Bayreuther Festspiele 2019 | Lohengrin

Bayreuther Festspiele 2019 | Lohengrin

Oltre a Tristan, Christian Thielemann dirige quest’anno a Bayreuth anche Lohengrin. Si tratta della produzione che ha inaugurato il festival dello scorso anno per la regia di Yuval Sharon e le scene e i costumi di Neo Rauch e Rosa Loy.

A convivere sulla scena sono la nostalgia per un teatro oleografico, che oggi rischia di soccombere sotto il peso del teatro di regia, e l’inserimento di un topic di discussione a noi contemporaneo quale l’energia. La presenza discreta del regista, subentrato in un secondo momento rispetto al duo Rauch-Loy, impegnati per circa sei anni nel concepimento di questo progetto, non riesce a risollevare le sorti di un allestimento gradevole, ma non di più. L’impianto scenico, prettamente bidimensionale, è caratterizzato dalla forte impronta oleografica dei fondali dipinti al centro dei quali si innalza un enorme traliccio centrale. La vicenda ha luogo in un tempo indefinito e in un contesto immaginario nel quale si lotta per l’energia elettrica. I colori utilizzati sono tre. Il blu rappresenta la buona fede, sia del contesto che della protagonista (per i primi due atti). L’arancione è il colore della colpa; Elsa se ne macchia nel terzo atto infrangendo il divieto posto da Lohengrin. Il verde, infine, intenzionalmente artificiale e provocatorio rappresenta il “ridicolo” ritorno di Gottfried, che la prende e la conduce via con sé.

Christian Thielemann predilige atmosfere rarefatte nel primo atto, toni lugubri nel secondo e un carattere decisamente più lirico e teatrale nel terzo. Il Coro è sorprendente: onore al merito dei singoli elementi e di Eberhard Friedrich, il loro direttore. Venendo ai solisti, la recita del 3 agosto scorso vede Elena Zhidkova subentrare a Elena Pankratova nel ruolo di Ortrud e Thomas Konieczny (Telramund) chiaramente indisposto sin dall’inizio, essere doppiato a latere da un collega nella seconda parte del secondo atto. Klaus Florian Vogt, da molti ingiustamente bistrattato per via del timbro chiaro, ha una voce sonora, ben emessa e si impone con autorevolezza sin dall’ingresso in scena. È impegnato in questa edizione anche nei Mesistersinger, così come la collega Camilla Nylund (Elsa) che, a dispetto di un primo atto efficace, regge a fatica il duetto con Ortrud e manifesta a seguire segni di affaticamento. Elena Zhidkova (Ortrud) ha una figura sinuosa che gioca senz’altro a suo favore e offre una prova ragguardevole se si considera il suo essere nuova alla produzione e non aver modo di provare. A dispetto di una buona dizione, l’unico appunto che si può muovere, è la necessita di approfondire in futuro il fraseggio, così da tradurre il carattere insinuante, ingannevole e malevolo del personaggio. Ottimo come di consueto Georg Zeppenfeld (Heinrich der Vogler) e menzione d’onore per Egils Silins (L’araldo).

Successo caloroso al temine per tutti e ovazioni all’indirizzo di Thielemann.


Richard-Wagner-Festspielhaus 
Bayreuth 3 agosto 2019

Lohengrin
musica e libretto di Richard Wagner

Direttore | Christian Thielemann
Regia | Yuval Sharon
Scene e costumi | Neo Rauch, Rosa Loy
Luci | Reinhard Traub
Maestro del coro | Eberhard Friedrich

Heinrich der Vogler | Georg Zeppenfeld
Lohengrin | Klaus Florian Vogt
Elsa von Brabant | Camilla Nylund
Friedrich von Telramund | Thomas Konieczny
Ortrud | Elena Zhidkova
L’araldo | Egils Silins

 

#BFLohengrin

ph.  Enrico Nawrath

 

 

bayreuther-festspiele.de

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