Sylvia - Teatro alla Scala di Milano

Sylvia apre la stagione del balletto alla Scala

A Manuel Legris, ex danzatore di fama internazionale, oggi coreografo e direttore del Wiener Staatsballett (il Corpo di Ballo austriaco per eccellenza) è affidato il compito di dare il via alla stagione scaligera per quanto riguarda i balletti. La scelta ricade su Sylvia, in calendario per dieci recite, tra il 14 dicembre (con l’anteprima riservata agli Under30) e il prossimo 14 gennaio. 

Creato per l’Opéra di Parigi nel 1876 da Louis Mérante, su libretto curato da Jules Barbier e Jaques Reinach, ispirato all’Aminta del Tasso, si pregia della splendida musica composta da Léo Delibes. Si tratta di una partitura ricercata, ricca di melodie soavi e raffinate, che cerca di aderire alla drammaturgia sostenendone <<l’afflato narrativo>>. É ingiusto ergerla a testo musicale a sé stante, ma la tecnica compositiva e la gestione dei Leitmotiven, è tale da conferirle una propria dignità, superiore alla musica da ballo prodotta sino a quel momento.

Ottima dunque l’idea del direttore Olivieri di coprodurre questa nuova versione che Legris ha ricreato per Vienna, non curandosi, per sua stessa ammissione, di condurre una ricerca coreologica rivolta a ricostruire gesti originali ma improntando il suo lavoro sullo stile classico. Il preludio, che musicalmente contiene unità tematiche riferite principalmente a Eros e Orione (l’antagonista), è drammatizzato al fine di sottolineare il ruolo che Diana svolge all’interno della vicenda. È lei, secondo Legris, che mette in moto la vicenda della quale sono attori essenziali Sylvia, una <<guerriera che si trasforma>> in virtù dell’amore ed Orione (che innamoratosene, la rapisce e la conduce via con sé prima di essere sedotto, narcotizzato e gabbato).

L’allestimento, lo stesso proposto a Vienna, è curato per le scene e i costumi da Luisa Spinatelli, che non ha bisogno di presentazioni. Encomiabile è il lavoro svolto sui costumi; meno sorprendete, spiace, la ricostruzione dell’impianto scenico rispetto ai meravigliosi bozzetti pubblicati sul programma di sala.

Il Corpo di Ballo scaligero lavora per circa cinque mesi alla costruzione di questo titolo che si spera resti in repertorio per molte stagioni a venire. Alla recita alla quale assistiamo sono protagonisti Martina Arduino (Sylvia) e Claudio Coviello (Aminta), entrambi impeccabili per perizia tecnica e stilistica. Christian Fagetti è un ottimo Orione, Nicola Del Freo un Eros preciso, splendidi nel loro incedere altero Maria Celeste Losa (Diana) e Gabriele Corrado (Eros). Menzione d’onore infine per Vittoria Valerio e Alessia Auriemma (Due schiave nubiane) così come per Federico Fresi (Un fauno) e Valerio Lunadei (Un pastorello). 

Fragoroso meritatissimo successo al termine della recita del 29 dicembre. Chi può non perda lo spettacolo in scena il 3 e l’11 gennaio alle 20 e il 14 (doppia recita) alle 14.30 e alle 20.    


Teatro alla Scala
Milano | 29 dicembre 2019

Sylvia
balletto in tre atti
musica di Léo Delibes

Sylvia | Martina Arduino
Aminta | Claudio Coviello
Orione | Christina Fagetti
Eros | Nicola Del Freo
Diana | Maria Celeste Losa
Endimione | Gabriele Corrado
Un fauno | Federico Fresi
Una naiade | Vittoria Valerio
Una contadina | Antonella Albano
Un contadino | Mattia Sempreboni
Un pastorello | Valerio Lunadei
Due cacciatrici | Gia Andreanò – Alessandra Vassallo
Due schiave nubiane | Vittoria Valerio – Alessia Auriemma

Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Coreografia | Manuel Legris
da Louis Mérante e altri
drammaturgia e libretto | Manuel Legris e Jean-François Vazelle
da Jules Barbier e barone Jacques de Reinach
direttore | Kevin Rhodes
scene e costumi | Luisa Spinatelli
assistente alle scene e costumi | Monia Torchia
luci | Jacques Giovanangeli

 

teatroallascala.org

 

 

ph. Brescia & Amisano

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