Luisa Miller - Festival Verdi 2019

Festival Verdi 2019 | Luisa Miller

Il Festival Verdi di Parma, dopo il doloroso addio al Teatro Farnese dello scorso anno, per questa edizione 2019 ha proposto uno dei titoli parmensi (Luisa Miller) all’interno dell’affascinante spazio del cantiere di restauro della chiesa di San Francesco del Prato, una chiesa francescana risalente al XIII secolo, che dall’epoca napoleonica e fino al 1993 ha ospitato il carcere di Parma; oggi la grande chiesa è al centro di un importante progetto di restauro che punta al pieno recupero entro il prossimo anno.

Per l’occasione la regia della Luisa Miller (che mancava a Parma dal 2007) è stata affidata al grande regista siberiano Lev Dodin, direttore del Malyj Teatr di San Pietroburgo, che qualche anno fa aveva portato in scena al Piccolo Teatro di Milano Intrigo e amore di Schiller, il dramma a cui Salvatore Cammarano si ispirò per il libretto del dramma verdiano. E’ quindi interessante che proprio Dodin si sia trovato a confrontarsi con Luisa Miller e all’interno di un contesto tanto affascinante quanto complesso come quello del cantiere di San Francesco del Prato. Il regista russo reinterpreta l’opera come un oratorio sacro, ponendo i membri del coro vestiti da frati sui ponteggi intorno all’abside (la scenografia essenziale e i costumi di foggia rinascimentale erano a cura di Aleksandr Borovskij), mantenendo tutta l’azione estremamente statica, come quasi a metà strada tra una funzione liturgica, con al centro lo scontro tra bene e male, e uno spettacolo elisabettiano. La vicenda così si svolge come se fossimo davanti ad una serie di quadri, con gestualità limitate in modo da permettere al pubblico di concentrarsi esclusivamente sulla musica. Potremmo dire che si è trattato di una scelta quasi obbligata, visti gli spazi molto limitati a disposizione lasciati dal cantiere. Nel finale, con un colpo di scena che non lascia spazio a nessuna speranza, non solo muoiono avvelenati i due sfortunati amanti, ma anche entrambi i genitori e pure Wurm subiscono la stessa sorte; solamente Federica riuscirà a sopravvivere, mentre osserva la scena da lontano. 

Alla testa dell’Orchestra e dell’ottimo Coro del Teatro Comunale di Bologna c’era Roberto Abbado, direttore musicale del Festival Verdi. Per lui compito non facile quello di riuscire ad equilibrare buca e palcoscenico in uno spazio dall’acustica sicuramente precaria. Abbado ne esce però vincitore, grazie ad una lettura pulita e precisa, molto attenta alle dinamiche e capace di far apprezzare nello spettatore tutte le tensioni presenti nella partitura che rappresentano importanti anticipazioni della successiva produzione verdiana. Nel ruolo di Luisa era impegnata Francesca Dotto, capace di superare senza problemi le agilità e le difficoltà del ruolo e sfoggiando una bella voce lirica che le è valso il caldo successo da parte del pubblico. Franco Vassallo interpretava Miller, il padre di Luisa, in modo convincente, con una voce calda e brunita che riusciva a correre facilmente tra la navata centrale di San Francesco. Leggermente affaticato, ma altrettanto buona, la prova dell’altro padre della vicenda, il Conte Walter di Riccardo Zanellato. Meno convincente è sembrato il tenore Amadi Lagha nei panni di Rodolfo: da un lato la vocalità è debordante e il colore vocale interessante, ma purtroppo fatica a tenere la voce sotto controllo, dimostrando difficoltà di passaggio da un registro all’altro. Il rivale Wurm era invece affidato all’ottimo Gabriele Sagona. Completavano il cast la buona Laura di Veta Pilipenko e il contadino di Federico Veltri. 

Luisa Miller sarà in replica nella Chiesa di San Francesco del Prato fino al 19 ottobre. 

Davide Marchetti



Festival Verdi

Chiesa di San Francesco del Prato
Parma | 5 ottobre 2019

Luisa Miller
Melodramma tragico in tre atti dal dramma di Friedrich Schiller

musica | Giuseppe Verdi
libretto | Salvatore Cammarano

Il Conte Walter | Riccardo Zanellato
Rodolfo | Amadi Lagha
Federica | Martina Belli
Wurm | Gabriele Sagona
Miller | Franco Vassallo
Luisa | Francesca Dotto
Laura | Veta Pilipenko
un contadino | Federico Veltri

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

direttore | Giuseppe Verdi
maestro del coro | Alberto Malazzi
regia | Lev Dodin
scene e costumi | Aleksandr Borovskij
luci | Damir Ismagilov
assistente regista | Dmitrij Kosmin
drammaturgia | Dina Dodina

 

 

teatroregioparma.it

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