Nel segno di Isgrò

Nella tarda mattinata di martedì 28 giugno a Palazzo Reale è stato presentato uno dei principali eventi culturali destinato ad animare l’estate milanese, la grande mostra antologica dedicata dedicata ad Emilio Isgrò che ha aperto al pubblico la mattina del 29 giugno e che resterà aperta fino al prossimo 25 settembre.

L’evento, una vera e propria mostra diffusa in tutta la città, coinvolge diverse istituzioni culturali e luoghi milanesi, oltre al già citato Palazzo Reale, che ospita la parte più corposa della mostra, fanno parte del progetto espositivo le Gallerie d’Italia di Piazza Scala,che aprono eccezionalmente il proprio caveau e Casa Manzoni (Banca Intesa Sanpaolo è uno dei principali promotori dell’iniziativa, assieme al Comune di Milano e alla casa editrice Electa) l’omaggio della città a Isgrò si completa con la Grande cancellatura per Giovanni Testori di Piazza Gino Valle e con la collocazione definitiva al Parco Sempione del Seme dell’Altissimo (realizzato in occasione di Expo 2015).

La mostra di Palazzo Reale, che non è organizzata cronologicamente ma per nuclei tematici, si apre con le riflessioni di Isgrò riguardo all’identità e all’autorialità, sono infatti qui esposte le opere che lo vedono protagonista come: Dichiaro di non essere Emilio Isgrò del 1971 e anche Dichiaro di essere Emilio Isgrò (2008) e anche quelle in cui la sua identità viene celata come nella  serie de: Il Cristo cancellatore (1968); questa prima sezione si conclude con l’installazione “biografica” del 1971 L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, artisti, scrittori, parlamentari, attori parenti, familiari, amici, anonimi cittadini.

La mostra prosegue con un’ampia selezione delle sue più famose opere tra cancellature e poesie visive come: I promessi sposi non erano due (1967), le cancellazioni de l’Enciclopedia Treccani del 1970, e la serie di cancellature della Costituzione italiana del 2010 (Una indivisibile minorata; Il bambino presidente; È vietata la Fiat) Modello Italia (2013), Cancellazione del debito pubblico (2011), Jacqueline (1965), Volkswagen bianca in campo nero (1964), Le virgole (1966) e Gramsci scrive (1973).

Tre intere sale sono dedicate interamente a tre importanti installazioni di Isgrò: la prima è Chopin (1979) composta da 15 pianoforti immersi nella penombra da dove emergono gli spartiti in cui Chopin è narrato da Isgrò attraverso le frasi estrapolate dai suoi diari. La seconda installazione presentata è L’ora italiana (1986) un’amara riflessione sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, composta da 20 orologi che scandiscono il tempo all’interno di un ambiente la cui luce cresce piano piano fino a farci piombare nel buio più profondo. L’ultima di queste sale è interamente dedicata alla partecipazione di Isgrò alla XLV Biennale di Venezia del 1993 con il ciclo dedicato a Guglielmo Tell.

La mostra di Palazzo Reale si conclude con una sala dedicata ai “Censurati” con opere dedicate a Savonarola, Galileo Galilei, Curzio Malaparte, Giovanni Testori (a cui è dedicata anche la grande cancellatura di Piazza Gino Valle) e  Pico della Mirandola, a quest’ultimo è dedicata una delle installazioni più interessanti, al centro della sala su leggi di legno sono posti 21 volumi cancellati (e illustrati) delle Conclusiones di Pico.

Le Gallerie d’Italia, che ospitano per la prima volta all’interno del caveau un evento espositivo (fino ad ora questo affascinante spazio è sempre stato utilizzato solo come deposito e le visite sono sempre state riservate a piccoli gruppi) accolgono un’opera inedita di Isgrò: L’occhio di Alessandro Manzoni (2016) una grande cancellazione del celeberrimo ritratto che Hayez realizzò al Manzoni.

L’importanza che Isgrò tributa al Manzoni si concretizza nella terza parte della mostra ospitata proprio a Casa Manzoni (riaperta al pubblico dopo gli adeguati restauri nel 2015) dove sono esposte 35 copie cancellate della Quarantana dei Promessi Sposi illustrate da Francesco Gonin.

Un grande evento diffuso per tutta la città che ha coinvolto alcune delle maggior istituzioni culturali milanesi (come già successo tra il 2014 e il 2015 con la mostra Wunderkammer organizzata tra le Gallerie d’Italia e il Museo Poldi Pezzoli) un omaggio della città di Milano ad un grande artista del nostro tempo che ha scelto come sua città d’adozione Milano.


Emilio Isgrò
Palazzo Reale – Gallerie d’Italia – Casa Manzoni
Milano

29 giugno – 25 settembre 2016

a cura di
Marco Bazzini

mostra prodotta e promossa da
Comune di Milano – Palazzo Reale – Intesa Sanpaolo
Centro Nazionale Studi Manzoniani – Electa editore


palazzorealemilano.it

gallerieditalia.com

casadelmanzoni.it

#Isgrò2016

 

ph. I promessi sposi non erano due, 1967 – Collezione privata

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