Ritorno a ‘s-Hertogenbosch

Nell’agosto del 1516 a ‘s-Hertogenbosch (città olandese del nord Brabante) si spegneva Jeroen van Aken, meglio noto come Hieronymus Bosch.
Per celebrare il V centenario della morte del più famoso dei suoi figli il capoluogo brabantino ha approntato un ricchissimo calendario di eventi che si svolgeranno per tutto il 2016; il culmine di queste celebrazioni è la grande retrospettiva organizzata presso il Noordbrabants Museum che chiuderà il prossimo 8 maggio.

In mostra sono esposte circa un centinaio di opere (tra dipinti, disegni, oggetti liturgici e libri) suddivise nelle sei sezioni tematiche in cui i curatori hanno deciso di organizzare il percorso dell’esposizione.

La prima sezione, che è tra le più affascinanti della mostra porta il titolo: Il cammino della vita e prende in analisi il tema del Pellegrino/Vagabondo, tema ricorrente e presente in ben due trittici di Bosch (entrambi esposti in mostra): nel cosiddetto Trittico del vagabondo (1500-1510) e nello stupendo Trittico del Carro di fieno del Museo del Prado di Madrid (1510-1516), il Trittico del vagabondo viene ricostruito in mostra riunendo le quattro parti superstiti: la nave dei Folli (Louvre di Parigi), con il frammento de l’Allegoria dei piaceri (University Art Gallery di Yale), il Vagabondo (Museum Boijmans di Rotterdam) e la Morte dell avaro (National Gallery di Washington) e accostando una serie di fondi letterarie ed iconografiche che senz’altro possono aver influenzato l’artista come la prima traduzione in olandese (risalente al 1500) del poema tedesco di Sebastian Brant Das Narrenschiff (ovvero La Nave dei folli).

La seconda sezione dal titolo: Bosch a ‘s-Hertogenbosch, va a indagare per prima cosa  il contesto artistico e sociale nel quale Bosch si trovò ad operare; in secondo luogo analizza le opere che Bosch realizzò direttamente per la sua città. In questa seconda sezione sono esposti alcuni oggetti liturgici delle chiese di Den Bosch e alcuni libri, tra i quali spiccano i libri dei conti della Confraternita di Nostra Signora nel primo possiamo leggere al 1509-1510 una nota che ci rivela come il pittore Jheronimus van Aken firmasse le sue opere come Bosch, nel secondo libro al 9 agosto 1516 i confratelli menzionano il funerale di Jheronimus van Aken. Sicuramente più appagante per gli occhi è la seconda parte di questa sezione che propone la ricostruzione parziale del polittico per l’altare della Confraternita di Nostra Signora (1490-1495); di questo polittico facevano sicuramente parte il San Giovanni a Patmos (con le scene della passione sul retro) della Gemäldegalerie di Berlino e il San Giovanni Battista proveniente dal Museo Lázaro Galdiano di Madrid, le due tavolette sono qui affiancate dai due scomparti lignei di Adriaen van Wesel che molto probabilmente fungevano da ante nel polittico alle due tavole di Bosch. La sezione si conclude con il Trittico dell’Ecce Homo frutto della bottega di Bosch.

La terza sezione, La vita di Cristo, vuole analizzare come le opere di Bosch fossero intrise di quel fervore di rinnovamento religioso che proprio in quegli anni iniziava ad infiammare gli animi (e non solo) dell’Olanda. In questa sezione sono esposte (accanto a due copie cinquecentesche dei pannelli del Giardino delle Delizie) l’Adorazione dei Magi (1470-1480) del Metropolitan di New York, l’Andata al Calvario (1490-1510) del Kunsthistorisches Museum di Vienna e l’Ecce Homo (1475-1485) dello Städel Museum di Francoforte e due pannelli, assegnati alla bottega di Bosch, (1510-1520) facenti parte di un qualche trittico ormai disperso e raffiguranti il uno il mondo dopo il Diluvio Universale e l’altro il mondo dopo il Giudizio Finale, i due pannelli sul retro riportano quattro tondi raffiguranti difficoltà che possono essere superate solo con l’aiuto di Dio, è inoltre esposto il grande Trittico della Passione e dell’Incoronazione di Spine di Cristo (1530-1540) conservato al Museo de Bellas Artes de Valencia che per secoli è stato ritenuto opera di Bosch.

La quarta sezione della mostra, Bosch come disegnatore, è probabilmente quella più sorprendente, in quanto analizza uno degli aspetti meno noti di Bosch, ossia la sua produzione grafica. Ad oggi vengono attribuiti al corpus di disegni dell’artista solo 21 fogli, di cui presenti in mostra ben 19. All’interno di questa esigua ma importantissima produzione si rilevano almeno due filoni principali, un primo riguardante i disegni di animali, basta citare i due magnifici disegni di Berlino raffiguranti battaglie tra uccelli e animali o il Nido delle civette del Boijmans Museum di Rotterdam, i disegni sono affiancati da alcuni bestiari medievali che costituiscono la fonte più vicina per alcune delle invenzioni di Bosch. Un secondo filone invece riguarda i disegni di mostri e paesaggi infernali, tra questi spiccano la Nave infernale dell’Accademia di Vienna, ma soprattutto il Paesaggio infernale, proveniente da una collezione privata e riscoperto solo nel 2003 in seguito ad un asta, viene presentato qui in mostra al grande pubblico per la prima volta. Gli studi che hanno preceduto la mostra ci hanno restituito il virtuosismo quasi sconosciuto del Bosch disegnatore.

La quinta sezione dedicata alle raffigurazioni dei Santi presenta un nucleo significativo di opere pittoriche di Bosch, oltre alle Tentazioni di Sant’Antonio (1510-1520) proveniente dal Prado (probabilmente terminata della bottega), al San Cristoforo (1490-1500) del Boijmans Museum di Rotterdam, e al San Girolamo penitente (1485-1495) del Museo di Gand sono qui esposti i due trittici veneziani, restaurati e studiati per l’occasione (a partire dal 2011) dal BRCP (Progetto Ricerca e Conservazione Bosch), il primo è il Trittico di Santa Liberata (1495-1505) e il secondo è il Trittico degli Eremiti (1495-1505) entrambi dell’Accademia di Venezia.

La mostra si conclude (significativamente) con la sezione dedicata a La fine dei Tempi, sono qui esposti assieme al Giudizio Finale (1495-1505) del Groeningemuseum di Bruges  le quattro straordinarie tavole delle cosiddette Visioni dell’aldilà: il Paradiso terrestre, l’ascesa all’empireo, la caduta dei dannati e il fiume verso l’inferno (1505-1515) del Museo di Palazzo Grimani di Venezia.

L’organizzazione della mostra ha preso il via già nel 2007 con la creazione della fondazione Hieronymus Bosch 500 che ha finanziato il già citato BRCP che ha intrapreso il restauro di 12 delle opere di Bosch esposte in mostra e anche un’approfondita campagna di ricerca riguardante l’intera produzione del maestro di Den Bosch. I risultati di queste campagne di ricerche, oltre ad essere la base su cui è stata costruita la mostra, hanno portato alla pubblicazione di una monografia ragionata in due volumi sull’opera omnia di Bosch, inoltre i risultati delle analisi sulle opere veneziane sono state rese pubbliche, assieme alle immagini in alta definizione e alle riflettografie, sul sito internet del progetto (che vi consigliamo vivamente di visitare, cliccando qui).

Una mostra che passerà alla storia, non solo per l’enorme fascino di essere stata organizzata nella (e dalla) città che ha visto nascere, operare e anche morire Hieronymus Bosch, ma anche per l’enorme riscontro di pubblico già registrato (300.000 biglietti sono stati venduti solo nelle prime settimane di apertura, mandando in tilt la perfetta macchina organizzatrice della mostra); ma è soprattutto una mostra che sarà ricordata per l’esemplare progetto nato per l’occasione e che ha permesso il restauro e le approfondite ricerche sull’opera di Bosch.

La mostra avrà un’ideale prosecuzione (con notevoli rimaneggiamenti) a partire dal 31 maggio prossimo presso il Museo del Prado di Madrid.


Jheronimus Bosch
Visioni di un genio

‘s-Hertogenbosch – Het Noordbrabants Museum
13 febbraio – 8 maggio 2016

a cura di
Matthijs Ilsink,
Jos Koldeweij,
Charles de Mooij

allestimento
OPERA Amsterdam

catalogo
Mercatorfonds

hnbm.nl
boschproject.org
museodelprado.es

#Bosch500
#Boschexpo

Ph. Particolare della tavola centrale del Trittico del carro di fieno, Museo del Prado di Madrid

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