Bohème Piacenza

La Bohème di Puccini apre la stagione 19/20 del Municipale di Piacenza

Venerdì 20 dicembre al Teatro Municipale di Piacenza si è inaugurata la stagione lirica 2019/2020 catapultando gli spettatori in un clima natalizio parigino di grande fascino. Una Bohème visivamente gradevolissima, molto curata nei dettagli registici e nelle scenografie. Un po’ meno curata, purtroppo, sotto il profilo vocale.

Molto buone, in verità, le performance delle due protagoniste femminili. Maria Teresa Leva è una Mimì molto credibile, dotata di una bella voce particolarmente corposa nei centri e con acuti facili e precisi, seppure di volume un po’ ridotto rispetto alla zona centrale. Riesce a trasmettere i sentimenti, il trasporto e la dolcezza di Mimì, risultando totalmente nella parte anche per quanto riguarda la recitazione. La buona pronuncia e la cura dell’emissione, di stampo belcantista, hanno reso piacevole l’ascolto e migliorato la resa della serata.

Lucrezia Drei è una Musetta affascinante: bellissima, con la sua figura elegante fasciata dal vestito color ambra, accompagna all’aspetto estetico una voce fresca ma preparata, agile e sonora. Gli acuti sono raggiunti con facilità e sono sempre a fuoco. Buona anche la recitazione, sia nelle scene in cui Musetta è più civettuola e frivola, sia in quelle in cui si mostra accorata e premurosa nei confronti della povera Mimì. Una buona prova, dunque, per questo giovane soprano, che già avevamo avuto il piacere di ascoltare in “Le nozze di Figaro” del circuito lirico lombardo nel 2015, e che si conferma davvero promettente. 

Nel comparto maschile, ci colpiscono solo due voci. Il giovane baritono Stefano Marchisio, che interpreta Schaunard, ha una voce ben impostata, sonora e dall’ottimo volume, che spicca per cura dei suoni e della pronuncia. Una buona prova anche attoriale completa il profilo di questo giovane cantante da tenere d’occhio. Buona anche la prova del basso Maharram Huseynov, che interpreta Colline. Voce ben udibile, dizione ed emissione curate. Notevole e molto applaudita la sua aria “Vecchia zimarra”, resa con molto sentimento dell’artista, ben calato nella parte. 

Il baritono Carlo Seo è un Marcello piuttosto buono. La voce è bella scura, abbastanza sonora e ben impostata. Molto marcata, quasi caricaturale, la recitazione. Migliorabili alcuni tratti della dizione, buona ma non ancora perfetta. La pronuncia e il modo in cui si porgono ogni suono e ogni sillaba sono due aspetti che, a mio avviso, bisogna tenere in considerazione, almeno quando si canta in italiano nei teatri italiani. I grandi cantanti del passato possono insegnare ancora qualcosa al riguardo.

Un po’ di esitazione e di imbarazzo per la prova vocale del tenore Azer Zada nel ruolo di Rodolfo. Non so se la prestazione vocale un po’ limitata è stata dovuta a qualche malanno che ha colpito il cantante, visto che non è stato dato annuncio al riguardo, o se è invece imputabile alla tecnica vocale ancora acerba che non permette a questo giovane dal timbro vocale interessante di dare il meglio di sé in simili ruoli da protagonista, che magari ha affrontato un po’ troppo presto.

La direzione del M° Aldo Sisillo è buona ma a tratti risulta un po’ lenta. Oltre a spegnere un po’ il vigore del momento musicale, sembra che ciò metta in qualche difficoltà i cantanti, appesantendo il loro lavoro.

Per questa produzione Leo Nucci riveste ancora una volta i panni del regista. Una regia curatissima, la sua, che rende evidente il lavoro di preparazione dei cantanti, dei loro movimenti, delle loro espressioni. Una regia tradizionale, come sua consuetudine, che ricrea la frizzante atmosfera parigina, specialmente nel secondo atto, visivamente molto ben riuscito. Le scene di Carlo Centolavigna sono bellissime, adeguate alla situazione e curate nei minimi dettagli, per rendere il più realistico possibile il risultato finale. Come sempre, gli splendidi costumi di Artemio Cabassi completano l’aspetto visivo e arricchiscono le scene. Buone le luci di Claudio Schmid che vivacizzano la narrazione e mettono in risalto i momenti più intimistici isolando i protagonisti dal resto della scena.

Nel complesso, quindi un ottimo spettacolo sotto il profilo visivo, davvero soddisfacente per gli occhi, ma con qualche ombra sotto il profilo musicale. Sarebbe da risentire in altre condizioni, per poter apprezzare a tutto tondo la rappresentazione.

Roberto Cighetti


Teatro Municipale 
Piacenza | 20 dicembre 2019

La Bohème
opera in quattro quadri di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
musica di Giacomo Puccini

Mimì  | Maria Teresa Leva
Musetta | Lucrezia Drei
Rodolfo  | Azer Zada
Marcello  | Carlo Seo
Schaunard  | Stefano Marchisio
Colline  | Maharram Huseynov
Benoît /Alcindoro | Gianluca Lentini
Parpignol  | Raffaele Feo

Orchestra Filarmonica Italiana
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
voci bianche Coro Farnesiano di Piacenza

Aldo SISILLO | direttore
Leo NUCCI | regia

Salvo Piro | regista collaboratore
Carlo Centolavigna | scene
Artemio Cabassi | costumi
Claudio Schmid | luci
Corrado Casati | maestro del coro
Mario Pigazzini | maestro del coro voci bianche

 

 

teatripiacenza.it

 

 

 

ph. Mirella Verile e Gianni Cravedi

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