Idomeneo

L’Idomeneo di Mozart in scena alla Scala di Milano

Al Teatro alla Scala di Milano è in scena in queste settimane una delle opere del giovane Mozart più sottovalutate (e meno eseguite) del repertorio; stiamo parlando di Idomeneo re di Creta, che mancava al Piermarini dal 2009. Tardivo è quindi l’apprezzamento verso quest’opera seria del Mozart venticinquenne che già presenta grande maturità, nonché un primo tentativo di staccarsi dalla tradizione metastasiana inserendo all’interno della consueta alternanza di arie e recitativi anche danze e cori (con spesso una vera e propria funzione drammaturgica).

L’allestimento di questo nuovo Idomeneo scaligero è affidato a Matthias Hartmann, che proprio qui aveva firmato la scorsa stagione l’allestimento de Der Freischütz. Il regista tedesco punta su un allestimento di forte impatto visivo grazie all’imponente scenografia di Volker Hintermeier dominata da un’enorme testa di toro, chiaro riferimento al mito cretese del Minotauro, e dal relitto di una barca, entrambi posizionati su una pedana girevole. Lo spazio libero dagli elementi scenografici rimane così poco per permettere ai protagonisti della vicenda e alla massa corale di muoversi, che così sembrano aggirarsi come all’interno di un labirinto. Inoltre spesso in palcoscenico sono presenti danzatori vestiti di grigio che seguono i protagonisti, quasi fossero i dilemmi interiori che li scuotono e li spingono ad agire. A dispetto però di un’impressionante scenografia e di alcune idee molto interessanti, purtroppo il lavoro registico sui cantanti sembra fermarsi un po’ in superficie, assegnando loro gesti solitamente eccessivamente enfatici. Ben riuscite le luci curate da Mathias Märker, così come belli i costumi di Malte Lübben che non inseriscono la vicenda in nessuna epoca particolare. Interessanti i movimenti coreografici pensati da Reginaldo Oliveira per le creature che animano la scena durante tutta l’opera, mentre meno di impatto la parte danzata finale.

Diego Fasolis torna sul podio dell’orchestra scaligera per un’altra opera mozartiana dopo La finta giardiniera, stavolta per sostituire il Maestro Christoph von Dohnányi. Fasolis ci porta in un viaggio alla ricerca delle origini di Idomeneo (nonostante abbia comunque dovuto accettare alcuni dei tagli già previsti dal maestro tedesco e dal regista prima del suo arrivo), proponendone una lettura come sempre storicamente informata, molto interessante per le dinamiche secche e baroccheggianti e per i colori orchestrali che riesce ad ottenere dalla compagine orchestrale che lo segue in modo preciso e puntuale.

Buona la compagnia di canto raccolta per questa nuova produzione. Sugli scudi l’Elettra di Federica Lombardi, perfettamente a suo agio con le molte difficoltà di questo ruolo, dalle ottime agilità di D’Oreste, d’Aiace fino alle sterzanti salite verso il registro acuto, senza dimenticare un ottimo registro grave ben timbrato. La voce è calda e suadente e riesce a piegarsi perfettamente anche alla dolcezza dei momenti più lirici. La rivale Ilia era Julia Kleiter, protagonista di una prova corretta con una bella voce lirica precisa e sicura. Perfettibile la dizione, soprattutto nei recitativi. Commento che possiamo fare anche all’Idomeneo di Bernard Richter, dalla voce un po’ grezza, ma capace di affrontare con veemenza la temibile Fuor del mar. Michèle Losier impersonava invece un interessante Idamante, grazie ad una calibrata voce brunita, al fraseggio accorato e alla buona musicalità. Comincia con un po’ di difficoltà la prova di Giorgio Misseri quale Arbace per poi invece affermarsi nel corso della rappresentazione, grazie anche ad una sentita interpretazione. Krešimir Špicer è un Gran Sacerdote dalla voce tenorile di ottimo volume, purtroppo sporcata da un’emissione poco precisa. Giustamente tonante il Nettuno di Emanuele Cordaro. Completavano il cast le due cretesi di Silvia Spruzzola ed Olivia Antoshkrina e i due troiani di Massimiliano Di Fino e Marco Granata.

Tiepido il consenso del pubblico durante l’esecuzione, ma al termine applausi scroscianti per tutti, soprattutto per Federica Lombardi e per Diego Fasolis. Idomeneo è in scena fino al 7 giugno.

Davide Marchetti


Teatro alla Scala
Milano | 29 maggio 2019

Idomeneo re di Creta
dramma per musica in tre atti

musica | Wolfgang Amadeus Mozart
libretto | Giambattista Varesco

Idomeneo | Bernard Richter
Idamante | Michèle Losier
Arbace | Giorgio Misseri
Ilia | Julia Kleiter
Elettra | Federica Lombardi
Gran Sacerdote | Krešimir Špicer
Voce di Nettuno | Emanuele Cordaro
due cretesi | Silvia Spruzzola, Olivia Antoshkrina
due troiani | Massimiliano Di Fino, Marco Granata


Coro e Orchestra del Teatro alla Scala


direttore | Diego Fasolis
maestro del coro | Bruno Casoni
regia | Matthias Hartmann
scene | Volker Hintermeier
costumi | Malte Lübben
luci | Mathias Märker
drammaturgia | Michael Küster
coreografia | Reginaldo Oliveira

 

teatroallascala.org

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