Cavalleria Rusticana & Pagliacci - Gran Teatre del Liceu di Barcellona

Cavalleria Rusticana & Pagliacci di Michieletto al Liceu di Barcellona

Il Gran Teatre del Liceu sta celebrando in questa stagione 2019/20 il ventennale dalla riapertura del teatro dopo i lavori di ricostruzione seguiti al catastrofico incendio del 1994. Per celebrare al meglio questa ricorrenza il Liceu ha messo in cartellone interessanti nuove produzioni e alcune importanti collaborazioni internazionali, di cui vi abbiamo già parlato qui. Nel periodo natalizio il teatro sulla Rambla di Barcellona ha ospitato la pluripremiata produzione della Royal Opera House di Londra, firmata da Damiano Michieletto, del dittico verista per eccellenza Cavalleria Rusticana e Pagliacci.

Lo spettacolo ideato da Michieletto è probabilmente una delle più geniali e riuscite re-interpretazioni del dittico, ambientando la vicenda in un’Italia che sembra appena uscita dalle fotografie di Luigi Ghirri: l’Italia dagli anni Ottanta e Novanta che chiunque l’abbia vissuta non può non riconoscere e di cui non può non emozionarsi. Il regista veneziano non solo riesce a trovare un’unica ambientazione per entrambe le opere, mettendole in correlazione tra di loro, ma riesce a tirarne fuori gli aspetti più squisitamente italiani. E’ così che non c’è niente di più autentico delle confidenze fatte davanti ad una mamma che impasta il pane o della recita dei bambini fatta nel teatrino della scuola a cui tutti noi abbiamo assistito o partecipato. Mamma Lucia diventa così la proprietaria della forneria del paese alle cui dipendenze è anche il giovane Silvio che durante Cavalleria conoscerà la giovane e bella Nedda mentre pubblicizza la recita di Pagliacci che così avviene presumibilmente nello stesso paese qualche tempo dopo l’uccisione di Turiddu. Molto coinvolgente la scenografia curata da Paolo Fantin che girando su se stessa attraverso una pedana rotante permette di vivere e vedere la vicenda da diversi punti di vista. Ottimi i costumi curati da Carla Teti che aiutano a riportare lo spettatore nella familiare Italia di quegli anni. 

La parte musicale è stata affidata per l’occasione all’ungherese Henrik Nánási che ha guidato con piglio sicuro i complessi del Liceu, dando il meglio nel rapporto tra buca e palcoscenico, apparendo forse meno convincente nei grandi squarci orchestrali e sinfonici che caratterizzano queste due opere. Sul palco, impegnato in entrambi i titoli c’era Martin Muehle. Il tenore brasiliano è apparso perfettamente a suo agio nelle due tessiture, una voce ben proiettata e con un ottimo fraseggio. Grande successo dopo la celeberrima Vesti la giubba e al termine del dittico. Un po’ più in difficoltà sono apparsi gli altri tre protagonisti a partire da Oksana Dyka. Al debutto come Santuzza il soprano ucraino non è sembrato completamente a proprio agio nella tessitura del ruolo (ricordiamo che fino a qualche anno fa è stata interprete di Nedda), risultandone un’interpretazione a tratti un po’ distaccata. Dinara Alieva era invece Nedda. Il soprano azero ha bella voce corposa e lirica e non incontra particolari difficoltà nelle fioriture di Qual fiamma avea nel guardo, però fraseggio e dizione risultano da migliorare, soprattutto in un repertorio come quello verista. A tratti discontinua è parsa anche la doppia prova di Àngel Òdena (Alfio e Tonio). La voce è ben proiettata e il fraseggio risulta stilisticamente appropriato, ma ogni tanto la linea vocale tende a sporcarsi un po’ nella salita verso il registro acuto. Buona anche la prova di Manuel Esteve (Silvio) impegnato in scena anche durante la Cavalleria Rusticana (anche se solo per i movimenti di scena). Menzione d’onore per Elena Zilio che è tornata a rivestire i panni di Mamma Lucia, regalando al pubblico una grande e veramente intensa interpretazione. Buono anche il contributo del coro del Liceu, guidato da Conxita Garcia e da sottolineare anche la partecipazione del coro di voci bianche VEUS diretto da Josep Vila i Jover.

Al termine della recita grande successo per tutto il cast con particolari ovazioni per Martin Muehle che si è rivelato il vero vincitore della serata. La stagione del Liceu proseguirà in gennaio con la ripresa dell’Aida di Verdi nello storico allestimento del 1945.


Gran Teatre del Liceu
Barcellona | 22 dicembre 2019

Cavalleria Rusticana
musica di Pietro Mascagni, libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci

Pagliacci
musica e libretto di Ruggero Leoncavallo

Santuzza | Oksana Dyka
Lola | Mercedes Gancedo
Turiddu | Martin Muehle
Alfio | Àngel Òdena
Mamma Lucia | Elena Zilio

Nedda | Dinara Alieva
Canio | Martin Muehle
Tonio | Àngel Òdena
Beppe | Vicenç Esteve
Silvio | Manuel Esteve

Orchestra Sinfonica e Coro del Gran Teatre del Liceu
VEUS – Cor infantil Amics de la Unió

direttore | Henrik Nánási
maestro del coro | Conxita Garcia
maestro del coro di voci bianche | Josep Vila i Jover
regia | Damiano Michieletto
ripresa | Eleonora Gravagnola
scene | Paolo Fantin
costumi | Carla Teti
luci | Alessandro Carletti

liceubarcelona.cat

 

#cavpagliceu

 

 

ph. A. Bofill

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