Buon Natale dalla Scala!

Per farci gli auguri quest’anno abbiamo pensato di partecipare al Concerto di Natale del Teatro alla Scala che vedeva protagonisti orchestra e coro scaligeri diretti dal direttore austriaco Franz Welser-Möst in un programma tutto dedicato a Beethoven, a distanza di pochi giorni dall 245esimo anniversario della sua nascita. Il concerto di Natale di quest’anno si legava indissolubilmente a quello della scorsa stagione che aveva visto Philippe Jordan dirigere la Missa Solemnis, sempre di Beethoven.

In questo caso però a nostro parere il concerto poteva vantare un programma speciale, perché oltre alla famosissima ouverture Leonore III e alla Messa in do maggiore op. 86 era prevista la Fantasie in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra, uno dei pezzi più sperimentali di Beethoven, ma anche uno dei meno eseguiti. 

Sulla grandezza della Leonore III si sono spese già molte parole. Si tratta della più famosa delle ouverture composte da Beethoven per l’unica sua opera lirica, il Fidelio. Nel caso della Leonore III ci troviamo di fronte alla seconda ouverture pensata dal genio di Bonn, un pezzo di musica strumentale unico ed energico che racconta il percorso drammaturgico di Florestan. Si tratta di un pezzo musicale che si discosta dalle tradizionali ouverture operistiche ed ecco perché la fortuna della Leonore III è per lo più legata alla sua esecuzione come pezzo concertistico piuttosto che come pezzo di apertura delle rappresentazioni di Fidelio. Tradizione vuole che la Leonore III venga a volte eseguita all’interno del secondo atto dell’opera, tra la scena della prigione e la scena finale che si svolge al di fuori della prigione. Questa è stata la scelta effettuata per esempio da Welser-Möst la scorsa estate al Festival di Salisburgo, dove ha diretto una contestata versione del Fidelio. In questa occasione porta a casa un’esecuzione attenta e calibrata.

Come già accennato, il pezzo forte del concerto è stata secondo noi la Fantasie in do min. op. 80. Poco eseguita, ma di grande bellezza, questa fantasia beethoveniana è un pezzo musicale molto innovativo e sperimentale. Senza seguire una struttura ben riconoscibile, la Fantasie comincia come un classico concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven per poi arricchirsi progressivamente nell’orchestrazione, concludendosi con una grande pagina corale su testo (presumibilmente) di Christoph Kuffner, il cui tema è un’ode alla musica. Inutile dire che la sonorità del finale di questa Fantasie già include elementi che poi verranno sviluppati nella Nona sinfonia. La possibilità di sentire questa composizione dal vivo è rara. Si tratta di un pezzo musicale abbastanza contenuto nella durata (circa 20 minuti), ma prevede un organico importante oltre all’orchestra: un pianista solista, coro e ben 6 voci soliste. Ci riteniamo quindi fortunati di aver potuto ascoltare dal vivo questa composizione che a nostro parere è stata suonata in modo curato e coinvolgente dall’orchestra del Teatro alla Scala diretta da Welser-Möst con il contributo del pianista solista Andrea Lucchesini e dei solisti Luba Orgonášová, Gerhild Romberger, Christian Elsner, Wilhelm Schwinghammer, Kristín Sveinsdóttir e Martin Piskorski.

La composizione più debole del programma è stata la Messa in do maggiore op. 86. “Sorella minore” della ben più famosa Missa Solemnis, questa messa è stata pensata da Beethoven come regalo da parte del principe Nikolaus II Esterhazy per la moglie, la principessa Maria von Liechtenstein. Si trattava di un’occasione ricorrente, in quanto tutti gli anni il principe era solito omaggiare la moglie con una messa scritta appositamente. Grande estimatore di Haydn, il principe Esterhazy commissiona a Beethoven la messa-dono per la moglie. Beethoven si trova quindi a dover competere con il compositore austriaco e crea una messa piuttosto tradizionale, nelle forme e nei canoni della classica messa di modello haydeniano, che però non sarà apprezzata dal principe. La messa alterna momenti di stampo prettamente tradizionali ad altri dove Beethoven lascia sgorgare il proprio genio, senza però lasciare senza fiato.

Nel complesso si è trattato di un concerto ben riuscito: una bella occasione per augurarsi Buon Natale tra le luci sfavillanti del Teatro alla Scala.

Un augurio a tutti di Buon Natale e un arrivederci a Franz Welser-Möst che tornerà nel 2016 in Scala nella nuova produzione de Le Nozze di Figaro mozartiane.


 

Concerto di Natale

Martedì 22 dicembre 2015 – ore 20.00
CORO E ORCHESTRA DEL TEATRO ALLA SCALA

Direttore  Franz Welser- Möst
Musiche di Ludwig van Beethoven

Leonore III Ouverture op. 72b

Fantasie in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra

Andrea Lucchesini, pianista

Messa in do magg. op. 86 per soli, coro e orchestra

Luba Orgonášová, soprano
Gerhild Romberger, mezzosoprano
Christian Elsner, tenore
Wilhelm Schwinghammer, basso
Kristín Sveinsdóttir, mezzosoprano*
Martin Piskorski, tenore*

*Solisti dell’Accademia Teatro alla Scala
nella Fantasie in do min. op. 80

Maestro del Coro Bruno Casoni

ph Brescia Amisano

 

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