Io sono il Sarto

Dopo la grande riapertura del 23 aprile scorso, l’Accademia Carrara di Bergamo (chiusa per lavori di ristrutturazione dal giugno 2008) si presenta come anima di un grande evento culturale che coinvolge diverse istituzioni del capoluogo orobico, ospitando nelle sue sale il più illustre ospite di questo grande evento.

Io sono il sarto. Moroni a Bergamo, è un grande mostra diffusa sul territorio cittadino, che coinvolge ben tre istituzioni museali della città di Bergamo: la già citata Accademia Carrara, che ospita nelle proprie sale il Sarto di Moroni; il Museo Diocesano Adriano Bernaggi, che ospita la sezione Moroni e il Sacro e il Museo di Palazzo Moroni che ospita l’ultima sezione della mostra, Moroni a Palazzo.

– L’Opera
Fulcro di questa importante iniziativa è, come già detto: Il Sarto di Giovan Battista Moroni, conservato oggi alla National Gallery di Londra e che eccezionalmente torna, dopo più di 150 anni, in prestito all’Accademia Carrara di Bergamo, dove è esposto dal 4 dicembre scorso e vi resterà fino al 28 febbraio 2016.
Il celeberrimo ritratto eseguito presumibilmente verso il 1570 è uno dei capolavori della maturità del Moroni; immortala un fiero giovane che riccamente abbigliato fissa con il proprio sguardo lo spettatore; nel mentre tiene strette nella mano destra un paio di forbici e in quella sinistra un panno.
Il Sarto fu acquistato dalla National Gallery di Londra nell’ottobre del 1862 per volontà di Charles Eastlake che inseguiva l’opera già dal 1855 quando lo vide, presumibilmente per la prima volta, nella casa bergamasca dei Frizzoni. Il Sarto fu il primo dipinto di Moroni ad entrare nelle collezioni del museo londinese.
Federico Frizzoni aveva acquistato a sua volta il dipinto nel 1846 dall’artista veneziano Natale Schiavoni, il quale probabilmente lo acquistò direttamente dalla famiglia Grimani a Venezia che ne era proprietaria già dal Seicento; i Grimani, a loro volta, con molta probabilità acquistarono il Sarto direttamente a Bergamo, visto che Giovanni Grimani fu per conto della Serenissima, capitano della Città di Bergamo dal 1640 al 1641. Questo dato, confermato dalle ricerche effettuate in occasione della mostra, porterebbe a pensare corretta l’ipotesi per cui l’identità del Sarto ritratto da Moroni sia da ricercare tra i suoi benestanti concittadini bergamasci (o addirittura albinesi).

– Tre sedi per Moroni
La Carrara in occasione di questa esposizione straordinaria ha riallestito al interno del normale percorso espositivo una sala monografica curata dall’architetto Mauro Piantelli che ha per l’occasione proposto un sobrio e raffinato allestimento, che ospita in maniera ottimale il Sarto del Moroni; formato da una fila centrale di pannelli di legno scuro profilati da sottili linee dorate e accompagnati nella fascia alta e in quella bassa da due file di pannelli metallici grigio scuri.
Il Sarto è qui messo in diretto dialogo con altri due capolavori della ritrattistica del Moroni: il Ritratto di Vecchio Seduto (1575-1579) e il Ritratto di gentiluomo ventinovenne del 1567; entrambi dell’Accademia Carrara; la sala si conclude sull’altro lato con gli altri ritratti del Moroni di proprietà della Carrara, tra i quali spiccano: i due grandi ritratti dei coniugi Bernardo Spini e Pace Rivola Spini (1573-1575) e il delizioso Ritratto di Bambina di casa Redetti (1570-1573). Nella sala successiva sono invece esposti tre abiti, ispirati ai ritratti del Moroni.

Il Museo Diocesano Adriano Bernaggi, sito a breve distanza dalla Carrara, ospita, nelle sue suggestive sale al pianterreno di Palazzo Bassi-Rathgeb, la seconda parte di questa mostra dal titolo Moroni e il Sacro: qui è esposto un nucleo di otto opere, prevalentemente dipinti sacri; sono qui esposti, tra gli altri, il Polittico di Ranica (1561-1563), il Polittico di Roncola (1560-1562), la stupefacente Ultima Cena di Romano di Lombardia (1565-1571) e l’incredibile Ritratto di Gian Girolamo Albani (1568 circa).

Terza e ultima parte della mostra dal titolo: Moroni a Palazzo è ospitata nelle sale del prestigioso Palazzo Moroni, qui viene proposto al visitatore un ulteriore affondo sulla ritrattistica del Moroni; qui sono infatti esposti il Ritratto di Gerolamo Grumelli, più comunemente conosciuto come il Cavaliere in Rosa (1560), il Ritratto di Isotta Brembati, seconda moglie di Gerolamo Grumelli, (1552-1553) e il Ritratto della Dama in Nero (1572-1573).

Un grande evento culturale per la città di Bergamo e per l’Accademia Carrara che vi consigliamo di non farvi sfuggire.
La sola visita al Sarto alla Carrara varrebbe il viaggio a Bergamo, tuttavia la possibilità di peregrinare tra le tre prestigiose sedi della mostra accresce enormemente il fascino di questa iniziativa.
Unica pecca che abbiamo riscontrato è la ridotta possibilità di accesso a Palazzo Moroni, aperto al pubblico solo nei fine settimana, e aperto in settimana esclusivamente ai gruppi prenotati, per un evento del genere si poteva pensare ad un’estensione dell’apertura del palazzo.
Detto questo, non possiamo che rinnovarvi l’invito a non lasciarvi sfuggire la possibilità di salutare il ritorno a Bergamo del Sarto di Moroni.


Io sono il sarto. Moroni a Bergamo
4 dicembre 2015 – 28 febbraio 2016
Bergamo, Accademia Carrara,
Museo Diocesano Adriano Bernareggi e Museo di Palazzo Moroni
a cura di M. Cristina Rodeschini
catalogo Silvana Editoriale

www.iosonoilsarto.it

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