Onegin - Teatro alla Scala - Roberto Bolle

Onegin con Roberto Bolle alla Scala

A pochi giorni dal debutto del trittico Balanchine-Kylian-Bejart, in scena dal 16 al 30 novembre, si concludono le recite di Onegin di John Cranko, su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, rielaborate da Kurt-Heinz Stolze. 

La partitura è costituita complessivamente da ventotto numeri distribuiti in tre atti, ciascuno dei quali articolato in due quadri. Il soggetto semplificato è quello ispirato al grande classico di Aleksandr Puškin: Tat’jana, appartenente alla piccola nobiltà di campagna, resta perdutamente affascinata da Onegin, apatico e indisponente, afflitto dal male di vivere. Gli scrive una lettera confessando ciò che prova, ma lui la disprezza. Anni dopo, quando lui le chiede in ginocchio un’altra possibilità, lei non vuole sentire ragioni e lo scaccia per sempre.

Onegin debuttò Stoccarda nel 1964 per la coreografia di Cranko per essere poi consegnato alla storia nella sua forma definitiva a New York nel 1969. Si tratta di un lavoro estremamente compiuto ed equilibrato, nel quale ci si concentra sull’introspezione psicologica espressa attraverso il gesto, mettendo da parte il virtuosismo più esteriore. I momenti topici sono il passo a due del primo atto, “dello specchio”, e quello che conclude l’opera. Il Corpo di Ballo muta di carattere nel corso dei tre atti: contadino nel primo, alto borghese nel secondo e aristocratico nel terzo.  

Roberto Bolle (nel ruolo del titolo) offre una prova ottima qual è il suo standard abituale. Molto più attento all’estetica del gesto e del movimento, nel suo insieme, piuttosto che al carattere dolente di un personaggio che, tra i primi nella storia della letteratura, soffrono senza un’apparente ragione pur loro benessere materiale. Marianela Núñez è una Tat’jana ideale. Dapprima disillusa e ingenua, matura una autorevolezza ragguardevole che comunque anche nel terzo atto, quando prega Gremin di non lasciarla sola, cela comunque la stessa passione degli atti precedenti. Claudio Coviello è un Lenskij splendido e appassionato che si produce in un ottimo assolo nel secondo atto, prima di essere ucciso in duello. Anche Agnese di Clemente (Olga) e Gabriele Corrado (Gremin) contribuiscono con un valore aggiunto a una serata più che riuscita e salutata da un consenso unanime e caloroso. 

L’allestimento di Pier Luigi Samaritani, che firma anche i costumi insieme a Roberta Guidi di Bagno, nella sua eleganza oleografica si conferma ancora una volta funzionale oltre che di ottimo impatto visivo. Felix Korobov, sul podio, opta invece per tempi troppo veloci nel primo atto, che finiscono con l’andare a discapito del Corpo di Ballo. Pur tuttavia l’aspetto musicale della serata trova una sua dimensione più compiuta col seguire del secondo atto, sciogliendo ogni riserva.


Teatro alla Scala
Milano | 10 novembre 2019

Onegin
balletto in tre atti di John Cranko
musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Onegin | Roberto Bolle
Tat’jana | Marianela Nuñez
Lenskij | Claudio Coviello
La vedova Carina | Beatrice Carbone
Olga | Agnese Di Clemente
La nutrice | Deborah Gismondi

Corpo di ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

arrangiamento e orchestrazione | Kurt-Heinz Stolze
direttore | Felix Korobov
scene | Pier Luigi Samaritani
costumi | Pier Luigi Samaritani e Roberta Guidi di Bagno
luci | Steen Bjarke
ripresa da Agneta Valcu e Victor Valcu
supervisione coreografica | Reid Anderson
proprietà diritti | Dieter Graefe

 

teatroallascala.org

 

 

ph. Brescia & Amisano

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