La Traviata di Verdi riporta l'opera alla Scala

La Traviata di Verdi riporta l’opera alla Scala

La stagione della Scala ha subito un arresto per l’emergenza COVID-19 il 22 febbraio, al termine della prima del Turco in Italia. Il giorno dopo, infatti, la prevista ultima replica pomeridiana del Trovatore non ha potuto aver luogo. A partire dal 6 luglio un ciclo di quattro concerti ha dato il via alle attività che, tra innumerevoli difficoltà, nuove misure di sicurezza, accorgimenti sanitari mai adottati prima d’ora e una nuova pianta temporanea (che riduce la capienza da 2000 a 600 spettatori), sono riprese in forma regolare con i primi di settembre potendo proporre finalmente opere in forma di concerto, balletti e concerti (ad organico pieno). Un cartellone comunque diversificato nelle proposte (opere e concerti a pieno organico e balletti) e copioso per quanto riguarda il numero di alzate di sipario. 

La traviata in forma di concerto, diretta da Zubin Mehta, è la prima produzione operistica di questo autunno scaligero. Il maestro adotta tempi distesi nei primi due atti per poi seguire con piglio ben più celere in quello conclusivo. Spiace che alla Scala nel 2020 si scelga ancora di eseguire un titolo così caro al pubblico senza le riprese delle cabalette. Se proprio si manifestano problemi di durata, si può optare per scelte agogiche differenti evitando, ad esempio, che il primo atto duri circa 34’ (alla replica del 28 settembre). Venendo al cast, Marina Rebeka  (Violetta) ha una vocalità sontuosa, una tecnica solida e fraseggia con accoratezza. Frasi come Così alla misera o Morrò! La mia memoria…, pronunciate in un italiano magari perfettibile, sono caratterizzate da una partecipazione emotiva coinvolgente, sempre dominata da gusto e senso della misura, tale da renderla un’interprete ideale. Si spera che il soprano lettone possa ritagliarsi un ruolo sempre più regolare e continuativo nei cartelloni scaligeri. Atalla Ayan (Alfredo) si pone in modo più incerto; la sua prova è sufficiente, pur risentendo di un’emissione disordinata e di un carattere interpretativo ancora da definire. Sulla scelta di Leo Nucci (Giorgio Germont) di proseguire nella carriera si possono nutrire delle riserve ma, allo stato dei fatti, ha ancora tanta voce e un carisma che giustifica il calore che il pubblico gli rivolge. Molto bene tutti i comprimari con menzione d’onore per il sempre ottimo e tonante Ernesto Panariello (Commissionario/Un domestico di Flora). 

Mercoledì 30 settembre e giovedì 1 ottobre alle 20, l’Orchestra della Scala e Zubin Mehta eseguiranno Ein Heldenleben e i Vier letzte Lieder (con soprano Camilla Nylund) di Richard Strauss. 


Teatro alla Scala
Milano | 28 settembre 2020

La Traviata
Opera in tre atti
in forma di concerto

Violetta Valéry | Marina Rebeka
Flora Bervoix | Chiara Isotton
Annina | Francesca Pia Vitale
Alfredo Germont | Atalla Ayan
Giorgio Germont | Leo Nucci
Gastone | Carlo Bosi
Barone Douphol | Costantino Finucci
Marchese d’Obigny | Fabrizio Beggi
Dotter Grenvil | Alessandro Spina
Giuseppe | Brayan Avila Martinez
Commissario/Domestico | Ernesto Panariello

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala di Milano

direttore | Zubin Mehta
maestro del Coro | Bruno Casoni

 

 

www.teatroallascala.org

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