Gaetano Previati - Tra simbolismo e futurismo | Ferrara

Previati al Castello Estense di Ferrara

“L’opera di Gaetano Previati è di una vastità e di un valore che sconcertano”: le parole di Umberto Boccioni aprono la mostra “Gaetano Previati – Tra simbolismo e futurismo”, con la quale Ferrara celebra l’artista a cento anni dalla morte. L’esposizione, visitabile fino al 27 dicembre 2020 all’interno del Castello Estense, ripercorre le tematiche più significative del lavoro di Previati seguendo il filo della trasformazione del suo linguaggio pittorico, che lo porterà a diventare uno dei maggiori esponenti del divisionismo in Italia.

Dalle prime opere, che testimoniano la volontà di rinnovamento del pittore dopo la sua formazione avvenuta tra Ferrara, Firenze e Milano, con rimandi alla scapigliatura milanese e ad alcune tematiche del simbolismo, si passa a quelle appartenenti al periodo divisionista. è in queste che Previati esprime maggiormente il suo virtuosismo, adottando la tecnica delle pennellate nitide che emergono dalla superficie per dare sostanza alle emozioni. Ne sono esempio in mostra alcune opere su carta sul tema della Maternità, preludio all’opera che esporrà alla Triennale di Brera nel 1891. In opere come Paolo e Francesca (1909) e Il sogno (1912) emerge invece una sorta di musicalità interna all’opera, grazie alla quale le figure sembrano danzare e muoversi sinuosamente all’interno dello spazio e dove le forme “cominciano a parlare come musica, i corpi aspirano a farsi atmosfera, spirito, e il soggetto è già pronto a trasformarsi in stato d’animo”. (Boccioni, 1911)

La stessa attenzione ai sentimenti è riscontrabile nelle illustrazioni dei Racconti di Edgar Allan Poe e de I promessi Sposi di Alessandro Manzoni, così come nei soggetti sacri, dove l’aspetto narrativo e descrittivo è lasciato in secondo piano, per privilegiare la resa delle atmosfere e suscitare empatia nello spettatore.

Proseguendo nel percorso espositivo si entra in contatto con le tematiche della natura, esemplificate da opere come Ortensie (1908) e Rose, dalie e margherite (1908), dove lo stile diventa più stilizzato, o Il monte Resegone (1897) e Colline liguri (1912-13), che indagano le diverse realtà del paesaggio in una chiave inedita grazie all’utilizzo di un formato molto più ampio e ad una visione totalmente intima e idealizzata.

Una sezione della mostra è poi dedicata alle indagini riflettografiche e radiografiche condotte sull’opera Torquato Tasso (1880), che si pensava perduta e distrutta, grazie alle quali è stato possibile rintracciare le modifiche della prima fase di realizzazione e recuperarne la firma, inizialmente collocata nell’angolo in basso a destra del dipinto.

L’esposizione restituisce così il ritratto di un artista poliedrico e sperimentatore, ancorato alla tradizione ma attento alla nuova realtà che si stava nascendo agli inizi del XX secolo. Conclude infatti il percorso l’opera La ferrovia del Pacifico (1914-16) che unisce idealmente le innovazioni tecnologiche del XIX secolo con le nuove sperimentazioni pittoriche futuriste legate al mito della velocità.

Nicoletta Gaetani


Castello Estense
Ferrara | 8 febbraio – 27 dicembre 2020

Gaetano Previati – Tra simbolismo e futurismo
A cura di Chiara Vorrasi

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