Le stelle del Bol’šoi in tournée alla Scala: La bayadère e La bisbetica domata

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Mentre il balletto scaligero è in tournée in Cina col Don Chisciotte, il Corpo di ballo del Teatro Bol’šoi porta a Milano due titoli del proprio repertorio: un classico qual’è La bayadère, nella revisione coreografica di Jurij Grigorovič, e La bisbetica domata che Jean Christiophe Maillot ha creato – ispirandosi a Shakespeare – su musiche di Dmitrij Šostakovič.

La bayadère è una delle colonne del repertorio internazionale. Grigorovič ne ha presentato questa versione ricostruita nel 1991, per poi riprenderla successivamente nel 2011, in occasione della stagione inaugurale del Bolshoi rinnovato dopo i restauri. Vi sono incluse anche alcune aggiunte stratificatesi negli anni ad opera di Čaibukani, Zubovskij e Ponomarëv, così come altri numeri per i quali ha realizzato una nuova coreografia: quali la danza dei fachiri del primo atto, la scena nella quale le due rivali si confrontano nel secondo atto e le variazioni di Solor in occasione delle nozze. È bene precisare però che, per conferire maggior risalto all’Atto delle Ombre, il coreografo sopprime in quest’occasione il quarto atto (quello durante il quale il tempio crolla nel corso delle nozze tra Gamzatti e Solor per effetto di un terremoto). Il balletto si conclude dunque con Solor che resta per sempre imprigionato nel regno delle ombre. La recita del 9 settembre u.s. vede brillare due stelle quali Ol’ga Smirnova (Nikiya) per la quale non si possono che riportare impressioni positive e Semën Čudin (Solor), entrambi accolti da autentiche ovazioni. Bravissima infine Margarita Šrainer (Gamzatti) e menzione d’onore per Denis Zakharov (L’idolo d’oro). Discreti nel loro essere convenzionali le scene e i costumi di Nikolaj Šaranov, ripresi benissimo da Valerij Leventhal. Buona la prova offerta dall’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala, diretta per l’occasione da Pavel Sorokin.

Con La bisbetica domata Jean Christophe Maillot rilegge il classico shakespeariano snaturandone però l’originale carattere da manuale per misogini. L’obiettivo del francese è di focalizzarsi non sulle intemperanze di Caterina (la protagonista), quale oggetto di studio e di curiosità nei confronti dei propri spasimanti ma di evidenziarne la natura indomita ma razionale, orgogliosa e acuta. La ragazza per sua fortuna – fatta salva l’irruenza – dispone del rango, del danaro e persino dello stato di primogenita. Caratteristica non ultima poiché, consentendole di ritardare le proprie nozze, pone inevitabilmente la sorella minore Bianca nelle condizioni di non poter prendere marito. Le cose, però, si aggiustano poiché Caterina riconosce in Petruccio un proprio pari, poiché caratterialmente simili, e a lui si arrende. Egli è degno di starle a fianco e dunque meritevole del rispetto che, a dispetto di quanto credono gli astanti, non gli è dovuto in quanto uomo ma gli è concesso solo perché lei ha così ha così deciso. Il cast è eccellente e propone alla recita del 12 settembre u.s. Kristina Kretova (Caterina), nel ruolo del titolo, splendida e felina nei movimenti, Denis Savin (Petruccio), aitante vigoroso; la deliziosa Anastasija Staškevič (Bianca), eccellente in una parte che è solo in apparenza meno impegnativa di quella riservata alla collega e Atëm Ovčarenko (Lucenzio), del quale più del temperamento si apprezza la perizia tecnica.  Ottimi tutti gli altri ed eccellente la prova dell’Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano – una delle realtà musicali alle quali i milanesi sono giustamente più legati – diretta per l’occasione da Igor Dronov. Le scene di Ernest Pignon-Ernest sono caratterizzate da elementi modulari (colonne triangolari e due rampe di scale) che, occupando a rotazione tutta l’area scenica, conferiscono un ottimo dinamismo all’insieme. Splendidi sono infine i costumi di Augustin Maillot e le luci di Dominique Drillot.  

Prossimo appuntamento col balletto al Teatro alla Scala è con la ripresa de L’historie de Manon, di Kenneth MacMillan, per sette rappresentazioni tra il 17 ottobre e il 2 novembre prossimi.



Ospitalità Corpo di Ballo del Teatro Bol’šoj


Teatro alla Scala
Milano | 8 settembre 2018


La Bayadère
Balletto in tre atti


Musica di Ludwig Minkus
Libretto di Marius Petipa e Sergei Khudekov nella versione di Yuri Grigorovich
Coreografia Marius Petipa; ripresa in una nuova versione coreografica da Yuri Grigorovich con estratti dalle versioni di Vakhtang Chabukiani, Konstantin Sergeyev, Nikolai Zubkovsky
Scene e costumi Nikolay Sharonov
Consulente per scenografie e costumi Valery Leventhal
Luci Mikhail Sokolov

Direttore Pavel Sorokin

Produzione del Teatro Bol’šoj di Mosca
Corpo di Ballo del Teatro Bol’šoj di Mosca
Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala
Con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala


Teatro alla Scala
Milano | 12 settembre 2018

La bisbetica domata
Balletto in due atti

musica di Dmitrij Šostakovič
basato sulla commedia di William Shakespeare
Coreografia Jean-Christophe Maillot
Assistente del coreografo Bernice Coppieters
Scene Ernest Pignon-Ernest
Costumi Augustin Maillot
Assistente costumista Jean-Michel Lainé
Luci e video Dominique Drillot
Drammaturgo Jean Rouaud

Direttore Igor Dronov

Produzione del Teatro Bol’šoj di Mosca
Corpo di Ballo del Teatro Bol’šoj di Mosca
Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano

 

ph. Yusupov

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