L’Andrea Chénier di Giordano al Teatro Municipale di Piacenza

Andrea Chénier; Teatro Municipale di Piacenza; Nicola Berloffa; Saioa Hernández; Martin Muehle; Claudio Sgura; Umberto Giordano

Dopo il grande successo de La Forza del destino di Verdi, prosegue la stagione lirica del Teatro Municipale di Piacenza con Andrea Chénier di Umberto Giordano, nel nuovo allestimento firmato per i Teatri dell’Emilia Romagna da Nicola Berloffa, realizzato nell’ambito dell’omaggio a Luigi Illica, celeberrimo librettista nativo di Castell’Arquato nel piacentino di cui quest’anno ricorrono i cento anni dalla morte.

Il regista di Cuneo ha deciso di proporre uno spettacolo tradizionale mantenendo la collocazione storica e geografica, ambientando tutta la vicenda in interni che vorrebbero richiamare le sale di una Versailles svuotata e depredata, ispirata alle fotografie di Robert Polidori (che per più di trent’anni ha fotografato le sale della reggia durante i restauri e i riallestimenti) che trasmettono l’idea di una società in divenire, da un lato in decadenza (il riferimento è al primo quadro), dall’altro in costruzione ed evoluzione. Regia e scene (firmate da Justin Arienti) si adattano sicuramente meglio alla seconda parte dello spettacolo dov’è il dramma romantico a prendere il sopravvento sui grandi eventi storici della rivoluzione. Lo spettacolo risulta scorrevole e giocato intorno allo strumento di morte per eccellenza di quegli anni, la ghigliottina. Presente in scena dall’apparizione dei rivoltosi alla fine del primo quadro (i quali escono direttamente da un quadro di Maria Antonietta simbolicamente caduto a terra), la ghigliottina non lascerà mai il palcoscenico, come fosse un simbolo del destino crudele verso cui i personaggi della vicenda corrono. Splendidi i costumi di Edoardo Russo e le drammatiche luci di Valerio Tiberi.

La parte musicale era affidata al M° Aldo Sisillo, alla guida dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna che tiene saldamente le redini della partitura di Giordano, ottenendo una buona intesa tra buca e palcoscenico. Il Maestro predilige tempi più distesi nei momenti più lirici ed elegiaci, mentre si fa più concitato nei momenti di maggior drammaticità. Protagonista nel ruolo del titolo il tenore brasiliano Martin Muehle che, a fronte di una dizione perfettibile, risolve bene il ruolo di Andrea Chénier: la voce è calda, ha un bello squillo ed è ben proiettata e sicura nel registro acuto. Saioa Hernández tornava al Municipale di Piacenza dopo due grandi successi in La Wally e La Gioconda, ma soprattutto dopo l’apertura della stagione scaligera nell’Attila verdiano. Anche in questa occasione, il soprano spagnolo ha offerto al pubblico un’ottima prova vocale, grazie alla voce duttile, omogenea in tutti i registri e ben timbrata anche nelle parti più gravi. Ottimo allo stesso modo il fraseggio e il portamento. Molto applaudita la sua emozionante Mamma morta e ottimo allo stesso modo lo straziante duetto finale tra Maddalena e Chénier. Completava il terzetto dei protagonisti Claudio Sgura che ha proposto al pubblico un ottimo Gérard, grazie ad una tecnica solida e ad una vellutata voce baritonale, ricevendo numerosi applausi dopo il suo Nemico della patria. Oltre ai tre protagonisti, Andrea Chénier prevede un nutrito numero di altri personaggi che con parti grandi e piccole contribuiscono a ricreare l’affresco storico dell’opera. Nozomi Kato è stata un’ottima Bersi, incisiva dal punto di vista musicale ed interpretativo. Buona anche la Contessa di Cogny di Shay Bloch, così come ottima la Madelon di Antonella Colaianni impegnata in uno dei momenti più struggenti dell’opera. Ottimi anche i comprimari maschili a cominciare dall’Incredibile di Alfonso Zambuto, per continuare con il Roucher di Stefano Marchisio, il Pietro Fléville/Fouquier Tinville di Alex Martini e il sanculotto Mathieu di Fellipe Oliveira. Completano il cast l’abate di Roberto Carli, lo Schmidt di Stefano Cescatti e il maestro di casa/Dumas di Luca Marcheselli. Preciso e puntuale l’importante contributo dell’Associazione Coro Lirico Terre Verdiane – Fondazione Teatro Comunale di Modena diretto da Stefano Colò.

Al termine grandi applausi per tutti gli interpreti. Il prossimo appuntamento con la stagione lirica del Teatro Municipale di Piacenza è a metà marzo con Tosca di Giacomo Puccini.


Teatro Municipale
Piacenza – 24 febbraio 2019

Andrea Chénier
dramma di ambiente storico in quattro quadri
libretto di Luigi Illica
musica di Umberto Giordano

Martin Muehle | Andrea Chénier
Claudio Sgura | Carlo Gérard
Saioa Hernández | Maddalena di Coigny
Nozomi Kato | La mulatta Bersi
Shay Bloch | La contessa di Coigny
Antonella Colaianni | Madelon
Stefano Marchisio | Roucher
Alex Martini | Pietro Fléville/Fouquier Tinville
Fellipe Oliveira | Il sanculotto Mathieu
Alfonso Zambuto | Un “Incredibile”
Roberto Carli | L’abate
Stefano Cescatti | Schmidt
Luca Marcheselli | Il Maestro di Casa/Dumas

Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna “Arturo Toscanini”
Associazione Coro Lirico Terre Verdiane – Fondazione Teatro Comunale di Modena

 

direttore | Aldo Sisillo
regia | Nicola Berloffa
maestro del coro | Stefano Colò
scene | Justin Arienti
costumi | Edoardo Russo
luci | Valerio Tiberi
assistente alla regia | Veronica Bolognani

coproduzione
Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena; Teatro Municipale di Piacenza; Teatro Valli di Reggio Emilia; Teatro Alighieri di Ravenna; Teatro Regio di Parma; in collaborazione con Opéra de Toulon

 

 

teatripiacenza.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *