Il Requiem di Verdi secondo Currentzis

Requiem, Verdi; Currentzis; Teodor Currentzis; Giuseppe Verdi; Basilica di San Marco; Musicaeterna; Silvia Lelli; società del quartetto

In una delle settimane più caotiche e frenetiche dell’anno per Milano (quella del Salone del Mobile) l’evento più interessante e di maggior richiamo è stata una vera e propria esperienza mistica intrisa di grande spiritualità all’insegna della grande musica di Verdi. La Società del Quartetto è infatti riuscita ad organizzare un vero e proprio evento dallo spessore internazionale che ha richiamato le televisioni specializzate di tutta Europa per un’esclusiva diretta dalla Basilica di San Marco, dove Teodor Currentzis, alla guida della sua orchestra musicAeterna con il Coro dell’Opera di Perm, ha diretto un intenso Requiem di Verdi, proprio nel luogo in cui il maestro di Busseto lo diresse per la prima volta nel maggio del 1874.

L’esecuzione comincia con la lettura, di alcuni versi del capitolo 24 del vangelo di Matteo, da parte di don Federico Gallo dal pulpito di San Marco. L’incipit del Requiem è un teso pianissimo, appena percettibile lungo la navata della chiesa, raggiunto dal sussurro del coro, quasi un suono etereo proveniente dal fondo della chiesa. Si prosegue con un violento e scioccante Dies irae, così in contrasto con quanto sentito un attimo prima. Sorprende sempre vedere come l’orchestra segua con un’incredibile compattezza la visione musicale di Currentzis e di come il maestro greco trasmetta questa idea con una straordinaria potenza. Ogni suono è millimetricamente calibrato, studiato e poi eseguito con un risultato che non può che affascinare l’ascoltatore. Con scelte dinamiche ed espressive estremamente personali e differenti da quanto sentito in precedenza, Currentzis ha così portato il pubblico alla scoperta di un Requiem finora forse inascoltato,distaccato da quanto ci ha abituato la tradizione, ma non per questo meno interessante, soprattutto perché spinge in qualche modo a ripensare ad una delle composizioni più ascoltate dal pubblico milanese.

Ottimamente preparato è stato anche il coro dell’Opera di Perm, anch’esso estremamente compatto e preciso nell’esecuzione, dal Requiem e Kyrie iniziale fino ai tempestosi Dies Irae e Rex tremendae e alla fuga del Sanctus. Di buon livello i solisti coinvolti nell’esecuzione. Da segnalare soprattutto la prova del soprano russo Zarina Abaeva, emozionante nel finale Libera me Domine cantato in mezzo ai coristi per continuare con quella del mezzosoprano svizzero Eve-Maud Hubeaux. Buona la prova anche del comparto maschile composto dal basso Tareq Nazmi e dal tenore Dmytro Popov.

Al termine (così come era successo anche all’inizio) dell’esecuzione niente applausi, su richiesta dello stesso Currentzis in segno di rispetto per la sacralità della composizione e del luogo, e con un vero coup de théâtre, Currentzis, seguito da tutta l’orchestra (tutti vestiti con palandrane nere) ha attraversato la navata centrale della basilica nel più totale silenzio, tra un pubblico colto di sorpresa, mentre nelle navate laterali i coristi si allontanavano in processione reggendo delle candele accese. Così in questo modo è terminato un concerto che a tutti è sembrato più un rituale, ma che ha regalato momenti di musica da non dimenticare.


Basilica di San Marco
Milano 12 aprile 2019

Società del Quartetto di Milano

Messa da Requiem
per soli, coro e orchestra

musica di Giuseppe Verdi

musicAeterna
orchestra e coro dell’Opera di Perm

direttore | Teodor Currentzis

soprano | Zarina Abaeva
mezzosoprano | Eve-Maud Hubeaux
tenore | Dmytro Popov
basso | Tareq Nazmi

 

quartettomilano.it

 

ph. Silvia Lelli

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