I due Foscari - Festival Verdi 2019 - Teatro Regio Parma

Festival Verdi 2019 | I due Foscari

Il nostro blog è presente all’ultima recita de “I due Foscari” al Festival Verdi di Parma. Spettacolo che convince e che piace. La nuova produzione del Teatro Regio in collaborazione con il Comunale di Bologna colpisce per la sua semplicità ed efficacia.

Il cast vocale è uno dei pezzi forti della serata; e non si parla solo dei protagonisti, ma anche dei ruoli comprimari, come Barbarigo (Francesco Marsiglia) e il Fante del Consiglio (Vasyl Solodkyy) che colpiscono per la bella voce tenorile, l’ottima Pisana di Erica Wenmeng Gu e il Servo di Gianni de AngelisSono stati del tutto meritati i numerosi applausi, anche a scena aperta, per i quattro ruoli protagonisti. Il perfido Loredano (Giacomo Prestia) ha una potente voce di basso, piena, dai colori scuri, e un’interpretazione credibile che riesce a rendere il lato oscuro del decemviro. Jacopo Foscari è stato interpretato da Stefan Pop, con voce che appare chiara e molto ricca di vibrati, specialmente nella prima aria “Dal più remoto esilio”, cantata molto bene e seguita dall’ottima cabaletta “Odio sol, ed odio atroce”, ma che rivela di poter fare anche di più man mano che prosegue l’opera. Nella magistrale scena della visione nelle prigioni di Stato, il tenore sfoggia anche un buonissimo registro basso, con suoni pieni e drammatici. Anche la Lucrezia Contarini di Maria Katzarava va rivelandosi durante il corso dell’opera. Ruolo difficilissimo, quello della Contarini, che mette alla prova tutti i soprani che vi si cimentano. Nella sua aria di sortita “Tu al cui sguardo onnipossente”, la bella voce della cantante messicana appare un po’ in difficoltà: disomogenea la proiezione, tra salite al registro acuto e discese, non chiare le colorature, alcuni pezzi un po’ ingolati, e soprattutto una gestione dei fiati che fa apparire in affanno la protagonista. Fortunatamente il soprano si riprende nelle scene successive e torna a mostrare le potenzialità del suo splendido mezzo vocale. Nel duetto con il Doge appare molto più in forma: forti e piani, acuti e gravi, tutti suoni che la voce drammatica e duttile della Katzarava riesce a gestire molto bene, dai momenti di slancio più passionale a quelli più intimi e tristi. Nel finale “Quel bronzo fatale” la sua voce gigantesca buca orchestra e coro, quasi facendo a gara con quella del Doge. Il ruolo di Francesco Foscari è affidato a Vladimir Stoyanov.  Ben eseguita e toccante la sua aria “O vecchio cor che batti” nel primo atto. Spettacolare la cabaletta del terzo atto “Questa è dunque l’iniqua mercede”, dove dà prova di una voce nobile, educata al belcanto, salda, espressiva, omogenea e totalmente nella parte. Quello del Doge è un ruolo che questo interprete capacissimo farebbe bene a tenersi stretto. Segnalo con piacere che la pronuncia di tutti i cantanti stranieri è stata davvero impeccabile, e rivela studio, impegno e apprezzamento per il ruolo.

La regia di Leo Muscato, appropriata alla vicenda narrata è stata ben curata e si è mostrata efficace e non invadente. Una regia al servizio dell’opera e non viceversa, insomma. Colpiscono per la loro bellezza ed incisività le luci, progettate da Alessandro Verazzi, sempre adatte al momento musicale e drammaturgico, così come le scene eleganti di Andrea Belli, non estremamente piene o ricche, ma evocative. Molto bella la serie di sottili pannelli verticali illuminati dal basso, che compongono un semicerchio che viene adattato di volta in volta al momento rappresentato, illustrato con tutti i Dogi passati, che sembrano lanciare sguardi giudicanti su Foscari.  Belli anche i costumi ottocenteschi di Silvia Aymonino che contribuiscono ad arricchire la scena. Un po’ fuori stile la scena dei gondolieri-clown con i ballerini.

Appropriata ed efficace la buona direzione del Maestro Paolo Arrivabeni, che dirige ottimamente orchestra e cantanti, senza mai portare all’eccesso tempi e volumi, ma contribuendo alla riuscita dello spettacolo creando momenti ora intimi, ora più veementi. Eccezionale come sempre il coro del Teatro Regio, diretto dal Maestro Martino Faggiani. Semplicemente meravigliosa la parte “Al mondo sia noto” del primo atto. Applausi convinti e parecchi “bravo” rivolti ai cantanti da un pubblico molto internazionale, che danno prova della capacità del Festival Verdi di attirare melomani anche da oltralpe.

Roberto Cighetti


Festival Verdi
Teatro Regio
Parma 17 ottobre 2019

I due Foscari
Tragedia lirica in tre atti
libretto si Francesco Maria Piave da Byron
musica di Giuseppe Verdi

Francesco Foscari | Vladimir Stoyanov
Jacopo Foscari | Stefan Pop
Lucrezia Contarini | Maria Katzarava
Jacopo Loredano | Giacomo Prestia
Barbarigo | Francesco Marsiglia
Pisana | Erica Wenmeng Gu
Fante | Vasyl Solodkyy
un servo | Gianni De Angelis

Filarmonica Arturo Toscanini
orchestra Giovanile della Via Emilia
Coro del Teatro Regio di Parma

direttore | Paolo Arrivabeni
maestro del coro | Martino Faggiani
regia | Leo Muscato
scene | Andrea Belli
costumi | Silvia Aymonino
luci | Alessandro Verazzi

teatroregioparma.it

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