Rosso Rothko

All’Elfo Puccini di Milano torna in scena, dopo il grande successo dell stagioni 2012 e 2013, il testo di John Logan, ispirato alla vita dell’artista americano Mark Rothko.

Rosso ha debuttato alla Donmar Warehause di Londra nel dicembre del 2009; Rothko era interpretato da Alfred Molina mentre l’assistente Ken da Eddie Redmayne (quest’ultimo ha poi vinto un Laurence Olivier Award per la sua interpretazione); la stessa produzione ha successivamente debuttato (nell’aprile 2010) al John Golden Theatre di Broadway, ottenendo un grandioso successo e numerosi premi tra cui ben sei Tony Awards.

In Italia lo spettacolo ha debuttato l’8 maggio 2012, proprio con questa produzione dell’Elfo di Milano e nel settembre del 2013 è andato in scena nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale di Milano in occasione delle mostre e degli altri eventi legati all’Autunno Americano organizzato dal Comune di Milano.

La pièce, interamente ambientata nello studio dell’artista a New York tra il 1958 e il 1959, si apre nel momento dell’assunzione del giovane Ken da parte di Mark Rothko come suo assistente. Il grande artista americano sta iniziando a lavorare alla serie dei Seagram murals per il Four-Seasons di New York all’interno del Seagram Building progettato da Mies van der Rohe e Philip Johnson. Ken è un giovane pittore, dal passato misterioso, ma appena arrivato al cospetto di Rothko, questo mette ben in chiaro che non sarà il suo maestro, ma solamente il suo datore di lavoro. Rothko mette distanza tra se stesso e il giovane che invece vorrebbe avvicinarsi all’artista, nonostante la difficoltà di avere a che fare con un uomo dalla personalità complessa e sfaccettata quanto quella di Rothko.

Dopo il suo ritorno da un viaggio in Europa (durante il quale visiterà anche l’Italia) nell’agosto del 1959, dopo aver cenato al Four Seasons decide di rinunciare all’incarico e di restituire il denaro ricevuto. (Nel 1969 lo stesso artista donerà i 9 dipinti neri e marroni alla Tate di Londra, curando personalmente la sistemazione delle tele). Nella finzione drammatica dello spettacolo di Logan sono gli intensi dialoghi e il sempre più stretto rapporto che si instaura tra il pittore e l’assistente a far riconsiderare il progetto a Rothko. E’ Ken che insinua il dubbio che il prestigioso ristorante Four Seasons poco si adatti alle drammatiche tele del pittore e alla sua visione della vita.

Mark Rothko è interpretato da un intenso Ferdinando Bruni che bene riesce a calarsi nella parte difficile dell’artista arrogante ed eccentrico, mettendone in risalto le manie e i tormenti. Alejandro Bruni Ocaña è il giovane assistente Ken a cui tocca il compito di destabilizzare l’apparente tranquillità dell’attività artistica di Rothko. Entrambi riescono a mantenere altissima la tensione nei continui dialoghi, mai perdendo il ritmo, continuando ad incalzarsi e mantenendo alta l’attenzione dello spettatore, impegnato ad ascoltare le elecubrazioni artistiche e culturali dell’artista americano.

La regia di Francesco Frongia è intelligente e puntuale e a totale servizio della grande prova attoriale dei due interpreti. Le belle scene, curate dallo stesso Frongia (e che richiamano le scene di Christopher Oram della prima versione londinese) trasportano con enorme facilità lo spettatore all’interno del blindatissimo studio newyorkese di Rothko, proprio nel momento della creazione delle sue opere.

Uno spettacolo per chi ama l’arte, per chi vuole vedere da vicino il momento della creazione artistica e per chi vuole (ri)scoprire l’amore drammatico e tormentato di Rothko per le sue opere.



Rosso
di John Logan

Teatro Elfo Puccini – Milano
4-17 aprile 2016

regia, scene e costumi
Francesco Frongia

Mark Rothko
Ferdinando Bruni

Ken
Alejandro Bruni Ocaña

traduzione
Matteo Colombo

luci
Nando Frigerio

produzione
Teatro dell’Elfo

ph. Luca Piva

 

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