De Chirico e Savinio in mostra alla Magnani Rocca

Magnani Rocca, Alberto Savinio, Giorgio de Chirico, Savinio & de Chirico; Parma; metafisica, Una mitologia moderna

Alla Fondazione Magnani Rocca nei pressi di Parma dal 16 marzo (e fino al 30 giugno prossimo) è in corso una grande mostra dedicata a due giganti dell’arte (e della cultura) italiana del Novecento, i due fratelli Giorgio de Chirico e Alberto Savinio. De Chirico e Savinio. Un mitologia moderna, mette a confronto in otto sezioni tematiche e attraverso più di 150 opere (tra dipinti, incisioni, disegni, libri, bozzetti e abiti di scena) la produzione dei due dioscuri del Novecento, a partire dagli anni successivi alla nascita della metafisica, fino alla prestigiosa collaborazione con il Teatro alla Scala nei primi anni del dopoguerra. La mostra si propone di ricostruire le fonti comuni dei due fratelli (che nei primi anni delle rispettive carriere lavorarono a stretto contatto, tanto che le visioni di Giorgio trovano spesso e volentieri un corrispettivo letterario nella poetica di Alberto) e di restituire il giusto ruolo a Savinio accanto al fratello nell’ideazione dell’estetica metafisica.

La mostra si apre con una sezione dedicata al Mito; il visitatore è accolto in mostra dallo splendido Pericle del 1925 di de Chirico, tuttavia l’elemento centrale della sezione è uno straordinario confronto tra il Prometheus (1882) di Arnold Bӧcklin (maestro dichiarato di entrambi i fratelli) e l’interpretazione più romantica del mito di Prometeo che ne fa de Chirico nel 1909 e quella invece più ironica del 1929 di Savinio. La mostra prosegue con una sezione dedicata ad una delle più celebri creazioni della metafisica: ossia i manichini, descritti per la prima volta da Savinio nel testo del 1913 Les Chants de la mi-mort, domina la sezione una splendida versione dei manichini di de Chirico del 1929 dal titolo Le consolateur, accostate a Le muse in villeggiatura del 1927 e ad uno magnifico Gentiluomo in villeggiatura del 1933-1934. Accanto ai manichini di Giorgio sono esposte le enigmatiche figure zoomorfe di Savinio come l’Apollo (1931) o la Niobe (1932). Terza sezione della mostra è dedicata alla città, luogo per antonomasia della mitologia moderna, sono qui esposte due delle celeberrime Piazze di de Chirico esposte accanto ad alcuni splendidi lavori di Savinio che utilizzano le città come sfondi alle sue colorate composizioni, uno tra tutti: L’île des charmes del 1928. La mostra si chiude con la sezione forse più interessante: quella dedicata al rapporto di de Chirico e Savinio con il Teatro. Qui troviamo esposti un’ottantina tra bozzetti, disegni e costumi realizzati dai fratelli de Chirico per il Teatro alla Scala; in particolare sono in mostra bozzetti per le scene e i costumi realizzati da de Chirico per Mefistofele di Boito del 1952; per la Josephslegende di Strauss del 1951 e per Apollo Musagete di Stravinskij del 1956; e quelli realizzati da Savinio per Ædipus Rex di Stravinskij del 1948; Les Contes d’Hoffmann di Offenbach del 1949 e L’Oiseau de feu di Stravinskij del 1949. Un’occasione davvero unica (visto la rarità delle esposizioni dei bozzetti scaligeri) per poter ammirare il genio dei due fratelli alle prese con il teatro. Accompagna la mostra un bel catalogo, edito da Silvana Editoriale, con numerosi saggi che approfondiscono la figura dei fratelli de Chirico.

Una mostra da non perdere, per poter ammirare e confrontare le opere dei fratelli de Chirico e Savinio, all’interno della magnifica cornice della Villa dei Capolavori della Fondazione Magnani Rocca.


Fondazione Magnani-Rocca
Mamiano di Traversetolo – Parma
16 marzo – 30 giugno 2019

De Chirico e Savinio
Una mitologia moderna

a cura di
Alice Ensabella e Stefano Roffi

catalogo
Silvana Editoriale

magnanirocca.it

 

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