Monaco: Trionfo di Anna Pirozzi in un Nabucco tra luci ed ombre

Nabucco; BSONabucco; Verdi; Pirozzi; BSO; Bayerische Staatsoper; Monaco di Baviera

Un allestimento semplice, stilizzato ed elegante che si serve delle tecnologie del palcoscenico per animare una regia un po’ piatta e a tratti scontata. Questa in sintesi l’impressione che desta il Nabucco firmato da Yannis Kokkos, ripreso in questi giorni al Bayerische Staatsoper di Monaco con grande successo. 

Andrea Battistoni sul podio propone l’opera secondo i tagli tradizionali, fatto salvo il da capo della cabaletta di Abigaille. Opta per tempi sostenuti e cerca di mantenere un buon equilibrio tra orchestra e palcoscenico senza sovrastare i solisti. Ottima si attesta la prova del coro diretto da Sören Eckhoff, lungamente applaudito dopo il topico “Va’ pensiero”. Dalibor Jenis nel ruolo del titolo è splendido scenicamente anche se a dispetto delle lodevoli intenzioni, la resa vocale nel suo complesso è meno soddisfacente che in altre occasioni. Grandi applausi per lui al termine di “O prodi miei seguitemi”, ma la palma di trionfatrice della serata se la conquista Anna Pirozzi (Abigaille). Inizia con grande sicurezza con un “Prode guerrier” da manuale, dove la voce duttile ha modo di espandersi ed entusiasmare. Anche il successivo terzetto “Io t’amava” la vede indenne; varia poi con gusto il da capo di “Salgo già del trono aurato” dando sfoggio di un bel temperamento nel duetto col protagonista “Donna, che sei?”. Buona è la prova del basso Simon Lim nel ruolo di Zaccaria il cui “Vieni o levita” passa ingiustamente sotto silenzio da parte del pubblico. Discrete poi Agnieszka Rehlis (Fenena) e Selene Zanetti (Anna); bravo Piero Pretti (Ismaele) e corretti Long Long (Abdallo) e Bálint Szabó (Il gran sacerdote).

Venendo all’aspetto visivo della produzione, le rovine del tempio occupano il fondo della scena; nella parte mediana ci sono due piani praticabili ove si collocano fino a sei cubi in prospettiva che, con la loro illuminazione, spezzano le tinte fosche che caratterizzano tutto lo spettacolo in modo un po’ piatto. I costumi senza una precisa collocazione temporale non sono particolarmente interessanti, mentre funzionale si rivela la scalinata su binario che occupa la parte antistante della scena, percorrendola in larghezza così da consentire anche al coro di disporsi in modo compiuto. I movimenti e la gestualità degli interpreti sono lasciati al libero arbitrio dei singoli solisti, i quali riescono – chi più chi meno – laddove il regista e chi ne fa le veci non riescono ad imprimere una vera e propria indicazione.

Le ultime due recite sono in programma il 15 e il 19 febbraio prossimi, alle ore 19.


Bayerische Staatsoper
Monaco di Baviera | 9 febbraio 2019

Nabucco
dramma lirico in quattro parti

musica di Giuseppe Verdi
libretto di Temistocle Solera

Nabucco | Dalibor Jenis
Ismaele | Piero Pretti
Zaccaria | Simon Lim
Abigaille | Anna Pirozzi
Fenena | Agnieszka Rehlis
Il Gran Sacerdote | Bálint Szabó
Abdallo | Long Long
Anna | Selene Zanetti

Bayerisches Staatsorchester e
Coro della Bayerischen Staatsoper

direttore | Andrea Battistoni
regia/scene/costumi | Yannis Kokkos
luci | Michael Bauer
maestro del coro | Sören Eckhoff
Dramaturgie | Anne Blancard-Kokkos

 

staatsoper.de

#BSONabucco

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