La Scala di Ronconi

A poco più di un anno dalla scomparsa il Teatro alla Scala rende omaggio a Luca Ronconi dedicandogli un’importante mostra dal titolo Luca Ronconi Il laboratorio delle idee, suddivisa in due sedi: una prima parte dedica al lavoro del regista prima di andare in scena (Luca Ronconi dietro le quinte) ospitata nei laboratori teatrali della Scala nell’area dell’ex Ansaldo in via Bergognone; la seconda parte della mostra (Luca Ronconi, in scena), ospitata all’interno del Museo Teatrale della Scala, è invece dedicata ad approfondire il rapporto tra Ronconi e i grandi scenografi e costumisti con i quali ha collaborato durante i suoi anni scaligeri.

La mostra allestita all’interno dei laboratori dell’ex Ansaldo è collocata lungo due passerelle sospese sopra il padiglione Benois (dove vengono realizzate le scenografie), qui sono raccontate tutte le 24 regie che Ronconi realizzò per la Scala a partire da Die Walküre del 1974 passando per capolavori quali Il Viaggio a Reims (con le scene di Gae Aulenti) del 1985, Elektra del 1995 e le 6 inaugurazioni di stagione affidate alla sua regia: Don Carlo (1977), Ernani (1982), Aida (1985), Guglielmo Tell (1989), Moïse et Pharaon (2003), Europa Riconosciuta (2004), per terminare con il Trittico pucciniano del 2008 e con la ripresa di Věc Makropulos del 2009, ultima regia di Ronconi messa in scena alla Scala.

Le 24 regie vengono narrate attraverso bozzetti, disegni, fotografie, libretti e alcuni oggetti di scena e costumi (esposti sui tavoli e talvolta appesi nel mezzo dei grandi padiglioni), un percorso dedicato a far scoprire al visitatore il mondo poco conosciuto che sta dietro allo spettacolo vero e proprio. E così vediamo foto storiche di Ronconi alle prese con i più importanti cantanti, da Pavarotti a Domingo passando per Mirella Freni e José Carreras e vediamo nascere sotto i nostri occhi lo spettacolo con i bozzetti delle scene e dei costumi, gli appunti, nonché la lista dell’attrezzeria di ogni spettacolo. Attraverso l’esposizione cominciamo anche a capire (o almeno ci si prova) il suo modo di fare teatro: a volte filologico e attento all’epoca storica in cui la rappresentazione è ambientata, altre volte di rottura, inserendo livelli di significato che ci aiutano a rendere ancora più profondo lo spettacolo.

A metà del percorso è illustrato con una serie di pannelli e con un video, Infinities, il progetto di Ronconi messo in scena dal Piccolo Teatro nel 2002 negli spazi della Bovisa, un tempo laboratori della Scala.

Alla fine del percorso una piccola platea (circondata dalle maquettes di alcuni spettacoli di Ronconi) dovrebbe permettere la visione del documentario di Felice Cappa Ronconi all’Opera, prodotto da Rai Cultura.

Passiamo alle note dolenti, la visita agli spettacolari spazi dell’Ansaldo che ospitano la mostra sono giustamente consentiti solo accompagnati da guide, vista la particolarità degli spazi, tuttavia sarebbe interessante che la Scala e chi gestisce le visite guidate (in questo caso Civita) utilizzasse delle guide che abbiano le competenze necessarie per rivolgersi ad un pubblico di specialisti e grandi appassionati che rappresentano la maggioranza del pubblico di iniziative di questo genere, in modo da fruire al meglio la mostra o lo spazio dei laboratori. Un ulteriore neo di questa altrimenti interessantissima iniziativa è legato alla chiusura anticipata della sezione della mostra ospitata all’interno del Museo Teatrale della Scala senza nessun preavviso o comunicazione.


Luca Ronconi
Il laboratorio delle idee

Luca Ronconi dietro le quinte
Milano – Laboratori Ansaldo

Luca Ronconi in scena
Milano – Museo Teatrale alla Scala

a cura di
Margherita Palli

progettazione e coordinamento mostra
Valentina Dellavia

antologia critica
Jacopo Pellegrini

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