classifica delle opere liriche più rappresentate al mondo (seguita da vicino dal mozartiano Flauto Magico). Nei prossimi 12 mesi (tra novembre 2018 e novembre 2019) in Italia verranno messe in scena non meno 12 produzioni del capolavoro verdiano, per un totale di circa 136 repliche. Da Torino a Palermo, passando per Milano, Venezia, Firenze e Roma, ma senza scordarsi Novara, Verona, Piacenza, Bologna e Bari, praticamente tutti i più importanti teatri d’opera del Bel Paese metteranno in scena in questa stagione l’opera più amata (e come abbiamo visto anche la più eseguita) del Cigno di Busseto.

Purtroppo sempre più spesso la messa in scena de La Traviata si sta rivelando, vera e propria Croce e delizia dei teatri italiani. Se da un lato la presenza nel cartellone desta sempre interesse non solo da parte degli appassionati, ma anche da parte di coloro che frequentano i teatri operistici solo di tanto in tanto, dall’altro si fatica a rinnovare o a trovare chiavi di lettura differenti per rileggere una delle opere che più possiamo definire immortali. La vicenda infatti di Violetta e Alfredo, del loro amore contrastato dalla famiglia è una storia che non smetterà mai di parlare alla contemporaneità e che lo stesso Verdi avrebbe voluto fosse a lui contemporanea.

Ad aprire le danze in questa lunga carrellata di Traviate, è l’Opera di Firenze che ripropone in tre diversi momenti della stagione 2018/19 (novembre-dicembre, luglio e settembre) il recente allestimento di Francesco Micheli. Seguirà poco dopo il Regio di Torino che a dicembre riporterà in scena la celeberrima “Traviata degli specchi” di Henning Brockhaus (vista anche quest’estate a Macerata) con un cast che ad oggi è ancora in parte in via di definizione, ma che vedrà protagonista nel cast principale Maria Grazia Schiavo. Sempre a dicembre sarà il turno anche del Municipale di Piacenza che per questa stagione ha scelto La Traviata come opera-laboratorio di quest’anno. Da qualche anno infatti il teatro emiliano sceglie di dedicare la sua opera inaugurale al progetto dedicato ai giovani talenti selezionati e preparati da Leo Nucci che cura anche la regia di questo nuovo allestimento che sarà diretto da Piergiorgio Morandi. Sempre a dicembre La Traviata farà capolino al Teatro Petruzzelli di Bari nell’allestimento di Hugo de Ana, diretto dal giovane Carlo Goldstein e con protagonisti, tra i tanti, Francesca Sassu, Luciano Ganci e Francesco Landolfi.
Il 2019 lo aprirà il Teatro La Fenice di Venezia con l’ormai consueto allestimento di Robert Carsen che verrà riproposto per tre diverse riprese con tre diversi cast durante la stagione. A pochi giorni di distanza dal termine della prima ripresa veneziana, il testimone passerà al Teatro alla Scala. Due anni fa a Milano Anna Netrebko diceva addio al ruolo di Violetta nel famoso allestimento di Liliana Cavani; nel 2019 questo stesso allestimento tornerà di nuovo in scena con alcuni elementi di interesse nella parte musicale: la direzione del maestro Myung-Whun Chung, la presenza di Sonya Yoncheva e Marina Rebeka nel ruolo di Violetta, di Francesco Meli e del giovane Benjamin Bernheim come Alfredo e di due veterani come Leo Nucci e Placido Domingo nella parte di Germont. Continuano le riprese con l’allestimento di Sofia Coppola del Teatro dell’Opera di Roma, in programma anche questa a gennaio 2019 diretta da Pietro Rizzo. Con un salto temporale arriviamo ad aprile 2019 al Teatro Comunale di Bologna dove in scena andrà l’allestimento di Andrea Bernard pensato per il piccolo teatro di Busseto che vede la vicenda ambientata nella casa aste Valery’s. La parte musicale sarà diretta da Renato Palumbo, mentre le due protagoniste saranno Mariangela Sicilia e Luisa Tambaro. A maggio appuntamento invece al Teatro Coccia di Novara che proporrà per due recite l’allestimento di Renato Bonajuto del Goldoni di Livorno diretto da Matteo Beltrami, direttore artistico e musicale del teatro piemontese.
L’estate porterà l’opera verdiana anche in due importanti festival lirici estivi: quello dell’Arena di Verona e quello alle Terme di Caracalla. All’Arena arriverà un nuovo allestimento (sconosciuto ancora il regista che se ne occuperà) tuttavia si deve segnalare l’annunciata presenza sul palco di Placido Domingo nel ruolo di Germont nella recita del 1 agosto, recita che fa parte dei festeggiamenti per i 50 anni dal debutto areniano del tenore spagnolo. Del Festival Estivo delle Terme di Caracalla di Roma non sappiamo molto senonché tornerà in scena la produzione de La Traviata firmata da Lorenzo Mariani per il festival dell’estate 2018.
In chiusura di stagione 2018/19 troviamo la ripresa del tradizionale allestimento di Mario Pontiggia al Massimo di Palermo che vedrà alternarsi nel ruolo di Violetta Lisette Oropesa e Ruth Iniesta. Al San Carlo di Napoli invece tra settembre e ottobre 2019 andrà in scena la ripresa del recentissimo e malinconico allestimento di Lorenzo Amato che tra i numerosi interpreti vedrà anche Maria Mudryak e Celso Albelo diretti da Stefano Ranzani.

Su e giù per l’Italia siamo quindi pronti a fare una vera e propria scorpacciata di Addio del passato, ma forse ciò a cui è più difficile dire addio per davvero sembra proprio essere la tradizione. Se diamo un’occhiata d’insieme alle produzioni italiane de La Traviata vediamo che la maggior parte delle volte ci troviamo davanti ad allestimenti di stampo tradizionale che si rifanno a quel mondo ottocentesco in cui il pubblico si immagina di vedere ambientata la vicenda di Violetta e Alfredo; i teatri italiani sembrano ancora oggi faticare a proporre degli allestimenti più contemporanei, che possano avvicinarsi al nostro vissuto e che possano parlarci direttamente, così come Verdi intendeva fare direttamente con i suoi contemporanei. Quello che risulta innegabile è l’amore che il Bel Paese ha per quest’opera e il ruolo che ricopre ancora oggi nella scoperta dell’opera da parte del pubblico: La Traviata rimane un punto di partenza imprescindibile nella scoperta del mondo del melodramma. E quest’anno di sicuro le occasioni non mancheranno!  


 

 

 

ph. MIGUEL LORENZO

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