wozzeck di Berg | Opernhaus di Zurigo

Il Wozzeck di Berg all’Opernhaus di Zurigo

Dopo la pomeridiana di FidelioWozzeck di Berg è il secondo titolo del double bill del 9 febbraio all’Opernhaus di Zurigo. A dirigere è Hartmut Haenchen, uno dei veterani del podio, alla guida della Philharmonia Zurich in gran spolvero.

Stesso regista ma esito completamente diverso rispetto al pomeriggio. L’azione è inserita all’interno di un gioco di cornici (ideate da Michael Levine) e i movimenti dei solisti avvengono nei corridoi tra una e l’altra; il pubblico ne vede appena il mezzobusto. Si potrebbe storcere il naso ma il lavoro svolto sulla gestualità distoglie dal carattere statico dovuto allo spazio d’azione limitato. A differenza del Fidelio, tuttavia, il lavoro di Homoki è al servizio del testo ed il risultato è encomiabile.

Hartmut Haenchen dirige con perizia operando per tempi veloci e calibrando ottimamente la dinamica. L’organico è ampio, la scrittura riservata ai solisti prettamente declamata e la sala di dimensioni ridotte. Il rischio di coprire le voci è dunque alto. Ma per un direttore di esperienza qual è Haenchen, il risultato è ottimo e la coesione tra orchestra e palcoscenico è impeccabile. Christian Gerharer (Wozzeck) è un interprete sensibile nel fraseggio e ideale dal punto di vista visivo. La sua partecipazione scenica è encomiabile e compensa una vocalità disomogenea. La voce (di per sé non ampia) è poco proiettata, né si distingue per la bellezza del timbro. Gun-Brit Barmkin (Marie) è efficace in eguale misura nel declamato così come nei momenti lirici. Splendida è la partecipazione emotiva che imprime alla meditazione del terzo atto quando Marie, dopo aver letto un brano del vangelo che riguarda la Maddalena, invoca disperata la pietà di Dio. Bravissimo è, come di consueto, Wolfgang Ablinger-Sperrhacke (Hauptmann) nel reggere la tessitura acuta del personaggio senza ricorrere al falsetto. E’ inoltre sardonico e riesce benissimo a rendere l’umorismo nero e gli sbalzi d’umore di un personaggio ansiogeno, sarcastico e caricaturale. Jens Larsen (Doktor), sentito più e più volte alla Komische Oper di Berlino, si conferma un valido solista così come Daniel Brenna (Tambourmajor), Ian Milne (Andres) e Irène Friedli (Margret).  

Applausi calorosi al termine con punte di calore rivolte al protagonista. L’ultima recita di questo ciclo di recite si terrà il 18 febbraio alle 19.30.


Opernhaus
Zurigo | 9 febbraio 2020

Wozzeck
Opera in tre atti
musica e libretto di Alban Berg
tratto dal dramma teatrale Woyzeck di Georg Büchner

Wozzeck | Christian Gerhaher
Tambourmajor | Daniel Brenna
Andres | Iain Milne
Hauptmann | Wolfgang Ablinger-Sperrhacke
Doktor | Jens Larsen
1. Handwerksbursch | Pavel Daniluk
2. Handwerksbursch | Cheyne Davidson
Den Narr | Martin Zysset
Marie | Gun-Brit Barkmin
Margret | Irène Friedli
Mariens Knabe | Braulio Camarena
Ein Bursche | Tae-Jin Park

Philharmonia Zurich
Chor der Oper Zurich
Kinderchor der Oper Zurich

direttore | Hartmut Haenchen
maestro del coro | Janko Kastelic
regia | Andreas Homoki
scene | Michael Levin
costumi | Meta Bronski
luci | Franck Evin
drammaturgia | Kathrin Brunner

 

opernhaus.ch

 

ph. Monika Rittershaus

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