Tristan und Isolde di Wagner | Teatro Comunale di Bologna

Tristan und Isolde di Wagner apre la stagione del Comunale di Bologna

La stagione lirica 2020 del Teatro Comunale di Bologna si è aperta lo scorso 24 gennaio con la nuova produzione del Tristan und Isolde di Richard Wagner nel nuovo allestimento coprodotto con il teatro della Monnaie di Bruxelles e firmato dal regista tedesco Ralf Pleger con la collaborazione dello scultore e scenografo Alexander Polzin. Una serata di gala e di festa dedicata dal teatro bolognese alla celebrazione dei 100 anni del Cavalier Marino Golinelli, accolto in sala ad inizio serata dai calorosi applausi dell’intero teatro.

Con questa produzione del Tristan und Isolde (che mancava a Bologna dal 1996) il Teatro Comunale di Bologna da inizio ad un progetto quinquennale che vedrà mettere in scena nei prossimi anni i cinque titoli wagneriani che debuttarono in Italia proprio a Bologna: dopo il Tristan di quest’anno, nel 2021 sarà il turno del Lohengrin (di cui proprio nel 2021 cade il 150° dalla prima rappresentazione italiana), nel 2022 sarà invece la volta del Parsifal (nell’allestimento che ha debuttato in questi giorni a Palermo firmato da Graham Vick), a cui seguiranno poi il Tannhäuser e Der fliegende Holländer

Come già vi abbiamo accennato, la regia dello spettacolo è stata il frutto della collaborazione tra Ralf Pleger e Alexander Polzin che hanno proposto una lettura un po’ controversa del capolavoro wagneriano. Dal loro punto di vista l’intera vicenda dei due innamorati sarebbe il frutto di un’allucinazione causata non dall’elisir d’amore di Brangӓne, ma da una droga, con la conseguenza che tutto ciò che si vede in scena rappresenta la contorta e alterata percezione sensoriale della realtà dei due amanti. Su tutto dominano le scene di Alexander Polzin (nel primo atto una grotta con stalattiti che crescono fino ad occupare la stragrande maggioranza del palco, nel secondo atto una grande scultura, che ricorda un corallo, mentre nel terzo atto l’intera scena è occupata da una grande parete traforata) che, arricchite dallo splendido disegno di luci di John Torres, emergono come la parte migliore della messinscena, estremamente affascinante, a metà strada tra la performance (grazie anche ai danzatori di Leggere Strutture Art Factory) e la scultura, in un tentativo (a dir la verità un po’ goffo) di avvicinare di più alla nostra contemporaneità il Gesamtkunstwerk wagneriano.

Da questo allestimento, quasi totalmente statico, dove i movimenti sono misuratissimi e pressoché impercettibili, emerge prepotentemente la forza della musica wagneriana. La parte musicale è stata affidata per l’occasione alla bacchetta di Juraj Valčuha, direttore musicale del San Carlo di Napoli. Il maestro slovacco (che proprio nel teatro bolognese fece il suo debutto italiano) ha ben diretto i complessi bolognesi, attenti a seguire le sue indicazioni, seppur con alcune piccole sbavature. Valčuha propone un Tristan molto calibrato e attento alle dinamiche, senza abbandonarsi agli slanci lirici, ma preparandoli con attenzione e arrivandoci con trepidazione, permettendo all’ascoltatore di assaporare la ricchezza della partitura wagneriana. Per lui giuste ovazioni al termine della recita. 

Sul palco nei panni della coppia protagonista c’erano Stefan Vinke e Ann Petersen. Il tenore tedesco supera le temibili difficoltà del ruolo di Tristano, ma lo fa in alcune occasioni con emissione non sempre pulita ed intonazione perfettibile. Il soprano danese offre una buona prova nei panni di Isolde, solida nel registro acuto, ma un po’ più debole nei passaggi di registro dove la voce perde di proiezione. Ann Petersen riesce comunque a convincere nel Liebestod conquistandosi anche un “brava” che per pochi secondi ha rotto il magnifico finale dell’opera. Di alto livello i comprimari impegnati in questa rappresentazione, a cominciare dalla Brangӓne di Ekaterina Gubanova, autrice di un’ottima prova grazie ad una voce ben proiettata, omogenea in tutti i registri e capace di ben esprimere la giusta tensione drammatica. La segue l’ottimo Albert Dohmen, giustamente tonante nei panni di Re Marke. Bene anche Il Kurwenal di Martin Gantner insieme a Tommaso Caramia (Melot/un pilota) e a Klodjan Kaçani (un pastore/un giovane marinaio). Al termine della recita calorosi applausi hanno accolto l’intero cast, con ovazioni per Valčuha, Gubanova e Petersen.

Prossimo appuntamento della stagione lirica bolognese sarà, dal 20 al 27 febbraio la ripresa dello splendido allestimento di Damiano Michieletto della Madama Butterfly di Puccini.

Davide Marchetti


Teatro Comunale
Bologna | 23 gennaio 2020

Tristan und Isolde
dramma musicale in tre atti
Musica e Libretto di Richard Wagner

Tristan | Stefan Vinke
Re Make | Albert Dohmen
Isolde | Ann Petersen
Kurwenal | Martin Gantner
Brangӓne | Ekaterina Gubanova
Melot /Un pilota | Tommaso Caramia
Un pastore /Un giovane marinaio | Klodjan Kaçani

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
con la collaborazione di Leggere Strutture Art Factory

direttore | Juraj Valčuha
Ideazione artistica e regia | Ralf Pleger e Alexander Polzin
maestro del coro | Alberto Malazzi
scene | Alexander Polzin
costumi | Wojciech Dziedzic
progetto luci | John Torres
luci riprese da Kate Bashore
coreografia | Fernando Melo
assistente alla regia | Emilie Rault
assistente coreografo | Sonoko Kamimura

 

www.tcbo.it

ph. © S. Van Rompay

 

 

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