La Sonnambula veronese

Nella bufera che coinvolge in questi giorni la Fondazione Arena di Verona e le sue precarie sorti va in scena al Teatro Filarmonico l’opera semiseria di Vincenzo Bellini, La Sonnambula, ambientata in una bucolica Svizzera (o meglio Elvezia). L’opera fu composta in due mesi dal compositore catanese nel 1831 e debuttò con notevole successo al Teatro Carcano di Milano nello stesso anno. Si tratta di una delle opere più rappresentate di Bellini e una delle opere più amate dal pubblico che solitamente attende con trepidazione la scena finale del soprano, Ah non credea mirarti… ah non giunge uman pensiero, banco di prova per tutte le cantanti che si cimentano nella difficile parte della giovane e tenera Amina.

L’allestimento proposto al Filarmonico è quello della stagione 2006-07 pensato dal regista argentino Hugo de Ana e ripreso quest’anno da Filippo Tonon. Hugo de Ana ricrea un pittoresco e bucolico paesino svizzero, soprattutto grazie ad un grande e sinuoso prato verde che occupa per intero la scena. Sullo sfondo grazie a delle proiezioni vengono visualizzati diversi paesaggi di montagna o immagini utili allo svolgimento dell’azione scenica, come per esempio il cammino pericoloso di Amina sul cornicione prima del discioglimento della vicenda. Belli, ma forse a nostro parere eccessivamente sfarzosi i costumi pensati sempre da Hugo de Ana, perché inseriti all’interno di una vicenda che vuole essere strettamente popolare. I movimenti scenici sono semplici, ma sempre sensibili ed eleganti e soprattutto mai banali.

Dopo aver annunciato ad inizio anno la presenza di Nadine Sierra (reduce di un trionfale Rigoletto scaligero e di una strepitosa Lucia di Lammermoor a Palermo), nelle ultime settimane erano apparsi sulla locandina ufficiale i nomi di Gilda Fiume e di Irina Dubrovskaya nella parte di Amina, annunciando di fatto quindi la sostituzione del soprano americano. Alla prima ha debuttato nell’impervio ruolo di Amina il giovane soprano salernitano Gilda Fiume, sentita da noi di recente in Lucia di Lammermoor a Piacenza, che ci ha offerto una prova sfavillante. Subito in parte fin dall’aria di sortita, Gilda Fiume ha saputo venire a capo ai numerosi difficili momenti della parte di Amina, riuscendo a restituire la sua tenerezza dolcezza. Conclude l’opera con una toccante Ah non credea mirarti per proseguire con un’ottima cabaletta Ah non giunge, deliziosamente variata nella ripresa. Una vera e propria rivelazione, in uno dei ruoli più impervi del Belcanto italiano che ha visto il soprano salernitano ancora più a suo agio rispetto alla Lucia donizettiana.

A farle da partner c’era Jesús León che però non è riuscito a tenere il confronto con il soprano campano. Il tenore messicano sfoggiava un bel timbro, ma allo stesso tempo voce piccola che a tratti si faceva fatica a sentire. E’ inoltre apparso affaticato in alcuni momenti dell’opera. Applaudito il Conte Rodolfo di Sergej Artamonov. Molto applaudita la Lisa di Madina Karbeli che ha ben fatto da contraltare ad Amina, sia scenicamente che vocalmente. Il giovane direttore Francesco Ommassini ha ben diretto l’Orchestra e il Coro dell’Arena di Verona.

Un bel pomeriggio in musica che ha decretato il grande successo meritato di Gilda Fiume.
Speriamo che la difficoltosa vicenda areniana si risolva positivamente per la Fondaziona Arena di Verona e che si possano quindi mantenere le stagioni estive ed invernali, proponendo altri bei momenti di musica come quello da noi trascorso al Filarmonico.


La Sonnambula

musica di Vincenzo Bellini

IL CONTE RODOLFO: Sergej Artamonov
TERESA, MUGNAIA: Elena Serra
AMINA: Gilda Fiume
ELVINO: Jesús León
LISA: Madina Karbeli
ALESSIO: Seung Pil Choi
UN NOTARO: Alex Magri

Orchestra Coro e Tecnici 
dell’Arena di Verona

direttore dell’orchestra: Francesco Ommassini
maestro del coro: Vito Lombardi

Produzione della
Fondazione Arena di Verona

ph. Foto Brenzoni

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