Aida di Giuseppe Verdi - Teatro Ponchielli di Cremona

L’Aida di Verdi al Teatro Ponchielli di Cremona

È passato meno di un mese dall’Aida di Busseto, la “Aidina” di Zeffirelli, come è stata chiamata con affetto per le sue dimensioni ridottissime, tarate per il teatro-bomboniera della città verdiana. Lo stesso spettacolo, con un cast diverso, ora inizia il tour dei 5 teatri lombardi del circuito OperaLombardia. La regia è stata ripresa da Stefano Trespidi, che al Teatro Ponchielli può godere di un boccascena grande quasi il doppio di quello di Busseto (16 metri invece che 9). Questo ha consentito di ripensare la disposizione degli oggetti scenici, delle masse e di garantire una maggiore libertà di movimento a solisti e figuranti. Allo stesso tempo, però, fa perdere un po’ l’aspetto intimo che caratterizzava l’opera nel teatro per il quale è stata pensata. La disponibilità di un volume maggiore rende più snelli i movimenti e più realistiche le scene rappresentate, che non risultano ingombrate come nella versione originale, e chi non ha visto l’Aida a Busseto non penserebbe a un riadattamento, in quanto tutto funziona in modo fluido e non ci sono indizi di un rimaneggiamento delle scene (se non il secondo atto nelle stanze di Amneris in cui la scena originale è vistosamente troppo piccola per il palco del Ponchielli, quindi si risolve inserendola in una cornice scura, trasmettendo comunque l’idea di ‘interno domestico’ voluta da Zeffirelli che parla di un’Aida “sotto la lente di ingrandimento”).

Ma non indugiamo oltre nel commento alla regia e alle scene (di cui vi abbiamo già parlato nella recensione dell’Aida di Busseto). Veniamo alla parte musicale. Per cambiare un po’, iniziamo dai ruoli più piccoli. Solo per questi mi permetterò di fare un confronto tra quanto ascoltato a Busseto e a Cremona. Mentre al Festival Verdi di Parma ero rimasto positivamente colpito dai comprimari dell’opera, che erano molto preparati, convincenti come recitazione e vocalmente dotati, in questa produzione li ho trovati un po’ sottotono. Il Messaggero di Alessandro Mundula non brilla per qualità della pronuncia, mentre canto e  recitazione potevano essere curati di più. Poco coinvolgente e poco ‘mistica’ la prestazione della sacerdotessa (Teresa di Bari) che lega poco il suono, complice forse anche il fatto che la direzione è un po’ troppo veloce in questo punto. Il Re (Francesco Milanese) parte con un volume non troppo alto, forse perché per la prima parte dell’opera sta quasi sempre nel fondo della scena (che qui non è piccola come a Busseto, e non si trova a pochi metri dal pubblico); migliora negli atti successivi, ed è dotato di una bella voce. Buono il sacerdote di Fabrizio Beggi, che canta correttamente anche nella parte a cappella durante la scena del giudizio di Radamès. Voce piuttosto scura, sonora e buona presenza scenica.

Veniamo ora ai ruoli protagonisti. Radamés è Samuele Simoncini, che rivedo al Ponchielli dopo oltre 10 anni, durante i quali ha maturato un nuovo repertorio (nel 2008 lo conobbi come Ernesto nel Don Pasquale). Una bella voce, potente e sonora al punto giusto, di timbro gradevole. Sembra spingere un po’ nel primo atto, ma migliora notevolmente nel secondo e nei successivi, dove sforza meno e rende di più. Ottimo anche nei duetti con le due protagoniste femminili. Recitazione e presenza convincenti. Vocalmente parlando, l’Amonasro di Leon Kim è davvero molto buono. Ottimo nell’atto II (“Questa assisa”) e nel duetto con Aida del III atto. Bella voce, adatta al ruolo, note ben a fuoco e pronuncia eccellente. Meno buona la recitazione, dove eccede un po’, risultando a tratti caricaturale e innaturale. Eccellente la Amneris di Cristina Melis, super esperta in questo ruolo. Ottima per volume, qualità della voce e interpretazione. Fa molto bene nel duetto con Radamès del IV atto, in cui sfoggia bellissime note di petto, con voce omogenea nei passaggi, risultando del tutto convincente. Nell’Anatema contro i sacerdoti la voce si fa un poco più debole, forse per la stanchezza dovuta alla parte impegnativa, ma compensa con un’interpretazione superba. Aida (Maria Teresa Leva) ha una bella voce di volume adeguato, con alcune belle note di petto e dei delicati pianissimi. La voce è corposa e rotonda nei centri, ma sale facilmente all’acuto. Sarebbe un po’ da migliorare la pronuncia e il lavoro sulla parola scenica, in quanto a volte vengono sacrificati per ottenere suoni migliori dal punto di vista musicale. Nei primi due atti appare anche un po’ troppo legata al direttore d’orchestra e ai suoi attacchi, perdendo di spontaneità nella recitazione. Nel III atto, invece, Aida tira fuori la grinta e il trasporto necessari. Riceve applausi a scena aperta per i “Cieli azzurri”, dove usa con maestria i piano e gli ottimi filati di cui è capace.

Buono il coro, preparato da Diego Maccagnola, soprattutto la sezione dei bassi. Molto bene i balletti, sia la parte della solista Giorgia Giancon che delle quattro ballerine, dai bellissimi costumi. Ho apprezzato l’uso di incenso vero durante la recita, che ha profumato tutto il teatro, aumentando l’immersività dell’esperienza. Buona la direzione del Maestro Francesco Cilluffo e l’esecuzione dell’Orchestra I pomeriggi musicali. Peccato per il taglio apportato al trionfo del II atto, durante il quale sia il coro che l’orchestra sembrano un po’ meno vivi di quanto ci si aspetta da un momento di tale vigore musicale. Per fortuna il coro e il trasporto di tutti in generale si rinvigoriscono dopo l’Assisa di Amonasro e ci regalano un  finale secondo molto più sonoro.

Nel complesso, una serata molto soddisfacente, sia per gli occhi che per le orecchie, grazie al cast di questa produzione lombarda che ha reso piacevole rivedere questa mise en scène dopo meno di un mese dall’ultima Aida, un’opera meravigliosa che continua a piacermi di più ogni volta che la riascolto.

Roberto Cighetti


Teatro Ponchielli
Cremona | 15-17 novembre 2019

Aida
Opera drammatica in quattro atti
libretto di Antonio Ghislanzoni
musica di Giuseppe Verdi

Aida | Maria Teresa Leva
Radamès | Samuele Simoncini
Amneris | Cristina Melis
Amonasro | Leone Kim
Ramfis | Fabrizio Beggi
Il re | Francesco Milanese
un messaggero | Alessandro Mundula
una sacerdotessa | Teresa di Bari

Coro OperaLombardia e Orchestra I pomeriggi musicali

direttore | Francesco Cilluffo
maestro del coro | Diego Maccagnola
regia e scene | Franco Zeffirelli
ripresa di Stefano Trespidi

 

teatroponchielli.it

 

 

 

ph. Alessia Santambrogio

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