I Masnadieri; Giuseppe Verdi; Michele Mariotti; David McVicar; Opera; Lirica; Teatro alla Scala; Lisette Oropesa; Michele Pertusi

I Masnadieri di Verdi al Teatro alla Scala

I Masnadieri di Giuseppe Verdi torna al Teatro alla Scala in una nuova produzione che andrà prossimamente in tounée al Festival di Savonlinna. 

Lo spettacolo di David Mcvicar si limita a immaginare lo sviluppo degli eventi dal punto di vista dell’autore del monumento letterario cui l’opera si ispira: Die Räuber di Friedrich Schiller. Il regista inglese propone lo sviluppo degli eventi come il frutto dell’immaginazione di Schiller, identificandolo inspiegabilmente in un personaggio di fianco qual è Rolla. A dispetto dei cambi di scena previsti, si opta per una soluzione unica: l’accademia che Schiller ha frequentato da ragazzo. La trama che Andrea Maffei ha ridotto nel libretto musicato da Verdi non è dunque che accennata superficialmente. Una serie di eventi si susseguono dunque sulla scena senza che tra essi sia riconoscibile una spiegazione logica e conseguenziale. L’elegante scena unica su due piani di Charles Edward, ottimamente illuminata da Adam Silverman, incontra meritatamente i gusti del pubblico. Preziosi sono i costumi si Brigitte Reiffenstuel e rumorosi i movimenti coreografici di Jo Meredith (dei quali si sarebbe potuto fare a meno).

Ne I Masnadieri Il coro maschile ha un ruolo molto importante sia musicalmente che nell’interazione con i protagonisti nello sviluppo dell’azione drammatica. La sezione femminile è invece limitata a due interventi fuori scena. La prova della compagine scaligera, diretta da Bruno Casoni, è più che positiva. Anche l’orchestra si produce in una esecuzione lodevole a dispetto dei tempi lenti e della generale mancanza di tensione che caratterizza la direzione di Michele Mariotti. Vengono riaperti i da capo (proponendosi dunque di eseguire l’opera integralmente) ed è notevole l’impegno fisico del musicista, peraltro dotato di un gesto chiaro e leggibile, ma ci sono state anche alcune sbavature, sin dall’attacco del Preludio e alcune scollature tra l’Orchestra e il Coro (incolpevole) che, già da “Noi dobbiamo a questa forte” (I atto) si sono susseguite lungo il corso della serata sino al finale con l’attacco di Spergiuro ascoltaci. Una serata meno felice di altre, dopo tutto, può capitare a tutti e non pregiudica il giudizio positivo complessivo nei confronti di un direttore di chiara fama quale è Mariotti.

A Lisette Oropesa spetta la palma di migliore della serata. La voce ottimamente proiettata è sonora, di bel timbro; il fraseggio elegante e la coloratura è ineccepibile. L’interprete ha anche un bel portamento e, a dispetto delle posture convenzionali riservatele da McVicar, si dimostra una valida attrice. Fabio Sartori è un Carlo un po’ problematico. Il canto non disteso, l’uso della dinamica spesso non calibrato e il fraseggio piatto portano il tenore veneto a prodursi in una prova corretta musicalmente ma caratterizzata da una complessiva monotonia. Massimo Cavalletti inizia in sordina e migliora nel corso della serata. Su Michele Pertusi non si possono che spendere lodi: bravissimo. Menzione d’onore anche per Alessandro Spina (il secondo basso) impegnato nel ruolo del pastore Moser che nega l’assoluzione a Francesco in un duetto che anticipa quello tra Filippo II e il Grande Inquisitore nel Don Carlo. Bravi infine anche Francesco Pittari e Matteo Desole (Rolla).

Le prossime repliche sono previste per venerdì 28 giugno, il primo, il 4  il 7 luglio, sempre alle ore 20.
Davide Marchetti


Teatro alla Scala
Milano | 24 giugno 2019

I Masnadieri
Opera tragica in quattro atti dalla tragedia Die Räuber di Friedrich Schiller
libretto di Andrea Maffei
musica di Giuseppe Verdi

Amalia | Lisette Oropesa
Massimiliano | Michele Pertusi
Carlo | Fabio Sartori
Francesco | Massimo Cavalletti
Arminio | Francesco Pittari
Moser | Alessandro Spina
Rolla | Matteo Desole

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala

direttore | Michele Mariotti
maestro del coro | Bruno Casoni
regia | David McVicar
scene | Charles Edwards
costumi | Brigitte Reiffenstuel
luci | Adam Silverman
movimenti coreografici | Jo Meredith
violoncello | Massimo Polidori

 

 

teatroallascala.org

 

 

ph. Brescia & Amisano

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