Tintoretto a Palazzo Ducale di Venezia

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Venezia celebra Tintoretto – uno tra i più grandi artisti del Rinascimento italiano – nel cinquecentenario della nascita con due interessanti mostre che ne ripercorrono l’intera produzione artistica. Le celebrazioni sono suddivise tra due prestigiose sedi espositive della città lagunare: le Gallerie dell’Accademia, che ospitano la mostra Il Giovane Tintoretto; e alcune sale di Palazzo Ducale con la mostra Tintoretto 1519-1594. Dopo aver ripercorso il Rinascimento veneziano nelle sale delle Gallerie dell’Accademia, grazie ai capolavori di alcuni dei più grandi interpreti veneti, la mostra di Palazzo Ducale si concentra su tutta la carriera del Tintoretto, proponendo 50 dipinti e 20 disegni suddivisi in sezioni tematiche.

Nella prime due sale opere come l’Autoritratto e San Giorgio, San Luigi e la principessa del 1552 con i loro colori e le pennellate libere e visibili rivelano il carattere innovativo della sua pittura, non solo dal punto di vista coloristico ma soprattutto per quanto concerne l’uso della prospettiva, volutamente accentuata per conferire maggiore enfasi alle scene, e la resa del corpo umano.
I “corpi eroici” delle sue composizioni – visibili anche nei disegni esposti – derivano da uno studio attento delle sculture e del disegno di Michelangelo. Si rivelò abile sia nella resa del corpo maschile sia di quello femminile proseguendo così la tradizione del nudo femminile iniziata da Giorgione e Tiziano. Risulta allora particolarmente appropriata la definizione che lo stesso Tintoretto diede della sua arte: “Il disegno di Michel Angelo e ‘l colorito di Titiano”. Queste due caratteristiche sono particolarmente evidenti in uno dei più celebri capolavori del maestro veneziano, la Susanna e i vecchioni dove l’impostazione della scena suscita un forte senso di coinvolgimento nello spettatore.
La mostra prosegue indagando tutti gli aspetti principali della produzione artistica del Tintoretto: dall’attenzione che poneva nello studio del sito dove sarebbe stata esposta l’opera al riutilizzo di uno stesso disegno per più soggetti differenti a causa delle numerose committenze che gli venivano affidate. Uno spazio particolare è riservato alla ritrattistica, genere per il quale Tintoretto era apprezzato in tutta Europa. Nelle composizioni delle ultime sale sono raffigurati attimi sospesi: le scene non sono mai statiche ma sono un fermo immagine di un’azione che si stava compiendo e che inevitabilmente deve proseguire. Un attimo sospeso è immortalato nell’opera Tarquinio e Lucrezia dove le tensioni dei due corpi sono portate al massimo della loro potenza, in cui la realtà dell’istante esatto è rappresentata in maniera geniale dalle singole perle che una a una cadono verso il pavimento. La mostra a Palazzo Ducale prosegue poi negli altri ambienti che ospitano i grandi cicli pittorici realizzati da Tintoretto proprio all’interno del palazzo simbolo della Serenissima tra il 1564 e il 1592. La mostra è dunque un’occasione preziosa per approfondire lo stile di Jacopo Robusti che ha saputo far proprie le lezioni di grandi artisti suoi contemporanei – uno fra tutti Tiziano – reinterpretandole e arricchendole con un uso innovativo del colore e arditi scorci prospettici che diventeranno la cifra stilistica identificativa della sua pittura.

Nicoletta Gaetani & Luigi Garbato


Palazzo Ducale
Venezia | 7 settembre 2018 – 6 gennaio 2019

Tintoretto 1519-1594

A cura di Robert Echols e Frederick Ilchman

prodotta da | Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington
catalogo | Marsilio Editore

 

palazzoducale.visitmuve.it

 

mostratintoretto.it

 

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